Tappa 1: Tour da Kusudasi a Evrenseki: i castelli di cotone di Pamukkale
16/09/2010 – Buongiorno dalla Turchia (ancora per poco…)! Oggi il team deve partire per un trasferimento piuttosto lungo, con sosta in un posto meraviglioso…
\nDopo aver fatto colazione con tanto di vista sul mare di Kusadasi, le ragazze risalgono sulle rispettive auto e partono alla volta di… Pamukkale!
\nCirca 180 Km da percorrere per raggiungere gli affascinanti “Castelli di cotone”. Un luogo che le formazioni calcaree hanno trasformato in un eccezionale fenomeno naturale e che è conosciuto fin dall’antichità per le proprietà terapeutiche delle sue acque. Le sorgenti di acqua calda, scendendo lungo le rocce e raffreddandosi, hanno sedimentato negli anni il carbonato di calcio che ha dato a questo luogo l’aspetto di un’alta montagna di sale.
\nPercorrendo una passerella in legno, le ragazze passano attraverso le candide vasche naturali di travertino che si sono formate e che raccolgono al loro interno l’acqua azzurrissima termale.. uno spettacolo inimmaginabile! Pamukkale è entrato a far parte dell’Unesco nel 1988, insieme a Hierapolis, un sito archeologico ben conservato nelle vicinanze.
\nAll’interno del castello di cotone, molte sono le guardie che vigilano e fischiano ai visitatori non appena questi tentano di affondare il dito di un piede in una delle vasche (solo in alcune è consentito entrare..).
\nIncantate da questo luogo magico, le ragazze non se ne vorrebbero più andare via… ma altri 400 km le aspettano alla volta di una paese vicino ad Antalya ed è pure ora di pranzo.
\nTrovato un bel posticino per spiluccare qualcosa, il capo spedizione viene fermato da una persona che lo conosce!! Un uomo che ha lavorato per la produzione di Donnavventura in Brasile!! Incredibile ma vero… e comunque oramai gli incontri del capo con persone che conosce sono all’ordine del giorno, nessuno si stupisce più! Così Tati scopre che queste persone sono brasiliane come lei e scambia qualche chiacchiera. Prima di andarsene, le neoreporter vengono fermate dal proprietario del locale che vuole fargli vedere qualcosa: un piccolo pozzo all’ingresso dove qualcosa sta cuocendo… Le ragazze non credono ai loro occhi: il cameriere alza il coperchio di questo pozzo al cui interno sono state riposte braci ardenti e appesi alcuni agnelli oramai cotti.. addirittura il coperchio era sigillato con della calce! Hanno già bevuto il caffè, ma l’ospite insiste perché assaggino quella prelibatezza… fortunatamente loro riescono a rifiutarsi senza essere scortesi..
\nSalutato il gentile ristoratore, risalgono sulle auto e ripartono in carovana. Lungo il tragitto attraversano una regione con alcuni laghi, molte saline e ne aprofittano per un po’ di fuoristrada.. al capo spedizione piace molto!
\nE così incontrano pure un gregge di pecore con i pastori! Qualche foto insieme a loro, una breve intervista impossibile a causa del linguaggio 😉 e di nuovo in strada..
\nArrivano a destinazione intorno alle 21 in una località di mare vicino ad Antalya: Manavgat.. ma non vedono nulla perché è già buio! A domani allora, così ci diranno se c’è qualcosa di interessante…
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\nIl diario oggi è stato redatto da Francesca
Tappa 2: In viaggo da Evrenseki ad Antakya, il castello di Mamure vicino a Mersin
17/09/2010 – Ciao a tutti e buongiorno! Oggi, tanto per cambiare, sole! 😉 30 °C già di primo mattino a Manavgat, una piccola cittadina di mare a circa una settantina di chilometri da Antalya. Anche oggi per il team sarà una giornata di transfer in direzione della Siria.
\nPartenza alle 9.30 (con calma oggi!) con tutte le titolari ai rispettivi posti! La strada sarà lunga, dovranno percorrere circa 350 Km ma non di autostrada…
\nInizia il viaggio, la strada si inerpica, attraverso pinete; un saliscendi di tornanti porta le ragazze in cima a dei promontori che scendono a picco sul mare: un susseguirsi di panorami mozzafiato… di tanto in tanto una bancarella di frutta..prevalentemente: BANANE! ..si fermano ad assaggiarle e rimangono piacevolmente stupite dal fatto che sono di dimensioni inferiori rispetto a quelle che si trovano in Italia, ma molto più dolci e saporite! Le ragazze proseguono in auto e non si aspettano di trovarne delle intere piantagioni.. Coltivazioni di banani lungo le strade, dentro a serre, dentro ai giardini delle case.. BANANE IN OGNI DOVE!
\nVicino ad una moschea, naturalmente anch’essa tra i banani, e i melograni (anche questi piuttosto diffusi!) si fermano a bere un buon thè, lo cha: oramai hanno preso le abitudini turche…
\nSolo uomini in questo villaggio, che si chiama Alettra… solo uomini e le 6 Donneavventura! Ovviamente sono passate inosservate…
\nDi nuovo in auto, che è meglio! E via verso Mersin dopo una veloce sosta per il pranzo! Le ragazze mangiano dell’ottimo pesce in una trattoria dove pare non passi nessuno da una vita.. e pagano qualcosa come 5 euro a testa!! Incredibile ma vero…
\nLungo la statale D 400, la carovana si ferma a visitare un bellissimo castello: Mamure. Queste fortezza, la più grande e meglio conservata della costa turca mediterranea, è stata costruita nel XII secolo e possiede 36 torri ancora originali e intatte! Si ritiene addirittura che la prima volta sia stata eretto nel III sec a.C.
\nIntorno a questo castello, vi è un grande fossato dove, anziché esserci gli alligatori a sua difesa, vi sono un miliardo di tartarughe!! Le gine le nutrono con qualche banana rimasta… le tartarughe, sazie, ringraziano… 😉
\nAvanti truppa che la strada è ancora lunga.. la carovana si ferma di tanto in tanto per fotografare i paesaggi e per girare immagini tra la polvere sollevata in alcuni sterrati..
\nUna statua di Ataturk ed un carro armato lungo la strada attirano la loro attenzione. Chiara ne approfitta per spiegare il significato della bandiera turca, composta da una stella a 5 punte e da una luna, da sempre simboli dell’islam. Secondo una delle molte leggende, l’antica Bisanzio era sotto la protezione di Artemide il cui simbolo era una falce di luna. Nel 330 Costantino, conquistata la città, la dedicò alla Vergine maria aggiungendo appunto una stella, simbolo Mariano.
\nMa sono le 17!! E’ l’ora del thè turco per dissetarsi!! 😉
\nLa carovana riprende poi il tragitto, le strade sono sempre più tortuose ma davvero piacevoli. Arrivate a destinazione alle 18.30, le ragazze si sistemano nelle rispettive camere e si preparano per la cena. Come al solito il lavoro poi le attende e quindi gli diamo la buonanotte…
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\nIl diario oggi è redatto da Francesca
Tappa 3: La regione di Antakya e la Grotta di San Pietro
Buongiorno dal meraviglioso mare della Turchia e di Antakya! Un caldo oggi… un umidità molto alta, le ragazze non ne erano più abituate.
\nOggi il diario è un po’ scarno di avventure, perché la carovana si deve avvicinare sempre più alla Siria e quindi macinare chilometri su chilometri.
\nOgnuna al proprio posto di guida, partono alla volta di Antakya, seguendo una strada piuttosto trafficata che sale e scende, tra le montagne e il mare. Panorami molto diversi tra loro: pini marittimi, olivi, pini.. niente banani oggi ma coltivazioni di cotone!
\nIl team approfitta del tempo trascorso in auto per fare audiovideo personali: Clotilde, oltre a parlare un po’ di sé, si chiede pure come faccia il gruppo a non essere ancora disciulato dopo un mese dalla partenza.. Il capo spedizione, sottolinea a questo punto come la sua scimmia fosse molto più sveglia di loro, molto più veloce ad apprendere e recepire gli insegnamenti.. le ragazze suggeriscono dunque un team di scimmie per il prossimo anno!
\nClotilde avvisa anche che manca poco per arrivare in Siria.. cambiando così discorso 😉
\nIl team arriva all’hotel giusto in tempo per spizzicare qualcosa: da qualche giorno mangiano turco e quindi molto speziato e piuttosto piccante. Ma sembrano apprezzare…
\nDopo pranzo la carovana bianca si dirige verso la Grotta di San Pietro, dove, come spiega Chiara, gli Apostoli vennero chiamati Cristiani per la prima volta. Qui si riunivano Barnaba, Pietro e Paolo per le prime “agape”, da qui sono stati trasmessi i primi insegnamenti e celebrate forme rudimentali di messa. Si riunivano in questa grotta donata alla Chiesa da San Luca Evangelista poiché potessero ripararsi dalle persecuzioni del primo secolo e potessero dare inizio alla diffusione del cristianesimo. Da questa grotta si diparte una galleria tra le rocce, che sale sulla montagna retrostante, una scappatoia attraverso la quale i primi cristiani potevano fuggire nel caso in cui fossero stati scoperti.
\nUn luogo magico, piccolo e raccolto, ma carico di spiritualità. Le neoreporter scattano qualche fotografia con discrezione e poi tornano all’hotel per lavorare.
\nQuesta è l’ultima giornata che trascorrono in Turchia, quindi hanno bisogno di sistemare molte piccole cose prima di oltrepassare il confine.
\nBuonanotte a tutti e arrivederci a domani… e speriamo che al confine non incontrino problemi particolari!!


