Festival del Viaggiatore

Tappa 1: I partecipanti a questo tour nell’isola

Si potrebbe definire come la prima volta in Barbagia, anche se da queste montagne ero transitato nel 2000, quando arrivai ad Orani, in provincia di Nuoro, per motivi di lavoro. Questa volta, all'interno di una visita di parenti/amici in Sardegna, ci siamo ritagliati 3 giorni alla scoperta dei paesaggi al confine tra Baronia e Barbagia, facendo tappa in uno splendido agriturismo (Biriddo) non distante da Dorgali, in una magnifica cornice di olivastri secolari, e a pochi minuti da uno dei mari più straordinari del mondo. In 5 (Io, Francesca, Daniela, Paola e Gilberto) abbiamo affrontato la traversata del Tirreno con la speranza di scoprire una Sardegna ancora in grado di stupirci e commuoverci. La scelta del traghetto è stata condotta online, valutando le varie combinazioni possibili da Civitavecchia e Napoli, dato che il gruppo proveniva da un periodo trascorso in Puglia, nel Salento. Scartato l'imbarco da Napoli in direzione Cagliari  o Olbia, con costi proibitivi (circa 900 euro complessivi per una andata/ritorno), la soluzione più conveniente è stata quella di esplorare la partenza diurna da Civitavecchia. Con Moby Wonder il costo dell'andata è stato pari a euro 85, inclusivo di automobile (multipla con bauletto ed altezza tot 2,15 m) 4 adulti 1 bambino e 2 poltrone. Per il ritorno le tariffe Moby non risultavano convenienti, ed abbiamo optato per un Olbia Civitavecchia con Sardinia Ferries, con tariffa finale pari a 115 euro.

Tappa 2: Traghetto per la Sardegna e arrivo a Dorgali

La partenza alle ore 15 da Civitavecchia con il traghetto Moby pronto ad accoglierci con i suoi personaggi della Looney Tunes. La traversata è stata rapida e rilassante, dopo circa 4 ore di navigazione su di un mare piatto, all'orizzonte ad ovest il profilo di alcune montagne ci ha annunciato che oramai dopo 10 anni d'attesa il momento di ricalcare il suolo sardo era oramai giunto. Inconfondibile il massiccio profilo della Tavolara, una sorta di guardiano roccioso a lato del porto di Olbia. Le informazioni prese su internet, non rendevano giustizia alla struttura raggiunta dopo circa 65 minuti da Olbia (occhio alle code dentro il tunnel ad Olbia!).
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\nL'agriturismo, isolato dalla strada principale che collega la superstrada a Dorgali, si è presentato ai nostri occhi nella sua straordinaria solitudine, con un cielo terso rischiarato dalla Luna, e una cornice di alberi dalle ampie chiome. Ad accoglierci Pierpaolo, che ci ha accompagnato subito alle camere, per poi tornare rapido ai preparativi per le nostre, gustosissime, cene. Le stanze ampie, con bagno privato e letto matrimoniale (con lettino supplementare per bambino a richiesta) si trovavano in un edificio in muratura ad est del cortile, mentre altre casette in legno, stile bungalow, si vedevano a nord-ovest del locale del ristorante. Il tempo di una rinfrescata e già eravamo pronti per la cena…Cena è un termine sicuramente dopo una serie di antipasti, tutti di produzione locale come salumi, verdure cotte magistralmente, ricotta fresca e saporite olive di Barbagia, è giunta una fiamminga di strozzapreti al pomodoro, spolverati di una abbondante nevicate di pecorino sardo, e poi un ottimo secondo con uno spezzatino di maiale che si scioglieva in bocca.
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\nA chiudere una anguria prodotta da Pierpaolo assieme ad un vicino di podere, e il caffè accompagnato da grappa, mirto e limoncello, tutti ovviamente di produzione propria, e dagli aromi raffinati ed intensi allo stesso tempo. Il modo perfetto per chiudere una lunga giornata e concedersi un sonno profondo nella pace assoluta del Biriddo.

Tappa 3: Orosei e la spiaggia di Cala Liberotto

Al risveglio il Biriddo si è rilevato in tutta la sua bellezza, con i suoi olivi magnifici e la cornice di montagne che lo circonda. Ovviamente ci attendeva una splendida colazione sarda, con biscotti fatti in casa e una splendida marmellata di pesca cotta la sera prima da Pierpaolo. Il tempo di fare il programma della giornata, e cioè la ricerca di una nave per compiere l'escursione delle calette e grotte nel golfo di Orosei, e trovare una spiaggia tranquilla dove trascorrere un pomeriggio di puro relax.
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\nDal Biriddo ci siamo mossi in direzione di Orosei. Sulla strada uno sguardo veloce al paese di Galtellì, nelle zone di Grazia Deledda e del suo celebre Canne al Vento: il centro storico con le sue stradine acciottolate ci ha fatto una bella impressione. Orosei invece ci ha colpito per il traffico impazzito: una strada attraversa il centro storico, ma al nostro arrivo ci ha stretti in una coda interminabile, tra camion e camper il traffico sembrava davvero impazzito! Alcuni scorci del centro sembravano comunque interessanti, ma il parossismo della viabilità, unito alla mancanza di parcheggi ci ha consigliato di scendere velocemente verso la Marina di Orosei, alla ricerca della barca per la nostra escursione del giorno dopo. Molti ci avevano consigliato, con grande sorpresa, di cercare le escursioni alla Marina di Orosei, anziché a Cala Gonone. I prezzi di quest'ultima località, seppur più vicina, ci erano stati annunciati come più cari.
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\nLe possibilità offerte dai baracchini presso la spiaggia della marina sono tante: si va dalle motonavi lussuose, che offrono l'escursione comprensive di degustazioni a bordo, ma con il lato debole fornito dal grande numero di partecipanti (200-300) che rende lunghe le procedure di sbarco e reimbarco ad ogni sosta, fino ad arrivare ai semplici gommoni, che limitano i partecipanti alla decina, e danno quindi possibilità di un programma più completo, oltre che accedere alle spiaggette non accessibili alle barche più grandi. Alla fine la nostra scelta è caduta sulla motonave Città di Lerici, che al prezzo di 25 euro compiva un tour da Orosei fino a cala Goloritzè, compiendo 3 soste alle celebri spiagge di Cala Luna, Cala Mariuolo e Cala Sesine, e offrendo al prezzo di 8 euro un'escursione alla grotta del Fico.
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\nCerto che il tour in gommone ci aveva proprio “attizzati” ma purtroppo anche a fine agosto ogni gommone risultava prenotato da almeno 3 giorni! Una disdetta, dato che era l'unica escursione che conduceva alla famosa grotta del Bue Marino. Anche la visita all'oasi di Bidderosa, considerata come la spiaggia più bella della zona, risultava completamente prenotata, e dopo la prenotazione dell'escursione abbiamo cercato la spiaggia giusta dove rilassarci per una giornata di mare. La spiaggia di Orosei è ampia e lunghissima (12 km) ma per noi che volevamo fare anche un po' di snorkeling ci sembrava poco promettente. Consigliandoci con alcuni locali allora ci siamo diretti verso nord, in direzione di cala Liberotto.
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\nA dire il vero l'arrivo a Cala Liberotto ci aveva un attimo preoccupati per le difficoltà di parcheggio, segno che la località era ben conosciuta e affollata. Però all'arrivo in spiaggia, due calette adiacenti separate da un promontorio di granito rosso, la ressa annunciata era inesistente: qualche ombrellone ma tanto spazio dove sistemarsi sulla grande spiaggia, in parte sabbiosa e in parte costituite da piccoli ciottoli. L'acqua calda ed invitante vista con la maschera subacquea dischiudeva grandi quantità di pesci, sopratutto in corrispondenza degli affioramenti rocciosi che determinavano scenografie da canyon sottomarino, ma l'incontro più al largo di un gruppo di grandi meduse ci aveva consigliato di rimanere più adiacenti alle rocce, che comunque garantivano gli scenari migliori. Davvero piacevole cala Liberotto, consigliabile a tutti quelli che amano il mare con sabbia ma anche con rocce e scogli. Al tramonto rientro al Biriddo, dove ci aspettava una rilassante doccia con la luce del tramonto che incendiava gli olivi secolari, e una cena di grande qualità gastronomica, secondo la tradizione culinaria della Barbagia.

Tappa 4: Escursione in barca nel Golfo di Orosei, da Cala Luna a Cala Sisine

Sveglia presto per il giorno dell'escursione: alle 7:30 Pierpaolo ci attendeva puntuale per la colazione, la nostra carica per affrontare la lunga giornata dalle 9:00 fino al ritorno al Biriddo, previsto per le 19:30 circa. Ci trasferiamo alla Marina di Orosei, ritiriamo i nostri biglietti e paghiamo il corrispettivo, e alle 9:25 puntuali ecco comparire in arrivo da Cala Gonone la nostra motonave. La mancanza di un molo, che all'inizio ci aveva interrogati sulle modalità d'imbarco viene fugata all'approdo della prua praticamente sulla battigia, con la scaletta che scesa direttamente sulla spiaggia consentiva una comoda salita sull'imbarcazione. Facendo un rapido conto sulla barca si trovavano una ottantina di persone, un numero elevato ma che consentiva delle procedure di sbarco rapide, ed anche di muoversi in modo agevole nei vari settori della nave. Il programma dell'escursione era il seguente: attraversata diretta da Orosei a Cala Luna, sosta di 1 ora e mezza sulla spiaggia più famosa del Tirreno, partenza per la Grotta del Fico, visita guidata, e successiva sosta di 90 minuti presso Cala Mariuolo. Navigazione fino alla celebre Cala Goloritzè per ammirare il pinnacolo di roccia e il grande arco, sosta di 60 minuti sulla spiaggia di Cala Sisine e rientro alle 18:30 alla marina di Orosei.
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\nIl Golfo di Orosei è una ampia baia su cui si affacciano i contrafforti più orientali del Gennargentu. Poderosi bastioni calcarei si ergono a picco sul mare, talvolta con scarpate verticali di oltre 500 m, su cui si aprono cale, insenature e spiagge bordate di acque cristalline, turchesi, verdi fino a tinte blu cobalto. Proprio per la natura calcarea delle rocce, intensi fenomeni carsici hanno cariato queste montagne, creando sistemi ipogei di grandi dimensioni, la maggior parte dei quali tutt'ora inesplorati. Alcune grotte, aprendosi direttamente sul mare erano diventate il rifugio della foca monaca, che però negli anni '80 ha abbandonato definitivamente questi lidi. La sua presenza è segnalata sporadicamente nei pressi della costa, ma sono di fatto circa 30 anni che questi mammiferi marini non utilizzano più le grotte del golfo di Orosei in modo continuativo. Mentre la motonave Città di Lerici proseguiva lungo le falesie a sud di Cala Gonone il pensiero andava a questa natura offesa e al rammarico di non poter scorgere tra i massi i simpatici mammiferi…
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\nCi ha pensato Cala Luna a svegliarmi da questi pensieri, con la sua spiaggia bianca su cui si aprono alcune grotte, direttamente sull'arenile. Cala Luna è bella, sicuramente una delle più belle italiane, ma è vittima della sua stessa celebrità: ciò che la renderebbe bella, la sua selvaggia solitudine è resa vana dal grande afflusso di turisti, una miriade di barche vengono a sostare nella baia, e l'affollamento un po' riduce l'impatto emotivo di questo sito. Armati di maschere e pinne ci siamo avventurati in una battuta di snorkeling: avventurati è sicuramente la parola giusta, sott'acqua la spiacevole sorpresa di trovare il mare letteralmente infestato dalle meduse! Nuotare a Cala Luna diventava uno slalom tra le meduse, alcune molto grandi, altre piccole ma dai lunghi flagelli, un vero stress dato che era facile, distraendosi, sbagliare direzione con ovvie conseguenze…Camminando sulla spiaggia Cala Luna è tornata quella di sempre, con i suoi ciottoli e rocce bianche, la sua falesia su cui si aprono ampie grotte, un vero riparo dalla calura, anche se bisogna fare attenzione quando ci si trova in presenza di rocce a strapiombo per l'eventuale caduta di sassi.
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\nDa Cala Luna siamo ripartiti dopo una sosta di circa 90 minuti: direzione sud, verso la Grotta del Fico. Il trasferimento è servito per il pranzo al sacco, un piacere magiare il panino ammirando spettacoli come le spiagge di Venere, grotte, e acque dai colori incredibili. Poi siamo scesi alla grotta del Fico, così chiamata per la presenza di un grado fico che ne celava l'ingresso, ma ora caduto. Forse anche per questo motivo la grotta era passata inosservata fino agli anni '50 ed è stata aperta al pubblico in modo esteso solo dal 2006. La sua bellezza rivaleggia con quella della Grotta del Bue Marino, ed è forse proprio questa grotta ad essere stata l'ultimo rifugio della foca monaca che utilizzava questa grotta come luogo di parto e allevamento dei piccoli. Oggi la foca non c'è più, ma rimane lo spettacolo di stalattiti e stalagmiti che rendono bellissima questa grande caverna calcarea. Il biglietto di 8 euro è stato ben speso! Dopo l'escursione trasferimento a Cala Mariolu, dove era prevista una sosta di 1 ora e mezza. Sarà il fatto che non c'erano praticamente meduse, la presenza di grandi scogli che rendono molto varia la spiaggia, per la bellezza dei suoi candidi ciottoli chiamati anche le “pulci della neve” in lingua sarda, ma ci è piaciuta più di Cala Luna. Cala Mariolu possiede un nome napoletano, datole dai pescatori di Ponza che credevano di venire derubati dal pesce dalla popolazione sarda: era in realtà la foca monaca, che i ponzesi purtroppo cacciavano come loro concorrente nella pesca.
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\nAncora più bella ci è apparsa la baia successiva, Cala Goloritzè, dominata da un pinnacolo di roccia alto più di 140 metri e da un grande arco sulla sua estremità meridionale. Questa spiaggia è stata nominata "Monumento Nazionale Italiano" nel 1995, ed è sicuramente una delle spiagge più fotografate della Sardegna, anche se non è stato possibile scendere in spiaggia, dato che c'è un divieto d'accesso per i mezzi motorizzati, per preservarne l'integrità. Il pomeriggio cominciava ad avanzare e molte spiagge del golfo di Orosei risultavano oramai in ombra e poco attraenti. Non era il caso di Cala Sisine che prensenta una profonda valle alle spalle che consente alla luce del sole di baciarle la spiaggia anche a pomeriggio inoltrato. Anche qui una sosta prolungata ci ha consentito un po' di relax, con una battuta di snorkeling tra nuvole di pesci colorati, e senza medusa-stress. La spiaggia è dominata a sud da due pinnacoli di roccia, i corni di un rinoceronte per alcuni, che vedono stilizzata nella montagna la sagoma della testa del grande mammifero africano. Cala Sisine era l'ultima tappa del nostro viaggio nel golfo di Orosei, e da qui è iniziato il triste rientro verso base, con il sole che si trovava ora basso ad ovest, appena sopra alle montagne. A consolarci emotivamente ci ha poi pensato Pierpaolo del Biriddo, servendoci i tradizionali Puligioni (Ravioli) come primo e un gustosissimo porceddu (porcetto) come secondo, oltre che all'eccezionale walzer di antipasti! Lo spettacolo finale dell'agriturismo Biridddo!

Tappa 5: Da Dorgali ad Olbia, tra ulivi millenari e tombe dei giganti

La colazione del mattino aveva la triste consapevolezza della fine vacanza, ma durante l'ultima tazza di caffè Pierpaolo ci ha proposto di accompagnarci fino ad un ulivo millenario distante appena 1200 m dall'agriturismo. Ovviamente abbiamo aderito con entusiasmo e si è unita a noi una famiglia di Milano. Pierpaolo ci ha fatto scoprire paesaggi impensabili: un profondo ed inaspettato canyon che si tuffa da pochi metri dal Biriddo fino al vicino lago del Cedrino, un particolare albero a forma di gufo, un sentiero in mezzo alla macchia mediterranea, in mezzo ai profumi e gli aromi tipici della Sardegna, fino ad arrivare al grande albero e un sito in cui si trova una tomba dei giganti della civiltà nuragica.
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\nL'incontro con l'albero è stato un momento magico, la vetusta età della pianta, confermata dagli uomini della forestale, stimata in 1200 anni circa, era dimostrata da alcuni rami che sono cresciuti attorcigliati in un abbraccio spettacolare e molto particolare. Nonostante il caldo torrido (il giorno prima erano 38 °C a Dorgali!) sotto la sua chioma la temperatura era gradevole e si respirava un'atmosfera solenne, di quelle che si possono vivere solamente al cospetto di un grande vecchio. Dobbiamo ringraziare Pierpaolo di averci accompagnati di persona a scoprire questo remoto, ma meraviglioso angolo di Sardegna! Al ritorno poi ci ha offerto un rinfresco improvvisato ma gradevolissimo date le temperature! Però erano giunte le 12 del mattino, il programma prevedeva la visita del complesso nuragico di Serra Orrios, prima di chiudere questa 3 giorni in Barbagia, alla volta di Olbia e dell'incontro con gli amici della Gallura: a malincuore abbiamo abbandonato l'agriturismo Biriddo e la sua magica scenografia di ulivi secolari, ma con la voglia di tornare a vedere questi luoghi in una stagione diversa, magari in primavera quando il verde domina sul giallo tipico invece dell'estate. Arrivederci Biriddo!
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\nPurtroppo la vicina Serra Orrios, raggiunta verso le 12:20 era chiusa! In realtà l'orario prevedeva la chiusura alle 13, ma la visita richiede almeno 45 minuti, e siamo stati lasciati fuori dalla custode. In alternativa la stessa sorvegliante ci ha consigliato di recarci alla Tomba dei Giganti di sa Ena 'e Thomes posta appena a 6 km a nord di Serra Orrios, in direzione della superstrada 131. Un parcheggio sterrato e un sentiero che parte dopo un cancello da bestiame non potevano farci intuire la meraviglia del luogo, raggiunto dopo 400 metri di cammino tra i cespugli della macchia mediterranea. Una grande stele in granito ed una serie di massi disposti in modo concentrico alla stele si ergono in mezzo al verde, mentre sul retro si trova il corridoio funebre, perfettamente intatto. Questa tomba è quindi un vero spettacolo da non perdere, consente di vedere una struttura megalitica perfettamente conservata, e possiede un fascino davvero spettacolare. E' stata per noi il modo perfetto di lasciare la Barbagia, lasciandoci un una bella immagine da ricordare durante il nostro trasferimento ad Olbia. Durante il nostro rientro la bianca struttura del Monte Albo ci ha accompagnato per parecchi km facendoci rimpiangere un poco questa breve vacanza tra i massicci calcarei del nuorese. E mentre all'orizzonte le rocce granitiche annunciavano l'approssimarsi dei paesaggi galluresi, un forte vento di maestrale che da li a breve avrebbe abbassato le temperature, spazzava forte le coste ponendo fine all'afa estiva e alla nostra vacanza…

Tappa 6: Lasciata la costa sud di Cala Gonone… il ritorno a Olbia

Una breve ma intensa vacanza, di sicuro la costa a sud di Cala Gonone è uno dei patrimoni naturalistici dell'Italia, da preservare e promuovere. Il soggiorno al Biriddo è stato gradevolissimo, un paradiso di tranquillità e relax, sicuramente da consigliare agli amanti della buona cucina rustica e tradizionale! Varrebbe la pena tornare in questi luoghi in autunno o primavera, quando le campagne presentano i colori freschi dell'aerba, e specie ad aprile, le campagne si presentano colme di fiori. Sicuramente un approfondimento da sviluppare sono i percorsi e i sentieri tra le montagne del nuorese, come ad esempio la famosa gola di Gorroppu, che non abbiamo avuto il tempo di visitare, cosa tra l'altro complicata in estate, per via delle temperature torride.