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La mostra di Monet a Traversetolo di Parma, Fondazione Magnani Rocca

La Villa dei Capolavori di Mamiano di Traversetolo in provincia di Parma, dal 3 settembre all'11 dicembre 2016, ospiterà la Mostra "MONET Quelle Ninfee che anticiparono l'Informale". L'evento andrà ad inserirsi nella più ampia programmazione intitolata ITALIA POP, una panoramica sulle varie espressioni ascritte alla Pop Art. Sede della Fondazione Magnani Rocca, la Villa, creata […]

Redazione

Ci muove una passione profonda per il viaggio, un carburante che ci accende e ci tiene vivi.

La Villa dei Capolavori di Mamiano di Traversetolo in provincia di Parma, dal 3 settembre all'11 dicembre 2016, ospiterà la Mostra "MONET Quelle Ninfee che anticiparono l'Informale". L'evento andrà ad inserirsi nella più ampia programmazione intitolata ITALIA POP, una panoramica sulle varie espressioni ascritte alla Pop Art.

Sede della Fondazione Magnani Rocca, la Villa, creata da Luigi Magnani con l'intento di diffondere e favorire lo sviluppo delle attività artistiche in Italia, è essa stessa luogo di raro valore culturale degno di essere conosciuto e visitato per la bellezza architettonica dell'edificio, l'arredo delle sale e per l'imponente collezione pittorica che custodisce. Presenti opere di illustri artisti italiani e stranieri appartenenti alla storia dell'arte europea, a decorrere dal Rinascimento sino all'età contemporanea.

Nella sala dedicata a Claude Monet (Parigi 1840-Giverny 1926), verrà esposto il dipinto, Le Bassin des Nympheas del 1904, proveniente dal Denver Art Museum degli Stati Uniti d'America. L'opera troverà collocazione accanto ad altri due capolavori dell'artista francese conosciuto come "Il Maestro dell'Impressionismo", dal giorno in cui comparve l' "Impressione, levar del Sole", con i colori tremuli dell'alba fissati sulla tela.

Le Bassin des Nympheas appartiene al ciclo "Le Ninfee", una serie di circa 250 dipinti realizzati da Claude Monet negli ultimi trent'anni della sua carriera. Ritiratosi a vivere nella sua casa di Giverny, fece costruire presso la propria abitazione un giardino d'ispirazione giapponese con un ponte, uno stagno e innumerevoli varietà di fiori e piante esotici, un piccolo Eden dedicato alla natura e alla pittura, in cui appartarsi per cogliere e fissare sulla tela le immagini nell' immediatezza folgorante del loro primo apparire alla vista e alla coscienza, prive di rilievo e consistenza, immateriali come pure emozioni, eppur vivide di luce.

Ne "Le Bassin des Nympheas" l'arte di Monet continua a sperimentare il paesaggio en plein air, colto nei vari momenti della giornata. L'artista è attratto dalle mutazioni di luminosità e desidera fissare l'immagine cangiante e sfuggente presente nella sensazione visiva prima che irrimediabilmente scompaia.

Nella tensione estrema di cogliere l'essenza della luce, e della vita, la pittura si trasforma, tende a divenire astratta, fauve, simbolica. Costruisce un linguaggio nuovo e profetico che a distanza di decenni approderà all'arte Informale e all'Action painting.

Le altre due opere di Monet esposte saranno "Falaises à Pourville, soleil levant" e "Falaise du Petit Ailly à Varengeville", esempi entrambe di "serie" famose, in cui la stessa immagine viene dipinta ripetutamente in condizioni di luminosità diverse. Il tema ritrae le luci dell'alba che giocano con i riflessi del mare, mentre le rocce rosa si specchiano nell'azzurro e le acque si confondono con il cielo.

MONET Quelle Ninfee che anticiparono l'Informale

Dal 3 settembre 2016 al 10 dicembre 2016
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