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La Mostra sull’Arcimboldo a Roma, Palazzo Barberini

In molti ricordano Arcimboldo come “l’artista che componeva ritratti con la frutta”. In effetti, per quanto semplicistica, questa descrizione è corretta, perché l’artista lombardo è conosciuto soprattutto per le sue “teste composte”, grotteschi ritratti che potrete ammirare, insieme ad altre opere, dal 20 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018 al Palazzo Barberini di Roma, nella mostra […]

Marco Lovisco

Giornalista e blogger, appassionato di arte e viaggi. Inseguo le mostre, ma a volte sono più veloci di me.

In molti ricordano Arcimboldo come “l’artista che componeva ritratti con la frutta”.

In effetti, per quanto semplicistica, questa descrizione è corretta, perché l’artista lombardo è conosciuto soprattutto per le sue “teste composte”, grotteschi ritratti che potrete ammirare, insieme ad altre opere, dal 20 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018 al Palazzo Barberini di Roma, nella mostraArcimboldo

Ammirare le “teste composte” di Arcimboldo

Giuseppe Arcimboldo (per alcuni “Arcimboldi”) è stato un importante pittore italiano del XVI secolo, conosciuto soprattutto per le sue “teste composte”. Si tratta di ritratti in cui l’artista sfruttava oggetti inanimati (frutta ma anche libri, ortaggi o oggetti comuni) per comporre volti dalle sembianze umane, giocando con la “pareidolia”, ossia con quel meccanismo percettivo che ci permette di individuare sembianze o volti umani anche in soggetti dalla forma casuale (nuvole, rocce, patate).

Nella mostra di Palazzo Barberini, a cura di Sylvia Ferino Pagden, una delle maggiori studiose di Arcimboldo, avrete la possibilità di ammirare in un unico spazio espositivo circa venti tra dipinti e disegni realizzati dal famoso artista lombardo, provenienti da Basilea, Denver, Houston, Monaco di Baviera, Stoccolma, Vienna, Como, Cremona, Firenze, Genova, Milano.

In mostra le opere più note di Arcimboldo, capolavori come i cicli delle Stagioni (1563 – 1572) o dei Quattro Elementi. Nel primo l’artista realizzò quattro volti umani, ognuno dei quali è composto da elementi naturali propri della stagione rappresentata. Così l’inverno diventa il volto arcigno di un vecchio, costruito con il tronco di un albero spoglio su cui si arrampicano alcune foglioline di edera, come sparuti capelli. Nel secondo ciclo invece Arcimboldo dà un volto a quattro elementi alchemici, acqua, fuoco, terra e aria. Del resto, un rapporto profondo legava l’artista col misterioso mondo dell’alchimia, ma questo lo racconterò dopo.

A Palazzo Barberini avrete occasione anche di vedere il famoso ritratto del Giurista o L’ortolano, opera “reversibile” che può essere cioè ammirata da entrambi i lati ottenendo effetti diversi. Una curiosità: una delle mascotte dell’Expo di Milano, Foody, è stata disegnata proprio prendendo spunto dall’opera di Arcimboldo, anche per celebrare le sue origini meneghine.

Arcimboldo: tra pittura ed alchimia alla corte degli Asburgo


Oltre ai dipinti, nella mostra romana è possibile ammirare anche i preziosi acquerelli che l’artista realizzò per le feste a corte. Arcimboldo infatti fu pittore di corte per gli Asburgo, prima a Vienna alla corte di Massimiliano II e poi a Praga con Rodolfo II. A corte l’artista, oltre che come pittore, fu impiegato anche come scenografo per le occasioni mondante, architetto e costumista per gli spettacoli teatrali, testimonianza della fiducia che i sovrani nutrivano nei confronti dell’artista italiano.

L’imperatore Rodolfo II, ad esempio aveva stretto un profondo legame con Arcimboldo, grazie alla condivisione della stessa passione per il mondo dell’alchimia, dei simboli e del mistero. Grande collezionista, Rodolfo II fu ritratto da Arcimboldo nelle vesti di Vertunno, dio latino della metamorfosi. L’artista realizzò quest’opera usando una grande quantità di elementi diversi, per sottolineare una caratteristica del sovrano: la sua passione per il collezionismo e l’accumulazione di oggetti bizzarri.

Proprio gli oggetti provenienti dalle Wunderkammern imperiali completano il percorso epositivo della mostra romana, che espone inoltre oggetti provenienti dalle botteghe numismatiche e di arti applicate, disegni di erbari, frutta e animali che all’epoca erano considerati una risorsa indispensabile per studiare la natura.

Chi era Arcimboldo? Lo raccontiamo in 5 punti

1. Giuseppe Arcimboldo (Milano 1526 – 1593) è stato un importante pittore italiano del XVI secolo, famoso soprattutto per le sue “teste composte”.

2. Le “teste composte” sono ritratti in cui il volto umano è riprodotto attraverso l’aggregazione di oggetti inanimati, come frutta, ortaggi o libri. L’effetto che si ottiene è piuttosto grottesco, ma non passa di certo inosservato.

3. La carriera di Arcimboldo è legato alla dinastia degli Asburgo. Fu infatti pittore di corte sia con Massimiliano II, che con suo figlio Rodolfo II.

4. Proprio il ritratto di Rodolfo II è considerate una delle opera più famose di Arcimboldo. Altre opere note sono il Ciclo delle Stagioni, il Ciclo degli elementi, Il bibliotecario o L’ortolano.

5. Nonostante la fama, dopo la sua morte Arcimboldo venne dimenticato. Verrà riscoperto nel Novecento dagli artisti surrealisti, che resteranno affascinati dalle insolite composizioni del pittore Lombardo.

Informazioni utili, date, orari, prezzo dei biglietti

Mostra: "Arcimboldo"
Dove: Palazzo Barberini di Roma, via delle Quattro Fontane, 13
Date: dal 20 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018
Orari: martedì/domenica 9.00-19.00, chiusa il lunedì
Biglietti: € 15 intero, € 13 ridotto. Audioguida inclusa
Maggiori informazioni: sito ufficiale

Per saperne di più sull’artista leggete anche, su Due Minuti di Arte: Arcimboldo, vita e opere riassunte in 10 punti

Arcimboldo

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