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Displaced, la Mostra di Richard Mosse al MAST di Bologna

Se non siete mai stati al MAST di Bologna, ecco l'occasione giusta per voi! Disponibile da domani 7 maggio e fino al 19 settembre 2021 la Mostra Displaced vi consentirà di scoprire la straordinaria capacità evocativa delle foto di Richard Mosse, apprezzato fotografo irlandese che ci mostrerà luoghi densi di fascino e paura, bellezza e terrore […]

Redazione

Ci muove una passione profonda per il viaggio, un carburante che ci accende e ci tiene vivi.

Se non siete mai stati al MAST di Bologna, ecco l'occasione giusta per voi! Disponibile da domani 7 maggio e fino al 19 settembre 2021 la Mostra Displaced vi consentirà di scoprire la straordinaria capacità evocativa delle foto di Richard Mosse, apprezzato fotografo irlandese che ci mostrerà luoghi densi di fascino e paura, bellezza e terrore potenziale.

La mostra è curata da Urs Stahel e si tratta della prima mostra antologica sull'autore, che propone oltre ai suoi celebri scatti anche delle potenti videoinstalazioni che vi accompagneranno nei luoghi straordinari in cui il fotografo si è mosso negli ultimi anni.

In pratica potrete esplorare il suo mondo, perennemente in bilico tra la fotografia documentaria e l’arte contemporanea, che tocca temi scottanti come la migrazione, il conflitto e i cambiamenti climatici, temi su cui la pubblica opinione si confronta e si scontra tra sconvolgimenti sociali, economici e politici.

Sono 77 le fotografie di grande formato esposte qui a Bologna, inclusi i lavori più recenti del progetto Tristes Tropiques (2020), realizzato nell’Amazzonia, in Brasile. Oltre a queste intense immagini, la mostra offre anche impressionanti videoinstallazioni immersive, The Enclave (2013) e Incoming (2017), un grande video wall a 16 canali Grid (Moria) (2017) e il video Quick (2010).

Cosa aspettarsi dalla mostra


Potremo concentrarci sui primissimi lavori, partendo dall'Europa (Bosnia e Kosovo), per poi tuffarci nelle problematiche della Striscia di Gaza, passando per un accostamento tra muri di frontiera con il confine caldo tra Messico e Stati Uniti d'America. Questi scatti hanno una caratteristica comune, quella di privilegiare le geometrie e le strutture rispetto alla figura umana, che risulta quasi assente.

Successivamente passeremo agli scatti della serie di fotografie all'infrarosso ambientate in Congo. Qui Richard Mosse dimostra di avere bene sviluppato le potenzialità di Kodak Aerochrome, una pellicola da ricognizione militare, che lavora alle lunghezze d'onda dei raggi infrarossi. Ideale per localizzare i soggetti mimetizzati. La pellicola è sensibile alla clorofilla presente nella vegetazione ed in pratica “rende visibile l'invisibile". Particolare il risultato con la densa foresta pluviale congolese che viene trasfigurata in uno splendido paesaggio fantastico dai toni del rosa e del rosso. E tra i paesaggi grandiosi, scene intense con ribelli, civili e militari,

Una videoinstallazione suddivisa in sei parti The Enclave, spezzerà il vostro percorso. Si tratta di un progetto gemello di Infra, che venne realizzato per il Padiglione irlandese della Biennale di Venezia del 2013, Mosse svela il contrasto tra la magnifica natura della foresta della Repubblica Democratica del Congo e la violenza dei soldati dell’esercito e dei ribelli.

A seguire potrete ammirare la serie fotografica Heat Maps e l’installazione audiovisiva Incoming, lavori realizzati tra il 2014 e il 2018: immagini straordinarie dei campi profughi che accolgono i migranti in Grecia, in Libano, ed in Turchia, In questi scatti  Mosse impiega una termocamera militare che consente di “vedere” le figure umane fino a una distanza di trenta chilometri, di giorno come di notte.
Per produrre il video wall del 2017 Grid (Moria), si è recato più volte nell’omonimo campo profughi sull’isola greca di Lesbo.

Tra il 2018 e il 2019, Mosse comincia a esplorare la foresta pluviale sudamericana dove per la prima volta concentra l’obiettivo sul macro e sul micro, spostando l’interesse di ricerca dai conflitti umani alle immagini della natura.
Questi sono gli argomenti di Ultra, dove gli scatti utilizzano la tecnica della fluorescenza UV.  Mosse ha così scandagliato il sottobosco, i licheni, i muschi, le orchidee, le piante carnivore e, alterando lo spettro cromatico, trasforma questi primi piani in uno spettacolo pirotecnico di colori fluorescenti e scintillanti. La biodiversità a rischio dei cambiamenti climatici e dell’intervento dell’uomo viene trasfigurata in un modo altamente espressivo.

Infine arriviamo a Tristes Tropiques, la serie più recente e che documenta con la precisione della tecnologia satellitare la distruzione dell’ecosistema ad opera dell’uomo. Mosse ha scattato queste fotografie di denuncia lungo “l’arco del fuoco”, nel Pantanal, il fronte di deforestazione nell’Amazzonia brasiliana. Ogni mappa mostra i delitti ambientali perpetrati su vasta scala, diventando per il fotografo un archivio che li documenta.

Il video Quick del 2010 completa le installazioni video: un filmato che racconta la genesi della sua ricerca e delle sue tecniche artisticche attraverso temi a lui cari: virus Ebola, quarantena ed l’isolamento, conflitti e migrazioni, il tutto muovendosi tra Malesia e il Congo orientale.

Il catalogo che accompagna la mostra propone tutte le immagini esposte oltre a un saggio critico del curatore della mostra Urs Stahel. 

Informazioni utili, date, orari e prezzi biglietti della mostra


Nome:
 Richard Mosse: Displaced
Date: dal 7 maggio fino al 19 settembre 2021
Dove: MAST, via speranza 42, Bologna
Orari: dal martedì alla domenica  dalle10:00 – 20:00
Prezzi: Ingresso gratuito solo su prenotazione
Info: sito ufficiale

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Richard Mosse: Displaced

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