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Tra i canali ed i ponti della Repubblica Ceca

Lungo, dentro e sopra i fiumi ecco che l’uomo ha lasciato ancora una volta la sua firma. Il Canale di Bat’a, in Moravia meridionale, è un’opera idrica imponente. Lungo 53 chilometri, lo si deve ancora una volta al genio di Tomas Bat’a, che lo fece realizzare tra il 1934 e il 1938 per il trasporto […]

Redazione

Ci muove una passione profonda per il viaggio, un carburante che ci accende e ci tiene vivi.

30 Novembre 2011

Lungo, dentro e sopra i fiumi ecco che l’uomo ha lasciato ancora una volta la sua firma. Il Canale di Bat’a, in Moravia meridionale, è un’opera idrica imponente. Lungo 53 chilometri, lo si deve ancora una volta al genio di Tomas Bat’a, che lo fece realizzare tra il 1934 e il 1938 per il trasporto del carbone, su chiatte prima trainate dai cavalli e poi dai trattori. In seguito venne utilizzato anche per lo scambio di merci e alimentari e naturalmente per irrigare la campagna. Lungo il percorso -oggi itinerario gettonatissimo dal turismo fluviale, percorribile da maggio a ottobre con canoe, houseboat e barche a motore senza bisogno di patente nautica-, si incontrano 13 chiuse e un cinquantina di ponti, in alcuni casi vere opere d’arte tecnica.

Splendido, sempre in Moravia, il ponte coperto di Cernvir che scavalca la Suratka. Importante monumento di architettura popolare, risale al 1718 ed è il più antico del suo genere. Realizzato in legno d’acero, per lo più conservatosi fino a oggi, è lungo 32 metri e largo 2,6. Con la sua struttura romantica, sullo stile dei celebri ponti di Madison County tanto per intendersi, e il caratteristico tetto di scandole è monumento-simbolo di questo tipo di ponti, un tempo tipici della Moravia.

E come non pensare alla Moldava, fiume-anima del Paese? Anche qui incontriamo quello che è un vero e proprio monumento d’ingegneria: il Canale di Schwarzenberg. Largo appena 4 metri, corre per 44 chilometri lungo il confine ceco-tedesco e ceco-austriaco e collega il corso della Moldava a quello del Danubio. Costruito tra fine ‘700 e inizio ‘800, porta la firma dell’architetto e ingegnere civile ceco Josef Rosenauer, cui fu commissionato dagli Schwarzenberg per poter rifornire Vienna di legname. A impreziosirne il corso, in parte incanalato in un tunnel, due porte in pietra in stile neogotico e napoleonico.

Finiamo col ricordare i tanti ponti-monumento di cui può vantarsi la Repubblica Ceca, primo fra tutti naturalmente il Ponte Carlo di Praga, ma anche capolavori meno noti eppure altrettanto degni di nota, come per esempio il ponte di pietra di Pisek, in Boemia meridionale, ribattezzato semplicemente “Ponte Vecchio”. Più precisamente il più vecchio del Paese e tra i più antichi d’Europa. Del XIII secolo, il ponte gotico decorato con statue barocche scavalca il fiume Otava con sette arcate e un tempo era chiuso da due porte-torri, andate distrutte.

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