Tour di Cipro, alla scoperta delle vestigia veneziane

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Condividi Lorenzo Lovato

21/09/2010

La recente cerimonia di gemellaggio e la celebrazione dei 500 anni della creazione di relazioni tra Larnaca e Venezia che si è svolta a Giugno 2010 a Venezia ha riportato l’accento sulle relazioni tra i veneziani ed i ciprioti ed i legami storici, culturali e di tradizioni legate al mare.

La città di Larnaca é legata al nome di CATERINA CORNARO, ovvero la Regina di Cipro. Ricorrono 500 anni dalla morte di questa nobildonna veneziana (10 Luglio 1510) che fu regina di Cipro - 1474-1489 - e dichiarata "Figlia di San Marco", in modo che Venezia poteva vantare il controllo di Cipro dopo la morte del marito e tramite Caterina ergersi a baluardo contro gli Ottomani. La sua famiglia ha vantato ben quattro Dogi veneziani ed intrattenuto lunghi rapporti con associazioni commerciali cipriote.

Nella zona di Episkopi, nel distretto di Limassol, i Cornaro gestivano vari mulini di zucchero, oltre ad esportare un buon numero di prodotti isolani a Venezia. La coltivazione della canna da zucchero nell'isola divenne prospera, in un momento in cui l'Europa conosceva solo il miele. Caterina giunse a Cipro diciottenne, nel 1472, giovane fanciulla ben educata ma priva di esperienze di vita. Mise al mondo un figlio, Giacomo III, dopo la morte dello sposo, che purtroppo morì ancora piccino di malaria. I signori di Venezia, minacciati nei loro interessi commerciali dai Turchi, cercarono di indurre con tutti i mezzi la regina ad abdicare e tornare a Venezia.

L’intento riuscì, concedendole una proprietà in quel di Asolo ed il mantenimento del titolo di Regina di Cipro. Cipro era controllata da mercanti veneziani, e alla partenza di Caterina nel 1489 l’amministrazione andò sotto la Repubblica di Venezia. L’impronta veneziana a Cipro ha lasciato tracce nel patrimonio architettonico. Ad esempio Nicosia ove sorge un palazzo reale ed oltre una cinquantina di chiese nel cuore del centro storico, circondato proprio da una muraglia d’epoca veneziana con ben undici bastioni. Nelle arti e nei mestieri spicca il ricamo a giorno che risale all’epoca veneziana: un’antica tradizione artigianale tramandata di generazione in generazione.

ITINERARIO DEI PONTI VENEZIANI: chi percorre lo European Long Distance Path E4 (Sentiero Escursionistico Transeuropeo E4) trova l’ itinerario di Enetika Gefyria che consente di scoprire molteplici ponti veneziani, partendo dal villaggio di Kaminaria o dal villaggio di Vretsia. Sono solo 17 km, effettuando soste panoramiche lungo il tragitto che un tempo era la rotta carovaniera battuta a dorso di cammello; si stimano circa 6 ore di escursione a piedi, immersi nella natura. Il villaggio di Kaminaria offre la visione del Ponte Elia, proseguendo per incontrare il Ponte Kelefos a circa 4 km di percorrenza, che con il suo arco acuto risulta essere il più bello; successivamente il Ponte Roydia presso il villaggio di Vretsia. L’ambiente naturalistico che caratterizza questo percorso lineare è fitto di pinete. Si può organizzare un picnic nella zona di Pera Vasa e poi proseguire per la fattoria di Saouris che appartiene al Monastero di Kykkos, avvolto nelle nuvole, il più ricco e venerato a Cipro (nei pressi del monastero si trova la tomba dell’Arcivescovo Makarios). Da qui si raggiunge la Grotta di Saouris e alla fine del percorso si godrà del panorama offerto al “punto degli avvoltoi”.

LARNACA CITTA’ GEMELLATA CON VENEZIA: il Castello e la Chiesa di S. Lazzaro a Larnaca portano le vestigia del dominio veneziano. La Chiesa di San Lazzaro è una bella chiesa ortodossa che risale al X sec. Nella sua cripta si trova il sarcofago di Lazzaro, rifugiatosi a Cipro dopo essere stato resuscitato da Cristo, ed essere divenuto vescovo di Cipro. Curiosamente le sue reliquie non sono più qui. Nel golfo di Larnaca: oltre alle belle passeggiate urbane scandite da negozi e bar, si può visitare il lago salato che in inverno si popola di fenicotteri e altri trampolieri.

ARTIGIANATO DI STIRPE VENEZIANA: Il villaggio di Lefkara, conserva la sua fama di centro artigianale del ben noto pizzo nato durante la dominazione veneziana (1489-1571): il "Lefkaritika", una forma di ricamo o merletto sopravvissuta e tramandata fino ad oggi. Questo tipo di ricamo a fili contati è famoso in tutto il mondo ed è prodotto dalle donne del villaggio. Leonardo Da Vinci ammirò tanto questo ricamo che ne ordinò per un dono al Duomo di Milano. Non è quindi un caso che tutt’oggi a Lefkara esista un centro tavola di pizzo “Da Vinci” , proprio rifacendosi all’antico ricamo che si può ammirare nel Duomo di Milano sull’altare, e che è di produzione cipriota.

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