Tour tra le grandi dune del Sultanato dell'Oman

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Condividi Gianluca Galanti

05/12/2014

Un'idea per chi ama l'avventura e desidera spingersi un po' al di fuori dalle rotte comuni del turismo di massa, è quella di visitare l'Oman, paese prevalentemente desertico della penisola arabica con una cultura millenaria e fantastici spunti paesaggistici da scoprire. 

È proprio il deserto il grande protagonista del viaggio, con il suo fascino senza tempo, capace di accogliere e al tempo stesso di rivelare tutte le sue insidie, ma anche di mostrare mille forme diverse e le tradizioni di chi ci vive da sempre.

Una delle mete più conosciute è quella delle Sharqiyah Sands, nella regione di Al-Sharqiya, all'estremità orientale del paese. L'escursione può essere effettuata comodamente sia dalla capitale Muscat che dalla città di Sur in giornata.

Questa porzione di deserto è conosciuta anche come Wahiba Sands ed è abitata da secoli da popolazioni nomadi di beduini allevatori di cammelli da corsa. Ora le cose stanno cambiando velocemente ed il turismo internazionale si sta accorgendo sempre di più di questi luoghi straordinari e non sono pochi quelli che si spingono sulle piste con un fuoristrada in autonomia. Esistono infatti alcuni campeggi nella zona nord del deserto che ospitano i viaggiatori di passaggio e costituiscono un ottimo punto di riferimento logistico per chi decide di tentare la traversata, che può essere davvero insidiosa se fatta in solitaria.


È decisamente consigliabile avere esperienza alla guida di un 4x4 ed organizzare bene il viaggio con le provviste (considerando, ad esempio, che oltre i campeggi non esistono stazioni di servizio in cui fare rifornimento), ma è certamente preferibile non rischiare ed affidarsi ad una guida locale che conosca bene il deserto e i suoi pericoli. I responsabili dei campeggi, se avvisati in anticipo, possono andare incontro ai turisti che viaggiano sulla Muscat-Sur Highway ed accompagnarli ai rispettivi campeggi, ma non è raro vedere curiose scene lungo la strada di donne beduine alla guida di un fuoristrada soccorrere incauti turisti bloccati nella sabbia.

Nel deserto le attività principali che i campeggi possono offrire sono ovviamente passeggiate con i dromedari, sand boarding e la visita ad alcune comunità beduine; in alternativa, per chi decidesse di provare la traversata da solo con la tenda, l'ombra degli alberi di ghaf sarà il migliore luogo dove fermarsi, prima di proseguire magari in direzione della regione di Al-Wusta che si apre sul Mare Arabico.
Esiste infine una possibilità – forse meno emozionante, ma più sicura – di attraversare le Sharqiyah Sands: percorrere la strada asfaltata che congiunge le città di Shana'a ed Al-Ashkara, costeggiando placidi villaggi di pescatori.

L'altra grande esperienza nel deserto che offre l'Oman è quella attraverso il Rub al-Khali, nome traducibile in italiano con “Quarto vuoto”, poiché la sua superficie ricopre un quarto dell'intera penisola arabica. Stiamo parlando infatti di uno dei deserti più estesi al mondo (oltre all'Oman, occupa parte del territorio dell'Arabia Saudita e dello Yemen, per una superficie totale grande più del doppio di quella del territorio italiano), di cui ancora oggi rimangono alcune zone inesplorate. Il punto di partenza ideale per le escursioni nel Rub al-Khali è la città di Salalah, capoluogo della regione del Dhofar.

Sono più numerosi i punti d'interesse di questo deserto rispetto alle Sharqiyah Sands, ma è altrettanto vero che si tratta di un viaggio sicuramente più impegnativo.
Le difficoltà sono però ripagate dalla vista di luoghi talmente belli e culturalmente importanti da essere iscritti nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO: parliamo ovviamente della cosiddetta Terra dell'incenso, che comprende un territorio nel quale crescono gli alberi d'incenso del parco naturale di Wadi Dawkah, non distante da Salalah, dove storicamente transitava la strada dell'incenso, una rotta commerciale che congiungeva Asia, Africa ed Europa.

Tra gli altri straordinari luoghi d'interesse nel Quarto Vuoto, le rovine di Al-Balid sono forse le più conosciute nel loro genere: la zona fu abitata a partire dal IV millennio a.C. e la città vera e propria venne fondata in epoca islamica. Fu molto attiva nei commerci con il vicino Yemen, l'India, la Cina, l'Europa e diversi paesi africani; oggi la zona archeologica si sviluppa su 64 ettari ed è una tappa imperdibile di un viaggio in Oman.

Vi sono altri due siti che fanno parte della Terra dell'incenso: i resti dell'oasi di Shisr sorgono presso il luogo dove si troverebbe la città perduta di Ubar e, sempre tra i siti protetti dall'UNESCO, segnaliamo le rovine di Sumhuram, circa 40 km ad est di Salalah. La città fortificata fu fondata nel I secolo d.C. come avamposto del Regno di Hadramawt e venne con ogni probabilità abbandonata nel VII secolo. Il sito archeologico sorge su un'altura calcarea circondata da una splendida laguna, che nell'antichità fungeva da porto commerciale.

Per maggiori informazioni si può visitare il sito ufficiale dell'Ufficio del Turismo del Sultanato dell'Oman a questo indirizzo: www.omantourism.gov.om

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