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La mostra di Henri Cartier-Bresson a San Gimignano

Guardare una foto di Cartier-Bresson è come spiare il Novecento dal buco della serratura. Per questo la mostra “Henri Cartier-Bresson fotografo”, alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea "Raffaele De Grada" di San Gimignano (Siena) dal 16 giugno al 15 ottobre 2017, non è solo una mostra fotografica ma diventa un’occasione per ricoprire un secolo […]

Marco Lovisco

Giornalista e blogger, appassionato di arte e viaggi. Inseguo le mostre, ma a volte sono più veloci di me.

Guardare una foto di Cartier-Bresson è come spiare il Novecento dal buco della serratura. Per questo la mostraHenri Cartier-Bresson fotografo”, alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea "Raffaele De Grada" di San Gimignano (Siena) dal 16 giugno al 15 ottobre 2017, non è solo una mostra fotografica ma diventa un’occasione per ricoprire un secolo di rivoluzioni, attraverso lo sguardo meraviglioso de "L'occhio del secolo".

Curata da Denis Curti, la mostra opsitata nel bellissimo borgo toscano è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson, che dal 2003 si occupa di raccogliere e catalogare gli scatti del fotografo, per far conoscere al mondo il modus-operandi dell’artista, che consisteva nella ricerca del contatto con i suoi soggetti, che fossero persone, luoghi o situazioni.

La mostra di San Gimignano

In mostra a San Gimignano oltre centoquaranta foto di colui che è passato alla storia come "L'occhio del secolo”. Dalle foto realizzate in Francia, a Marsiglia agli scatti realizzati in Italia. Cartier-Bresson infatti ebbe più volte occasione di visitare la penisola tra il 1951 e il 1973, immortalando la vita quotidiana in un Paese che si stava risollevando dalle macerie del conflitto mondiale. Nel 1962 Cartier-Bresson si recò in Sardegna, per realizzare un reportage per la rivista Vogue. Nei suoi scatti ci sono anche le strade bianche di Salerno, i viottoli della Basilicata e i Sassi di Matera, testimoni di un mondo arcaico dove il tempo scorre lento come il formarsi delle rughe nei volti delle vecchiette che osservano serafiche l’obiettivo del maestro francese.

Quella che è possibile ammirare nelle foto di Cartier-Bresson è un umanità che non si mette in posa, ma si fa ritrarre nel quotidiano, come se il fotografo fosse percepito dal soggetto come un elemento naturale. Del resto, lo stesso Bresson più volte ha dichiarato che la differenza tra una buona fotografia e uno scatto mediocre risiede nella capacità di riuscire a cogliere il momento decisivo e renderlo immortale. Per questo non usava un esposimetro, né ritoccava le foto dopo averle sviluppato. Lui stesso ammetteva di non essere un tecnico, di non capirne poi molto di fotografia: era come un ritrattista, che al posto del pennello usava la sua Leika. Tale attitudine è evidente in alcune foto che è possibile ammirare alla Galleria di Arte Contemporanea di San Gimignano, come le foto delle prostitute di Città del Messico o di quelle ritratte ad Alicante, in Spagna nel 1933.

Italia, Messico, Spagna ma soprattutto la Francia, patria di Cartier-Bresson, che nella Seconda Guerra Mondiale, dopo essere fuggito da un campo di prigionia tedesco è entrato nelle file della Resistenza, riuscendo a fotografare la liberazione della città di Parigi nel 1944. Nella mostra di San Gimignano sarà presente proprio uno degli scatti più celebri, che il fotografo ha realizzato nella capitale francese. Si tratta di Place de l'Europe, Stazione Saint Lazare del 1932.

Chi era Henri Cartier-Bresson? Lo raccontiamo in 5 punti

1. Henry Cartier-Bresson (Chanteloup-en-Brie,1908 – L’Isle-sur-la-Sorgue, 2004) è stato uno dei più grandi fotografi di sempre. È passato alla storia come “L’occhio del secolo”. Nelle sue foto infatti sono stati immortalati i momenti più importanti del Novecento: dalla Guerra Civile Spagnola all’occupazione nazista in Francia, dai funerali di Gandhi alla Guerra Fredda.

2. Cartier-Bresson non era molto attento alla tecnica, tanto che di rado usava l’esposimetro. Per lui l’importante era cogliere il “momento decisivo”, quello che rende uno scatto immortale. Del resto, uno dei suoi libri di fotografia più importanti si chiama The decisive moment, pubblicato nel 1952.

3. La fama di Cartier-Bresson ha reso immortale anche un tipo di macchina fotografica: si tratta della Leika (una delle prime che usava era una 35 mm con lente di 50 mm). Bresson considerava la macchina un’estensione del suo occhio.

4. Insieme agli amici David Seymour, Robert Capa, George Rodger e William Vandivert, Cartier-Bresson fonda nel 1947 la Magnum Photos, che diventerà la più grande agenzia fotografica al mondo.

5. Oltre che momento chiave della storia, Cartier-Bresson ha immortalato alcuni dei personaggi più importanti del Novecento: tra questi Albert Camus, Coco Chanel, Francis Bacon, Marcel Duchamp, Gandhi, Martin Luther King, Henri Matisse, Marilyn Monroe, Picasso, Richard Nixon, Jean-Paul Sartre ed Igor Stravinsky.

Informazioni utili, date, orari, prezzo dei biglietti

Mostra "Henri Cartier-Bresson fotografo"
Dove: Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada” di San Gimignano, Via Folgore da S. Giminiano (SI), 11 
Date: dal 16 giugno al 15 ottobre 2017
Orari: 16 giugno – 30 settembre: ore 10.00- 19.30; 1 ottobre – 15 ottobre: ore 11.00- 17.30
Biglietti: € 9.00 intero, € 7,00 ridotto
Maggiori informazioni: sito ufficiale

Per saperne di più su Henri Cartier-Bresson leggete anche: Henri Cartier-Bresson, vita e opere riassunte in 10 punti

Henri Cartier-Bresson fotografo

Galleria di Arte Moderna e Contemporanea | Dal 16 giugno 2017 al 15 ottobre 2017
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