Vista sula Loira. Crediti fotografici: Istock
Anche le destinazioni più conosciute possono nascondono sorprese inattese. È il caso della Valle della Loira, conosciuta ai più per i suoi sontuosi castelli. Eppure, basta allontanarsi di pochi chilometri dagli itinerari più battuti per scoprire un volto diverso, più autentico e sorprendente, fatto di borghi ricchi di fascino, città d'arte, paesaggi disegnati dai fiumi.
Vi proponiamo un itinerario meno prevedibile, dove accanto a uno dei castelli più celebrati per il suo straordinario giardino botanico trovano spazio anche altri due piccoli gioielli capaci di raccontare la storia e l'anima di questa regione. Senza dimenticare le città ricche di storia e i giardini, oasi verdi nel cuore della Francia. L’ideale è di spostarsi in auto concedendosi almeno 7 giorni, ma una volta arrivati, anche la bicicletta può essere il mezzo ideale.
E se tutto questo non bastasse, per accontentare grandi e piccoli, il consiglio è di prolungare la vacanza al ritorno includendo anche una sosta al famoso parco di divertimenti Disneyland Paris.
Un Patrimonio Unesco a misura di bicicletta
Se la Valle della Loira è il Patrimonio Mondiale dell'UNESCO più famoso di Francia, La Loire à Vélo ne è l’emblema più rappresentativo per gli amanti delle due ruote. La ciclabile, lunga circa 900 chilometri, collega il villaggio di Cuffy - vicino a Nevers - all’Oceano Atlantico attirando quasi un milione di ciclisti all’anno.
Nei pressi di Nantes, la Loire à Vélo incontra anche la Vélodyssée, permettendo di proseguire il viaggio lungo la costa atlantica francese fino ai Paesi Baschi. I percorsi sono brevi, pianeggianti, su ciclabili o strade a basso traffico, con possibilità di prenotare in numerose strutture bike friendly. Questo la rende un percorso ideale per chi è alla prima esperienza di viaggio su due ruote e per famiglie con bambini.
Per chi volesse viaggiare leggeri e senza pensieri, si possono noleggiare le biciclette in loco e riconsegnarle in stazioni diverse (spesso presente il servizio Accueil Vélo per strutture ricettive attrezzate). Sono disponibili treni regionali (TER) in tutta la Francia con carrozze provviste di ganci per bici gratuiti o a basso costo (prenotazione obbligatoria d'estate).
Un patrimonio botanico e vegetale unico al mondo
Ecosistemi capaci di preservare la natura, luoghi di contemplazione e rigenerazione curati da proprietari appassionati o di proprietà pubblica. Sono i giardini della Valle della Loira, piccoli gioielli bohemien, romantici, inglesi, alla francese, monastici o appartenenti a un castello. Talvolta sono opere d'arte, luoghi di ispirazioni letterarie, scenari per mostre contemporanee e concerti di musica classica.
Come il Domaine de Chaumont-sur-Loire, 32 ettari di giardino all’inglese progettati dall’architetto paesaggista Henri Duchêne alla fine del XIX. Un’estensione verde che comprende anche uno splendido castello e le scuderie e fa da sfondo al celebre Festival International des Jardins (dal 22 aprile al 1 novembre 2026). Qui, ogni anno si danno appuntamento paesaggisti e progettisti provenienti da tutto il mondo, artisti di fama internazionale, creatori plastici e fotografi per realizzare opere temporanee e permanenti sui diversi temi. La tenuta accoglie anche il sontuoso Castello di Chaumont-sur-Loire, a picco sulla Loira, celebre per essere stato la dimora di Caterina de' Medici e della sua rivale Diane de Poitiers e, infine, della ricchissima Principessa di Broglie. Alla fine del XIX secolo, conobbe un intenso periodo di sfarzo e feste grazie proprio alla sua ultima proprietaria, che diede uno straordinario slancio di modernità.

Castello di Chaumont-sur-Loire. Crediti fotografici: Vittorina Fellin
Sulla strada per Tours, a circa quaranta chilometri da Chaumont, troviamo un gioiello di rara bellezza. È il Jardin du Plessis a Sasnières, 11 ettari immersi nella campagna di Vendôme nella regione di Loir-et-Cher. Il giardino, di fattura inglese, si sviluppa attorno a uno specchio d’acqua attorniato da calle bianche e alberi imponenti. La parte fiorita è piantata per tema cromatico: rose, piante perenni e annuali garantiscono una fioritura continua dalla primavera all'autunno mentre un traliccio di piante di melo fornisce un’ombra rigenerante. L’oasi verde nacque per volontà di Rosamée Henrion, appassionata di botanica, che ereditò la proprietà, restaurò la casa e creò gradualmente il giardino, utilizzando la geografia naturale della valle come punto di partenza. Fu aperto al pubblico nel 1996 su incoraggiamento dei suoi amici botanici e ottenne rapidamente la notorietà tanto da ricevere nel 2004 il prestigioso marchio Jardin Remarquable dal Ministero della Cultura francese. Oggi il giardino è portato avanti con passione dal figlio Guillaume Henrion che ne cura gli interessi e lo sviluppo (sua l’idea di aprire un ristorante all’interno).

Jardin du Plessis. Crediti fotografici: Vittorina Fellin
Chédigny: il paese trasformato in giardino
La vera scoperta di questo itinerario è certamente Chédigny, nella regione della Touraine un paese giardino in cui muoversi senza auto sostando davanti alle facciate delle case ricoperte di rose. Oggi questo piccolo villaggio di appena 600 abitanti è l'unico ad aver ottenuto nel 2013 il prestigioso titolo di Jardin Remarquable (Giardino Notevole) ed essere inserito nella Guida europea dei roseti della Société Nationale d'Horticulture de France, oltre ad aver ottenuto nel 2020 la stella verde della Guida verde Michelin.

Chédigny. Crediti fotografici: Vittorina Fellin
La storia di questo piccolo miracolo “green” inizia nel 1998, quando l'allora sindaco Pierre Louault, approfittando dell'interramento delle reti elettriche, ebbe la felice intuizione di trasformare i marciapiedi in aiuole piantumate. Per farlo modificò il flusso del traffico, facendola diventare una zona off limit (auto solo dei residenti) e restituì la strada ai residenti che iniziarono a coltivare aiole e marciapiedi. Inizialmente vi fu una certa resistenza ma oggi il piccolo villaggio è diventato un esempio di turismo. Molti parigini si sono trasferiti qui durante la pandemia (la capitale è a circa un’ora grazie ai treni ad alta velocità) e molte case sono state acquistate dagli stranieri, in particolare inglesi e americani.
Oggi a Chédigny vi sono oltre 1.000 cespugli di rose, 1.500 bulbi, centinaia di arbusti e più di 3.000 piante perenni ed erbacee che colorano i muri delle case profumando l'aria con 300 varietà di rose antiche, di cui tre create apposta per il borgo (Jeanne de Chédigny, Blanche de Chédigny e Petite coquine de Chédigny).
Il Jardin de Curé (giardino del curato), subito a destra della chiesa con accesso libero, offre una bella ricostruzione di questa tipologia di giardino francese del XVIII secolo il cui scopo era di offrire conforto al parroco del villaggio, non solo dal punto di vista materiale, ma anche intellettuale e spirituale.
Durante l’anno di avvicendano numerose manifestazione sul tema botanico. Oltre al Festival delle Rose di Chédigny che si tiene a fine maggio con oltre 60 espositori tra coltivatori e vivaisti, un secondo appuntamento da segnare in agenda è il Festival Bouche et de Blues, a fine luglio, che unisce gastronomia e musica in un'atmosfera incantata.
Chédigny è anche il luogo ideale per partire alla scoperta di altre mete meritevoli come Montrésor, a circa 20 minuti (uno dei borghi più belli di Francia), e soprattutto Loches, cuore di questa piccola regione francese a 15 minuti (percorribili anche in bicicletta) e della sua bellissima foresta demaniale (più di 3.600 ettari da visitare a piedi o in sella ad una bicicletta) oltre a Tours l’altra vivace cittadina.
Loches: fascino medioevale
Sostando a Loches si intuisce facilmente perché vanti due riconoscimenti ufficiali come “Città d’arte di storia” e sia una delle 100 destinazioni ad avere il marchio “La deviazione più bella di Francia", attribuito a quei comuni che, pur lontani dalle grandi assi di comunicazione stradale, sono dotati di un ricco patrimonio storico.

Loches. Crediti fotografici: Vittorina Fellin
Seguendo i fiori di giglio disegnati sulla pavimentazione dei vicoli è facile indirizzarsi verso i punti di maggiore interesse. Prima sosta la Galerie Saint-Antoine, accanto alla chiesa di Saint-Antoine de Loches, per ammirare due capolavori del XVII secolo acquistati da Philippe de Béthune e attribuiti, secondo gli studi più accreditati, a Caravaggio (l'Ultima Cena e l'Incredulità di San Tommaso).
Attraversando l’antica porta nel centro storico si va verso lo sperone roccioso cinto da un possente anello di mura del XII secolo, è la Cité Royale una delle più importanti testimonianze del Medioevo francese. Attraversando la Porte Royale, si entra subito in 1000 anni di storia, ripercorsi attraverso validi supporti video e digitali. A poche decine di metri, il mastio medievale e la dimora rinascimentale dominano dall'alto la Ville-Basse (Città Bassa) e la bucolica valle del fiume Indre.
Al Logis royal (l’alloggio reale) si potranno incontrare i personaggi che hanno fatto la storia di questo luogo: Giovanna d’Arco, Anna di Bretagna, Carlo VII e la sua favorita Agnese Sorel, la cui tomba degna di una regina e il suo sontuoso gisant in alabastro si trovano poco distanti, nella Collegiata Saint-Ours. Di questo prezioso esempio di arte romanica, si ammira anche il portale policromo e la navata con le due torrette piramidali, altrettanto uniche ed enigmatiche. Nelle segrete del Donjon, gioiello di architettura militare (la vista della città dai sui quasi 40 metri ricompensa la salita) si può ammirare un affresco di Ludovico Sforza, duca di Milano e primo mecenate di Leonardo da Vinci ma nemico dei re di Francia.
Poco lontano, si può fare un salto nel tempo, approdando nel XIX secolo, al Museo Lansyer, dimora familiare del pittore paesaggista Emmanuel Lansyer (1835-1893), allievo di Viollet-le-Duc e di G. Courbet. (dal 4 luglio al 1° novembre 2026 esposta anche una collezione di arte asiatica acquisita dall’artista-collezionista).
Tours: architetture contemporanee
Non è da meno anche Tours, città dal gusto contemporaneo ma dal fascino antico. In centro non è difficile incrociare una carrozza trainata dai cavalli e subito dopo un moderno tram che taglia in due la città. La linea di 15 chilometri, progettata da Daniel Buren, collega il nord e il sud dell’agglomerato urbano, attraversando alcuni luoghi emblematici (nel 2027 un arrivo un nuovo tratto di altri 12 chilometri). Salendo a bordo e percorrendo la città dal quartiere Sanitasalla stazione di Tours, si può ammirare il maestoso Ponte Wilson e l’architettura contemporanea delle 29 stazioni.

Tours. Crediti fotografici: Istock
Lungo in tragitto, sosta per godere l'imponente bellezza della cattedrale gotica di Saint-Gatien, passeggiata nel Vieux Tours, il quartiere storico e medievale punteggiato di case a graticcio e raffinati palazzi dal gusto rinascimentale fino a Place Plumereau (filbleu.fr, app TM Tours per organizzare gli orari, Transit per combinare tram, autobus e biciclette self-service). Infine passeggiata lungo Rue Nationale e Rue de Bordeaux per l’attività di shopping e sosta per un caffè a Place de la Résistance. Tours, non dimentichiamo, è anche una vivace città universitaria per cui non mancano eventi e manifestazioni durante tutto l’anno oltre a importanti musei e gallerie (da non perdere il Musée des Beaux-Arts).
Il Castello di Valençay: elogio alla vita di palazzo
Nel cuore della regione del Berry, il castello di Valencay dall’aria imponente in stile rinascimentale, per la presenza del suo padiglione quadrato e le torri imperiali a cupola, è entrato a far parte della storia francese all'inizio del XIX secolo. Acquistato nel 1803 dal Principe de Tayllerand, uno dei più grandi ministri degli Esteri francesi, offre uno spaccato della sontuosa vita del castello quando l’importante Ministro Tayllerand era al servizio dell'Imperatore Bonaparte. Il principe era molto legato all'arte della tavola e alla gastronomia, e la sala da pranzo, che poteva ospitare fino a 36 persone, rimane un modello nel suo genere.

Castello di Valencay. Crediti fotografici: Vittorina Fellin
L’unicità del luogo si deve anche alle tante stanze arredate con mobili in stile Impero e Restaurazione, alle sontuose cucine, ai maestosi esterni e al parco alberato di ben 53 ettari ma soprattutto alla storia che ha accompagnato i personaggi che lo hanno frequentato. Aperto tutti i giorni, è visitabile da marzo 2026 a gennaio 2027 anche prenotando una visita (possibilità di golf cart per gli spostamenti nei giardini). Fino al 20 settembre 2026 è allestita una splendida esposizione che offre una lettura innovativa del castello tramite l’abbigliamento indossato all’epoca dal principe.
Il Castello di Villandry e le geometrie perfette dei suoi giardini
A 16 chilometri da Tours, Villandry è l’ultimo dei castelli costruiti durante il Rinascimento nella Valle della Loira. Ciò che rende memorabile Villandry, oltre al castello, sono i suoi giardini, ridisegnati all'inizio del XX secolo secondo i piani a gradoni del Rinascimento.

Castello di Villandry. Crediti fotografici: Vittorina Fellin
Creati nel XVI secolo e restaurati con straordinaria cura all’inizio del Novecento, si estendono per oltre 6 ettari. Una geometria perfetta di siepi, orti ornamentali e giochi d’acqua che dominano l’orizzonte e lo sguardo. Dal giardino dell’Amore, a quello dell’Acqua, della Musica e delle Croci passando per l’orto ornamentale, un complesso di 9 quadrati simmetrici che ospitano una combinazione di ortaggi e fiori (oltre 40 mila piante di stagione). I giardinieri, che da 2009 curano il giardino con pratiche biologiche, provvedono ad effettuare fino a due piantumazioni all’anno per comporre una cromia perfetta in base alla stagione (circa 40 specie diverse si alternano). Visto dal castello, il giardino crea un’illusione ottica straordinaria tanto che, ovunque ci si posizioni, la combinazione tra interni ed esterni risulta sempre perfetta.
Tante le manifestazioni in programma: tra il 31 luglio e il 2 agosto si terrà la Notti delle Mille Luci, a settembre le giornate dell’orto e Natale si celebra negli interni del castello.
Il Castello di Bouges: il Piccolo Trianon del Berry
Poco distante da Valençay, nel cuore della campagna del Berry, l'elegante castello di Bouges, poco conosciuto rispetto ad altri, illustra elegantemente l'arte del XVIII secolo. La tenuta fu acquistata nel 1763 da Claude Leblanc de Carnaval, ricco magnate del ferro, il quale fece abbattere la casa fortificata che si trovava sulla proprietà. Il castello è considerato una replica o meglio un "sosia" del celebre Petit Trianon (il Piccolo Trianon) situato nel parco della reggia di Versailles. Il nuovo ed elegante edificio, costruito nell’arco di 10 anni, doveva riflettere la notorietà e le agiate condizioni economiche raggiunte dal ricco proprietario ma la ricchezza non durò e le cose andarono diversamente.

Castello di Bouges. Crediti fotografici: Vittorina Fellin
Nel corso del XIX secolo, il castello passò di mano in mano a diversi proprietari, tra cui il principe Talleyrand e Henri Dufour, che lo restaurarono e ne curarono il giardino secondo lo stile inglese. Nel 1917 fu infine acquistato da Henry Viguier, direttore di un grande magazzino parigino e sua moglie Renée che lo riportarono alla sua funzione originaria di sontuosa residenza. Non avendo discendenti, lasciarono in eredità il castello allo Stato nel 1967, non prima di aver impresso uno stile elegante e aristocratico.
L'ex orto, trasformato in giardino fiorito da Madame Viguier, è ora dedicato alla coltivazione dei fiori utilizzati per i bouquet che adornano le stanze del castello. La visita alle scuderie, alla selleria e all'aranciera, rivela la passione di Henri Viguier per l'equitazione.
Informazioni utili
Come arrivare dall’Italia e muoversi sul territorio
In aereo + treno: Air France offre comodi voli comodi in tutte le fasce orarie su Parigi, poi TGV da Montparnasse a Tours (circa 1 ora), infine treni regionali TER (da Tours a Loches in soli 50 minuti). In treno: collegamenti internazionali da Milano o Torino verso Parigi, cambio per Tours e linea locale per Loches. Il tragitto permette di godere appieno del paesaggio francese senza lo stress della guida.. In auto: Traforo del Frejus o del Monte Bianco in direzione Lione, poi l'A85— l'autostrada dei Castelli — fino a destinazione. L'auto resta il mezzo ideale per muoversi liberamente tra Loches, Chédigny (13 km) e gli altri borghi e castelli della Touraine.
Indirizzi consigliati:
- Château-Hôtel d’Artigny: (92 Rue de Monts, Montbazon) François Coty, il profumiere che rivoluzionò il mondo delle fragranze agli inizi del Novecento (fu lui a ideare i campioncini omaggio), decise di costruirsi una residenza degna di un re grazie alle ricchezze accumulate nel business dei profumi. Nacque cosi lo splendido castello oggi trasformato in un hotel con 56 raffinate stanze, una moderna spa e un parco di 25 ettari. Al suo interno il Ristorante L’Origan, guidato fin dal 2017 da Hervé Guttin, offre una cucina sofisticata utilizzando prodotti provenienti dalla Touraine.
- Hilton Garden Inn Tours (12 Place du Général Leclerc, Tours): hotel dallo stile contemporaneo con vista sulla Loira, a un passo dalla via principale con negozi e ristoranti.
- Ristorante e rooftop La Belle Vue (4 Place de la Cathédrale, Tours): salire sul rootop e cenare di fronte alla cattedrale di Saint-Gatien e sui tetti della città, è un’esperienza imperdibile. Il menu gastronomico si articola attorno a una selezione di bevande e tapas ottimamente preparate.
- Best Western Premier Hôtel de la Cité Royale (2 Rue Gonzague Saint-Bris, Loches): sontuoso albergo frutto di un’importante ristrutturazione dell’ex Palazzo di Giustizia. Situato nel cuore del borgo medievale, conta 45 camere arredate in stile contemporaneo che godono di una vista privilegiata sulla cittadella medievale.
- Restaurant Le George (39 Rue Quintefol, Loches): un tempo era una locanda dove si faceva il cambio dei cavalli, ora è un elegante hotel nel cuore della cittadina. Il ristorante, punto di riferimento gastronomico della cittadina, offre un ambiente contemporaneo e una refrigerante veranda con vista sull’Indre. I piatti sono quelli della cucina francese moderna con prodotti locali selezionati e freschi. Ottimo il rapporto qualità prezzo.
- Doulce Terrasse (1 Rue Principale, Villandry): all’uscita dal castello, il ristorante, in perfetto stile shabby chic, propone una cucina dell’orto rigorosamente stagionale. Ottime le quiche lorreine a base di verdure e i formaggi dei produttori locali.
- Boulangerie Café (44 Rue du Lavoir, Chédigny): un posto informale, colorato e accogliente. La cucina è locale, di stagione, fatta direttamente nella piccola cucina a vista dalla proprietaria. Ottimi i piatti vegetariani; da non perdere i dolci a forma di rosa in perfetta sintonia con il luogo.
- Le Bois des chambers (327 Queneau, Chaumont-sur-Loire): frutto della ristrutturazione di un'antica fattoria, la struttura è composta da moderni lodge che rappresentano un inno alla natura e all’ecosostenibilità. Istallazioni di artisti famosi vanno da contorno al design minimalista e al contesto vegetale. All’interno il ristorante Le Grand Chaume offre un ambiente architettonico e decorativo del tutto atipico. La cucina è gourmet e interpreta al meglio le materie prime del territorio.
- Bistrot des Hauts de Loire (79 rue Gilbert-Navard, Veuzain-sur-Loire): la cucina tradizionale della Loira reinterpretata, valorizzando i produttori locali e la stagionalità. Ambiente informale ma elegante, non delude le aspettative. Raccomandato.
- Ristorante del Jardin du Plessis (3 Allée Rosamée Henrion, Sasnières): il ristorante, con vista sul giardino e sul laghetto, è stato ideato dal proprietario della tenuta Guillaume Henrion, designer di formazione, paesaggista per passione e cuoco per vocazione. La cucina propone piatti a base di ingredienti del territorio, fiori e verdure sono dell’orto, mentre la cantina mette in evidenza i vini della Loira compresi i vini locali di Coteaux du Loir Vendômois e colline. Consigliata una pausa gourmet nella bucolica sala da tè, dove si possono trovare dolci fatti in casa come la torta al cioccolato e barbabietola.








