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Cammino di Germanico in Umbria: le tappe e cosa vedere

Il percorso ad anello del Cammino di Germanico consente di scoprire la bellezza dei paesaggi della provincia di Terni, tra magnifici piccoli borghi, compiendo un viaggio nella storia e nella cultura di un territorio ricco di interessi e tradizioni.

Enrico Montanari

Sono un geologo e guida per gruppi.

21.04.2026

Amelia sul Cammino di Germanico in Umbria

Il 3 agosto 1963 un casuale ritrovamento archeologico portò all’attenzione del pubblico il borgo di Amelia, in Umbria: non lontano dalla cinta muraria della città, durante gli scavi per la fondazione di una palazzina, furono ritrovati i resti di una grande statua in bronzo.

Una volta riassemblati la figura di Germanico, il figlio di Druso Maggiore, emerse nella sua straordinaria imponenza e bellezza: alta più di metri la figura di Nerone Claudio Druso detto il Germanico, è presto divenuta uno dei simboli di Amelia e si può ammirare nelMuseo Archeologico cittadino. A lei è dedicato il percorso ad anello del Cammino di Germanico.

Cammino di Germanico Amelia Umbria

Come è organizzato il Cammino

Il Cammino di Germanico consta di ben 8 tappe che toccano i borghi principali che svettano sulle pendici meridionali dei Monti Amerini e s’affacciano sull’ampia valle Tiberina: Amelia il capoluogo e le sue sete frazioni, Sambucetole, Collicello, Macchie, Porchiano del Monte, Montecampano, Fornole e Foce.

Frase cammino di Germanico

In totale le 8 tappe sommano una percorrenza complessiva di circa 75 km, ed è quindi possibile organizzare il cammino in modo personalizzato, a seconda delle proprie capacità e/o in base al tempo a disposizione. Noi della redazione de ilTurista.info abbiamo optato per una percorrenza in 4 tappe.

Tappa 1. Da Amelia a Sambucetole fino a Collicello

Le mura poligonali di Amelia

Lunghezza tappa: 17,3 km
Tempo di percorrenza: circa 5,5 h
Dislivello positivo: + 640 m
Dislivello negativo: -530 m
Punti spettacolari: mura di Amelia, Il Rio Grande, Sambucetole, il monastero Benedettino e Collicello.

La tappa inizia da Porta Romana alla base del borgo di Amelia. Qui meritano attenzione le mura poligonali della città, databili in un periodo compreso tra il Quarto e Terzo secolo a. C. corrispondente al momento in cui Amelia entra nella sfera di influenza romana.

E’ emozionante camminare a fianco dei massi squadrati di calcare e posizionati con la massima cura a creare delle vere e proprie mure megalitiche. Il sentiero sale gradualmente lungo il bordo occidentale della cinta muraria. Il percorso poi prosegue lungo la valle del Rio Grande, un magnifico parco fluviale urbano creato nel medioevo con la costruzione della diga di Ponte Grande, sopra alla quale transita anche il percorso del cammino. Dall'alto Amelia accompagna i nostri passi.

Amelia dalla valle del Rio-Grande Cammino di Germanico

Il sentiero costeggia i paesaggi fluviali prima di iniziare, al 4° chilometro, una prima salita nel bosco in direzione di Sambucetole. La salita è relativamente ripida solo nel primo tratto poi gradualmente spiana. Al nono km la strada camicia ancora a salire e lo fa per circa 2 km, attraversando tratti di bosco ombroso che protegge i pellegrini dal sole cocente. Toccata un’altitudine di 402 m il percorso poi ri discende a valle prima di una nuova salite che conduce al borgo di Sambucetole. Su cui domina la Chiesa di San Matteo Apostolo ed Evangelista, Dopo avere un po' rifiatato il percorso scende nuovamente in direzione del Rio grande che possiamo attraversare in modo spettacolare sui degli scogli di calcestruzzo.

Il guado del Rio Grande

La stretta valle è ombrosa ed accogliente, ma da qui in avanti dobbiamo affrontare la salita più impegnativa della giornata, quella che conduce dapprima a quota 525, ai ruderi di un Monastero Benedettino (da cui si gode di uno splendido panorama fino al Terminillo), e poi ai 536 m metri dello Speco Francescano, dove si trova una grotta in cui pregò il Santo di Assisi.

Da qui, sempre nel bosco inizia una ripida discesa che conduce verso Collicello, meta finale della nostra tappa. In caso di pioggia fate attenzione, alcuni tratti possono risultare un po' fangosi. Una breve salita poi conduce al borgo turrito di Collicello, famoso anche perché ospitò durante la guerra il Padre della Costituzione Italiana, Piero Calamandrei, piccolo gioiello architettonico che vi accoglie con le sue 8 torri e la cinta muraria medievale.

Informazioni utili: a Collicello cercate di incontrare Simonetta (338-9643814 – WhatsApp) che oltre ad affascinarvi con una visita guidata del borgo può darvi consigli utili su dove trovare alloggio.

Tappa 2. Da Collicello a Macchie fino a Porchiano del Monte

Lunghezza tappa: 21,8 km
Tempo di percorrenza: circa 6,5 h
Dislivello positivo: + 650 m
Dislivello negativo: -480 m
Punti spettacolari: il castello di Collicello, il borgo di Macchie e i panorami dal bordo di Porchiano del Monte.

Una lunga tappa, anche faticosa per il fondo a tratti molto sassoso, ma in cui non mancano spunti di interesse. Alla partenza di Collicello (Torre dell’Orologio) merita subito una piccola deviazione dal percorso principale dopo appena 160 m. Sulla destra trovate una indicazione per raggiungere i ruderi del Casello di Canale che dominano sul borgo di Collicello.

Cammino di Germanico tra Collicello e Macchie

Distrutto nel 15° secolo conserva ancora intatto il suo fascino, anche se lo stato di conservazione delle rovine sconsiglia di avventurarsi nei pressi dei resti della torre. Da notare a fianco dell’ultima rampa d’accesso al castello la presenza di una sequoia sempreverde, nessuno sa come questa specie “aliena” sia giunta fino a qua. Riprendendo il cammino, poco dopo al Cimitero di Collicello il cammino di Germanico piega a sinistra e inizia a salire, ed anche se le rampe non sono mai troppo ripide, in totale ci attendono circa 6 km di ascesa (volendo potete fare una mini sosta al Parco delle energie rinnovabili) che infine ci faranno raggiungere la quota più elevata delle quattro giornate, posta a 688 m di altitudine, non lontano da Piano Croci.

Da qui inizia una lunga e faticosa discesa verso il borgo di Macchie, impreziosita dall’attraversamento di una bella Lecceta. Raggiunto il 12° km la strada riprende a salire per condurre alle case del borgo di Macchie, posto in una bella terrazza panoramica che domina il sud della regione Umbria. Fatta scorta di acqua si può riprendere il cammino in direzione di Porchiano del Monte che da qui dista circa 9 km. Porchiano del Monte è un borgo raccolto di forma circolare che s’affaccia sulla Valle Tiberina.

Famoso per avere dato i natali all’attore Gigi Proietti ed è piacevole da camminare alla scoperta delle sue case in pietra e della centrale Chiesa di San Simeone.

Tappa 3. Porchiano del Monte, Montecampano e Fornole

Lunghezza tappa: 24 km
Tempo di percorrenza: circa 7,5 h
Dislivello positivo: + 655 m
Dislivello negativo: -790 m
Punti spettacolari: campagne e uliveti, Comunità Incontro di Molino Silla, Montecampano, borgo antico di Fornole.

E’ una delle tappe più belle, molto varia e panoramica. La partenza è subito in discesa, ed anche se presenta lunghi tratti asfaltati il paesaggio non delude mai e il traffico risulta rado e poco fastidioso. Poco prima del 4° km il percorso piega a sinistra costeggiando uno spettacolare specchio d’acqua dove potete scattare delle splendide fotografie.

Uliveti sul Cammino di Germanico

Da qui il cammino si fa spettacolare, man mano ci si avvicina verso Montecampano i campi e gli uliveti disegnano geometrie colorate che vi sollevano il cuore ed il senso di fatica. Ad un certo punto il percorso attraverso un luogo davvero particolare: si tratta della sede principale della Comunità Incontro, a Molino Silla. Qui è possibile toccare con mano il lavoro e la dedizione di Don Pierino Gelmini, che per decenni si è occupato del recupero dei ragazzi più disagiati, e visitare il luogo dove è stato sepolto il sacerdote, scomparso nel 2014. Inoltre è anche possibile visitare un particolare zoo, dove si trovano animali di ogni genere, anche esotici, che sono stati recuperati da circhi o salvati da situazioni di abbandono e degrado. Sono i ragazzi della comunità che si occupano degli animali e della loro cura.


Lasciata la comunità incontro il sentiero comincia ad inerpicarsi in direzione di Montecampano, il piccolo borgo di metà tappa. Posto a 347 m sul livello del mare offre belle viste panoramiche sulle colline circostanti, una bella porta d’accesso, un paio di strade con case in pietra ed una bella torre medievale. Rimane però un senso di borgo abbandonato con un retrogusto malinconico. Bisogna però proseguire, siamo al 17 à km e ne mancano ancora 7 a Fornole, e allora ci muoviamo dapprima su asfalto che poi dopo meno di 1 km piega a destra per scendere fino ad un primo fondovalle.

Durante la discesa godremo di belle viste panoramiche, poi si risale brevemente prima di ridiscendere nuovamente in una seconda asta valliva da cui inizia la salita finale verso il borgo vecchio di Fornole che si raggiunge dopo 2 km di ascesa. Nell’antichità il Castrum Fornoli, venne così chiamato per le sue numerose fornaci, ma poi ebbe una storia tormentata fatta di distruzioni e ricostruzioni. Oggi è una porzione silenziosa del centro storico cittadino che contrasta cona la parte nuova che si sviluppa più a nord sulla Statale 205, dove termina la tappa.

Borgo antico di Fornole frazione di Amelia

Informazioni utili: diversamente dagli alti borghi, che non offrono particolari punti di tistoro, Fornoli ha un ristorante (Albergo Ristorante Amerino) e una bar (Bar Angeli) che offre anche un servizio di ristorante, ed è quindi utile per chi non ha voglia di cucinare la sera, dopo una tampa lunga ed impegnativa che ha appeno percorso.

Tappa 4. Da Fornole a Foce fino ad Amelia

Lunghezza tappa: 13,2 km
Tempo di percorrenza: circa 4 h
Dislivello positivo: + 415 m
Dislivello negativo: -440 m
Punti spettacolari: Monte San Silvestro, Foce, il bosco e le viste interessanti su Amelia.

La mattina subito una partenza impegnativa: il sentiero che parte dalla parte nord-orientale di Fornole si inerpica veloce nel bosco e termina in prossimità della Chiesa di San Silvestro, ubicata sul monte omonimo. La chiesa è dominata da una grande croce, salendo sulla quale è possibile scattare belle foto panoramiche. La piccola chiesa contiene un affresco raffigurante San Silvestro che incatena un drago, ma è facile trovare chiuso l’edificio.

Proseguendo sul cammino si arriva ad un altro bel punto panoramico con viste su Fornole ed Amelia. Inizia la discesa nel bosco, in realtà un saliscendi continuo, costeggiando anche una pista per la ruzzola. Arrivati a fianco di alcuni edifici della Comunità Incontro si inizia a risalire per il borgo di Foce che si raggiunge poco prima del sesto chilometro. Foce è un villaggio silente, da segnalare la piccola Chiesa di San Gregorio, preceduta da un arco in pietra ed un paio di colonne, e la più grande Chiesa di Santa Maria delle Grazie del 17° secolo dove all’interno si trova un affresco venerato dalla popolazione locale.

Da Foce inizia una bella discesa che attraversa un fitto bosco di lecci, poco prima del suo termine, al Km 7,5, troviamo una particolare cappella, circondata da cipressi, prospiciente ad un uliveto: è la cappella privata della famiglia Filonzi. Arrivati ad un corso d’acqua iniziamo a salire e lo facciamo per poco più di 1 km, a tratti vediamo il riconoscibile profilo d’Amelia, un po' alla volta ci avviciniamo alla meta. Superata la Sp 9 iniziamo a scendere nel bosco fino a raggiungere una grande radura al termine della quale la strada inizia a salire per la penultima rampa della giornata. Superato l’ultimo tratto di bosco il borgo di Amelia ci compare in tutta la sua magia, scendiamo in direzione del Parco Fluviale del Rio Grande che però non raggiungiamo: ci aspetta l’ultima salita, a tratti ripida che sale diritta verso la nostra destinazione.

Superatala zona della Porta Leone proseguiamo costeggiando le mura di Amelia e terminando il Cammino di Germanico a Porta Romana, dove eravamo partititi quattro giorni prima. Possiamo richiedere il nostro attestato presso l’edicola posta a fianco della porta, oppure salire e visitare il Museo archeologico per farsi un ultimo selfie a fianco della grande statua di Germanico. In ogni caso Amelia merita una visita attenta del suo magnifico centro storico! Per concludere, infine, raccomandiamo un salto alle Pasticcerie Leonardi, di fronte alla Porta Romana, per assaggiare i famosi Fichi Girotti, specialità locale un tempo prodotti e venduti dalla famiglia del celebre attore Terence Hill, al secolo Massimo Girotti.

Consigli utili per compiere il Cammino di Germanico

Come detto in precedenza è possibile organizzare il cammino a seconda delle proprie capacità: per chi si avvicina a questa disciplina per la prima volta, o non è molto allenato, è consigliabile effettuare il Cammino di Germanico nelle 8 tappe previste. Un camminatore di medio livello può pensare di compierlo in 4 tappe, mentre una percorrenza in 3 tappe è consigliati unicamente ai grandi e allenatissimi camminatori. Sappiamo che alcuni riescono a compierlo anche in solo due tappe (!), noi però lo sconsigliamo dato che si tratta di un bel percorso ed è un peccato vivere di fretta, come richiederebbe una tale soluzione. Ricordiamo che la segnaletica del Cammino di Germanico è di colore blu.

Per organizzare il vostro percorso fate riferimento al sito ufficiale del cammino di germanico, qui potete richiedere la credenziale del cammino, la guida ufficiale con la descrizione del percorso e l’elenco delle strutture d’accoglienza e le tracce gpx di ciascuna tappa. Sempre sul sito ufficiale trovate un calendario per poter percorrere il cammino accompagnati da una guida escursionistica locale.
Vi ricordiamo inoltre che c’è anche la possibilità di poter soggiornare in una stessa struttura e richiedere un servizio di navetta in modo di poter camminare con uno zaino più leggero!

Buon Cammino a tutti!

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