Tappa 1: Val Pusteria, la meta perfetta per delle vacanze sulla neve
La Val Pusteria, o Pustertal in quel tedesco tanto caro ai suoi abitanti, è la più settentrionale tra le vallate delle Alpi Orientali italiane. Caratterizzata dalla maestosa vista delle Tre Cime di Lavaredo (Drei Zinnen), essa offre un’emozionante affaccio sulle celebri Dolomiti, recentemente entrate a far parte del Patrimonio Naturale dell’Umanità dell’Unesco.
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\nQuesta vallata, molto apprezzata per la sue peculiarità naturali durante le vacanze estive dagli appassionati di alpinismo, trekking e mountain bike, si propone anche come meta invernale per le settimane bianche di un esigente turismo d’alto livello.
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\nIl Consorzio Turistico Alta Pusteria (sito web) ha organizzato, in collaborazione con Connexia, un viaggio stampa nei giorni dal 20 al 23 Febbraio 2014 alla scoperta delle sorprendenti offerte che l’Alta Pusteria riserva ai suoi visitatori durante i mesi più freddi dell’anno.
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Tappa 2: Arrivo a Moso e sistemazione nell’Hotel Bad Moos
Il nostro arrivo a Moso, presso il raffinato Hotel Bad Moos (qui il sito), è stato accolto dalla più imponente nevicata degli ultimi anni, che ha visto cadere sette metri di neve solo nella settimana antecedente al nostro arrivo.
\nLa moderna struttura in legno, che ricalca le forme delle tipiche baite alpine, deve il proprio nome – letteralmente “Moso Bagni”- dall’adiacente fonte d’acqua sulfurea già nota nel diciassettesimo secolo per le sue importanti proprietà nelle cure termali e nei trattamenti benessere.
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\nLe camere, dotate di ampi terrazzi con vista sui monti ed i boschi circostanti, abbinano una sobria e funzionale eleganza al caldo stile tirolese, riscontrabile nei legni e nelle stoffe, come nelle caratteristiche stufe rustiche presenti nelle suite. L’hotel presenta una vasta scelta di sale ristorante, da quelle più ampie ed informali, dotate di grandi vetrate panoramiche, alle più intime e raccolte “stube” del XXIII e XXVII secolo.
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\nLa cena, caratterizzata da una cucina tradizionale rivisitata, abbinata a fantastici vini altoatesini, ci è stata servita proprio nelle suggestive stube in compagnia del Dott. Erwin Lanziger, proprietario storico dell’Hotel Bad Moos e Presidente del Consorzio Turistico Alta Pusteria. L’appassionato imprenditore ci ha intrattenuti con aneddoti riguardanti la sua lunga esperienza alberghiera, racconti legati ai Vip che frequentano la sua struttura e il suo sogno di vedere ultimato il collegamento tra i vari impianti sciistici locali: una sfida indispensabile per lo sviluppo del turismo pusterese.
\nErwin, a differenza di alcuni suoi compaesani che vorrebbero proteggere gelosamente la loro vallata all’interno di una palla di vetro, si adopera con grande fervore per condividerne le bellezze. Un’imprenditoria, la sua e quella di tanti altoatesini, volta a traghettare nel nuovo millennio la natura incontaminata e le antiche tradizioni del proprio luogo di provenienza, preservandole e rendendole nel contempo più accessibili. Una consapevolezza che permette all’Alto Adige di spendere al meglio le proprie risorse e di sfruttare nel modo più opportuno i privilegi derivanti dall’essere una regione a statuto speciale.
Tappa 3: Corso di sci di fondo nella Nord Arena di Dobbiaco e visita a Mondolatte Tre Cime
Il mattino successivo ci attendeva un’esperienza inedita che ci incuriosiva per la sua singolarità quanto preoccupava per la difficoltà intrinseca e la fatica che notoriamente comporta: un corso di sci di fondo assieme alla disponibilissima maestra Iris Lanz presso la Nordic Arena di Dobbiaco . Uno sport che solitamente incuriosisce non tanto per la spettacolarità dei gesti degli atleti, quanto per la motivazione che può aver spinto qualcuno ad interessarsi ad un’attività che può apparire vuota di emozioni: una disciplina di basso profilo, per ex campioni infortunati, pensionati nostalgici o amanti della neve che temono le altezze. Si tratta invece di un’impressione completamente distorta che viene immediatamente disattesa superando anche le aspettative dei più scettici ed esperti sciatori da discesa. Lo sci di fondo si pratica con due differenti tecniche: quella classica, dall’approccio più immediato e fruibile dai principianti in quanto consiste nel seguire due binari battuti, e quella pattinata, praticata su pista libera, che necessita di maggiore esperienza, coordinamento ed equilibrio.
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\nOltre a scolpire fisici asciutti e muscolosi, lo sci di fondo consente di godere del contatto con l’ambiente circostante con un’intimità estremamente superiore rispetto alle veloci discese alpine: sciare ad un ritmo più umano trasmette emozioni diverse ma non meno coinvolgenti. Mentre si scivola sulla neve tra i boschi si può infatti ascoltare il canto degli uccelli, lo scrosciare dei torrenti, le voci dei vari animali che popolano queste altezze, ed avere il tempo necessario per soffermarsi ad osservarli.
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\nIl pranzo era previsto presso il ristorante Tilia di Dobbiaco, maison del celebre cuoco stellato Chris Oberhammer. La sua cucina si fonda su un forte legame con il territorio locale testimoniato dalla maniacale scelta delle materie prime, da una passione per la cucina francese riscontrabile nella preparazione e nella scenografica presentazione dei suoi piatti. L’obiettivo principale che Chris si è posto ed ha raggiunto con successo, è stato dare alle sue creazioni una connotazione, da un punto di vista estetico e organolettico, che riesca a offrire una visione d’assieme completa ed armoniosa in cui però possano rimanere riconoscibili e godibili anche i pochi singoli ingredienti che la compongono.
\nLa scelta del luogo, raccolto e ricercato, è volta anch’essa ad un legame intimo e profondo tra la cucina ed il ridottissimo numero di avventori che il Tilia può ospitare ai propri tavoli. Qui trovate tutte le informazioni: www.tilia.bz
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\nAl termine del pranzo abbiamo effettuato un’interessante visita presso Mondolatte Tre Cime (sito web), un’importantissima realtà locale che opera nel settore lattiero e caseario, lavorando oltre 35.000 litri di latte al giorno rigorosamente prodotti in Alta Val Pusteria. L’azienda offre la possibilità di visite guidate alla scoperta della lavorazione di uno dei principali alimenti altoatesini, oltre all’acquisto dei deliziosi derivati presso il punto vendita, dopo un goloso assaggio degli stessi nell’area ristoro.
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\nAl ritorno da Mondolatte, presso il Bad Moos ci attendeva una rilassante e rigenerante sosta nell’incantevole e attrezzatissimo centro benessere interno alla struttura. Dotato di un’ampia varietà di saune, bagni turchi, docce e piscine, dispone inoltre di una grande e suggestiva grotta dove è anche possibile lasciarsi cullare da enormi materassi ad acqua e di una vasca idromassaggio esterna dove incantarsi ad osservare i cristalli di neve che, cadendo, si dissolvono tra i vapori dell’acqua.
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\nLa cena, dopo un fantastico Hugo, l’aperitivo altoatesino a base di succo di sambuco, spumante e menta che sta conquistando mezza Europa, ci è stata servita al Ristorante Picnic di San Candido (qui la pagina Facebook), in compagnia di Dieter Wurmböck, membro del Consiglio Amministrativo del Consorzio Turistico Alta Pusteria.
\nUn ambiente caldo e familiare, in cui assaporare una cucina creativa e piatti tradizionali al riparo da una copiosa nevicata come quella che ci aspettava all’uscita dal ristorante terminata la cena.
\nNel frattempo, all’ingresso del nostro albergo, due grandi bracieri ardenti davano un caldo benvenuto agli avventori di una festa privata che avrebbe avuto luogo nelle sale da ballo sotterranee, mentre i più coraggiosi brindavano in attesa degli amici, avvolti in pelli di montone sui divani esterni alla hall.
Tappa 4: Il circuito Dolomiti Nordicski in Alta Pusteria e la gastronomia altoatesina
Il mattino successivo la neve aveva completamente ricoperto ogni cosa. Una luce abbagliante splendeva sul manto candido di Dobbiaco. Le strade erano già perfettamente pulite e, mentre facevamo un’abbondante colazione in vista di un’altra avventura sugli sci, al di là delle grandi vetrate del Bad Moos la vita aveva già ripreso il suo quotidiano corso.
\nIl circuito Dolomiti Nordicski, in Alta Pusteria, con oltre 1.300km di piste collegate tra loro, costituisce il più grande comprensorio europeo dedicato a chi pratica lo sci di fondo (www.dolomitinordicski.com).
\nLa tratta che abbiamo percorso noi attraversava i rigogliosi boschi della Val Fiscalina per giungere alla meta prevista per il pranzo: il fiabesco Rifugio Fondo Valle di Sesto. La struttura in legno e sasso che faceva capolino ricoperta da una spessa coltre di neve, ci ha deliziato con le specialità locali più tipiche: spatzle, rosti, zuppe, stinchi e golosissimi buchteln, strudel e kaiserschmarrn.
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\nIl pomeriggio, dopo una distensiva pausa tra le coccole del centro benessere del Bad Moos ed una breve e piacevole passeggiata tra le graziosissime viuzze di San Candido, quando un sole quasi primaverile tingeva di rosa la neve al tramonto, abbiamo raggiunto l’abitazione della pubblicista e naturopata Angela De Siminie. Esperta nella raccolta e nell’uso delle risorse naturali di cui l’Alta Pusteria è ricca, quali le erbe e i prelibati funghi, questa vivace signora si era proposta di introdurci alle più autentiche arti culinarie altoatesine. Con un grande entusiasmo, ricambiato a cena durante la degustazione dei piatti stessi, ci ha insegnato come preparare diversi tipi di canederli ed un prelibato gulasch.
\nCon questo tuffo nella più genuina quotidianità pusterese, caratterizzata dalla magica atmosfera dei candidi fiocchi di neve che si sciolgono a contatto con l’asciutta ma calda ospitalità locale, ci dovevamo preparare all’idea di trascorrere l’ultima notte sui soffici letti a baldacchino del Bad Moos.
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\nQuella notte sono uscito in accappatoio sul balcone della suite ed ho fissato a lungo gli alti abeti ricoperti da morbidi e immacolati drappi illuminati dalla Luna. Forse era grazie alla grappa. O a chi la produce con tanto amore. Ma non avevo freddo.
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