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Tappa 1: I luoghi di ritiro spirituale in Italia
Meditazione e silenzio. Anche in questo modo, lontani da stress, traffico e telefoni, è possibile trascorrere le vacanze. Dove? Semplice: nei luoghi storicamente deputati all’isolamento dai rumori del mondo: monasteri, conventi, eremi, abbazie e santuari, per ritrovare sè stessi o più semplicemente per dormire un week end lontani da tutto e tutti.
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\nDi strutture disposte a ospitare ospiti esterni ce ne sono diverse lungo lo stivale. Un soggiorno, fatto di tranquillità, pace e pasti morigerati, si può intrecciare alle attività di preghiera e di approfondimento organizzate dai monaci. Generalmente si tratta di strutture spartane nelle quali è possibile immaginare la vita di chi le ha fondate, spesso eremiti in grado di sopravvivere in una grotta. Ma ci sono anche le eccezioni, costituite da antiche strutture adeguate da privati ai gusti degli amanti del lusso sempre e dovunque.
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\nDi seguito una breve guida per poter approfittare delle possibilità di soggiorno da nord a sud dell'Italia.
Tappa 2: Santuario di San Romedio a Sanzeno in Val di Non
Romedio appartiene ad una ricca famiglia della nobiltà bavarese-tirolese. Durante un pellegrinaggio a Roma decide di ritirarsi ad una vita fatta di povertà e penitenza. Dona tutti i suoi averi alla Chiesa e decide di trasferirsi in un luogo isolato, all’interno di una grotta nella gola alla confluenza fra il Rio Romedio ed il Rio di Verdes in Val di Non. Il periodo è quello del X secolo. Alla sua morte, viene scavata una tomba nella roccia che diventa ben presto meta di pellegrinaggio.
\nAttorno all’anno mille in quel luogo, in cima ad uno sperone roccioso alto quali 100 metri, i suoi fedelissimi costruiscono la prima chiesa sulla quale si innesta successivamente il santuario formato da cinque chiesette soprapposte in altezza ed edificate in epoche diverse, collegate fra loro da una ripida scalinata. Per questa caratteristica e per la cornice ambientale che lo contorna, il santuario di S. Romedio è uno dei più caratteristici non solo del Trentino ma dell’intera Europa.
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\nLa chiesetta dell’Addolorata è la più recente, costruita in ringraziamento per la pace dopo la Grande Guerra del 1915-1918. Segue la chiesetta di San Giorgio realizzata nel 1487, quella di San Michele eretta nel 1514, quella maggiore di San Romedio fondata nel 1536 e infine la Chiesa Antica, costruita per prima, dove sono conservate le reliquie del Santo. Tante sono le leggende che si concentrano sul Santuario. La più nota riguarda un orso colpevole di aver sbranato il cavallo col quale il santo avrebbe dovuto raggiungere Trento per salutare il vescovo Vigilio. Il discepolo che aveva il compito di sellarlo, dopo aver assistito all’uccisione del cavallo, ricevette dal Santo il consiglio di mettere le briglia all’orso. La cosa funzionò e San Romedio riuscì a cavalcarlo. Ricordando questa leggenda nel 1958 il senatore conte Gian Giacomo Gallarati Scotti, membro d’onore del comitato di fondazione del WWF in Italia, comprò Charlie, un orso destinato a morire e lo donò al santuario di San Romedio, e difatto divenne una attrazione turistica. Recentemente un nuovo orso è tornato a vivere in una area recintata del convento, la leggenda continua…
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\nIl soggiorno al Santuario permette di affrontare la natura circostante attraverso vari itinerari, uno dei quali, il più interessante, consente di camminare sopra il vecchio acquedotto scavato nella roccia. Il santuario è facilmente raggiungibile a piedi, in auto o, nei mesi di luglio e agosto, con bus navetta (accesso consentito ai soli pullman turistici o ai portatori di handicap). A piedi, da Sanzeno, sono 3 km di strada asfaltata e ombreggiata.In alternativa si può percorrere il suggestivo sentiero nella roccia, adatto a tutti. Si può arrivare al santuario anche scendendo dal sentiero che lo collega ai laghetti di Coredo, dal sentiero che scende dal paese di Don, o dal sentiero che scende dal paese di Salter . In tutti i casi è bene indossare calzature e vestiti adatti e comodi e portare con sé acqua potabile assente lungo i sentieri. In ogni caso, al Santuario c’è un bar-ristoro.
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\nL’accoglienza è effettuata presso la foresteria dell’Eremo disponibile per coloro che desiderano vivere qualche giorno di silenzio e preghiera.
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\nInformazioni e prenotazioni
\nSantuario di San Romedio 38010 Coredo – TN
\ntel: 0463 536198
\nemail: [email protected] – [email protected]
\nsito web: www.santimartiri.org
\nTariffe: Ogni pellegrino dovrà avere con se l'occorrente per dormire, e il cibo. Per contribuire alle altre spese è richiesta un'offerta libera (consigliati euro 15 al giorno)
\nNote: non c'è connessione gsm
Tappa 3: Monastero di Bose, ospitalità monastica a Biella
La Comunità monastica di Bose è di origine recente. La sua nascita è infatti datata 8 dicembre 1965, quando il priore laico Enzo Bianchi, alla chiusura del Concilio Vaticano decide di trasferirsi da solo nella cascina del comune di Bose che tre anni dopo inizia ad ospitare i primi confratelli. La regola monastica è stata approvata nel 1973. Quella di Bose è una comunità religiosa formata da monaci di entrambi i sessi, provenienti da chiese cristiane diverse. L’obiettivo che la anima è lo sviluppo di un intenso dialogo ecumenico fra le differenti chiese e denominazioni cristiane al quale sono legate molte delle iniziative sviluppate durante tutto l’anno attraverso convegni e incontri, come le settimane bibliche, spesso tenuti dallo stesso Bianchi.
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\nPer partecipare è richiesta la prenotazione da effettuare con un congruo anticipo e solo se si è sicuri di poter partecipare per l’intera durata dell’iniziativa scelta. La comunità infatti non ama gli impedimenti dell’ultimo minuto perchè sottraggono posto ad altri partecipanti. Se siete riusciti a prenotare vi colpierà l'accoglienza a voi riservata, veramente toccante e bene organizzata!
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\nAl monastero è possibile soggiornare come ospite per uno o più giorni, in settimana come nei weekend, anche individualmente. L’avvio della giornata è segnato dai rintocchi della campana del risveglio che iniziano a scandire il tempo alle 5,30 – ora spostata alle 7,30 nei giorni di festa. Le attività terminano alle 20,30, momento del grande silenzio successivo alla cena servita alle 19. La sistemazione è in camere singole, doppie, o a più letti, con servizi igienici in stanza o in comune. Chi vuole fermarsi nel monastero deve portare con sé la Bibbia, le lenzuola o il sacco a pelo, le federe e gli asciugamani. D’estate è a disposizione un’area attrezzata con servizi igienici per le tende proprie o della comunità. La sosta in camper non è consentita.
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\nPer il soggiorno non sono previste tariffe. La comunità semplicemente invita gli ospiti, se sono in grado di sostenere il peso economico, a lasciare un contributo anonimo per le spese nella cassetta dell’ospitalità. I requisiti di comportamento richiesti sono silenzio e discrezionalità oltre che rispetto per le diverse confessioni presenti e per il lavoro svolto dai confratelli dediti alla cura del frutteto e dell'orto, alla produzione di manufatti artigianali in ceramica, alla produzione di icone a soggetto religioso secondo i metodi tradizionali, alla falegnameria, all'attività editrice e la tipografia e alla ricerca biblica e la predicazione catechetica, quale servizio alla comunità e alle chiese locali.
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\nInformazioni e Prenotazioni
\nMonastero di Bose
\nfrazione Bose, 6 I – 13887 Magnano (BI)
\ntel: (+39) 015 679 185 Fax: (+39) 015 679 294
\nemail: [email protected]
\nsito web: www.monasterodibose.it
\nTariffe: le prenotazioni si possono effettuare soltanto tramite telefono. Tramite mail si possono chiedere solo informazioni. Le telefonate debbono rispettare questi orari: dalle 10.00 alle 12.00; dalle 14.30 alle 16.30 e dalle 20.00 alle 21.00, ad eccezione del sabato e della domenica. Nei restanti orari è attiva la segreteria telefonica che raccoglie messaggi ascoltati cinque volte al giorno. L’eremo vive della generosità dei visitatori e ospiti. Pertanto non è prevista una retta per l’ospitalità: basta un contributo per permettere l’accoglienza di chi gode di minor disponibilità.
Tappa 4: Eremo San Giorgio a Bardolino, con i camaldolesi sul Lago di Garda
\n\tL'Eremo San Giorgio (Bardolino Verona) è stato fondato nel 1663. La comunità attualmente presente appartiene all'antica Congregazione camaldolese dell'ordine di san Benedetto, che ha la sua casa madre a Camaldoli (Arezzo), fondata tra il 1012 e il 1024 da san Romualdo di Ravenna, riformatore in senso eremitico del monachesimo benedettino. I lavori di costruzione dell’Eremo vennero terminati nel 1704 anno in cui fu edificata la chiesa. Poi, in seguito alla soppressione degli ordini monastici imposta da Napoleone, l’Eremo venne abbandonato ed il suo complesso abitato da contadini fino a quando, nel 1855, la comunità camaldolese fece ritorno.
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\n\tL’ospitalità presso l’Eremo è sinonimo di preghiera, lectio divina e silenzio, scandite dalle iniziative annuali e nelle settimane estive nelle quali si concentra una intensa attività liturgica. Per questo, il soggiorno va inteso come momento di meditazione e non come pretesto per approfondire la conoscenza turistica dei luoghi o degli spazi in cui la comunità vive e lavora, interdetti alle visite. Caratteristica della regola di san Benedetto è infatti la consacrazione della vita alla ricerca di Dio nel seno di una comunità di fratelli, i quali si pongono sotto la guida della regola e di un superiore per essere fedeli al Vangelo. La riforma introdotta da San Romualdo, innesta, all'interno della tradizione comunitaria benedettina, l’apertura di strutture istituzionali in grado di coniugare il carisma di una vita di solitudine all’esempio offerto dalla stessa al resto della comunità laica e religiosa. L’intendimento, a livello architettonico, è stato assorbito dalle modalità di costruzione degli eremi formati da celle singole aggregate intorno ad edifici di uso comune e alla chiesa, luogo di ritrovo per la celebrazione comunitaria delle lodi di Dio e dell'Eucaristia.
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\n\tA coloro che vengono ospitati la comunità chiede quindi di condividere, tenendo presenti esigenze personali particolari, i suoi ritmi declinati dal motto benedettino dell'"ora et labora" e le varie proposte di "cammino spirituale". Caratteristica dell’Eremo è la presenza della Biblioteca che custodisce più di 30.000 volumi, attualmente in fase di riordino, e ancora da schedare. Le sezioni più cospicue sono quelle delle scienze religiose, sociologiche e storiche. L'accesso agli esterni è limitata agli studiosi che a vario titolo ne facciano motivata richiesta.
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\n\tInformazioni e prenotazioni:
\n\tMonaci Benedettini Camaldolesi Eremo di San Giorgio 37011 Bardolino (Lago di Garda) Verona
\n\ttel: +39 045.7211390 / Fax. +39 045.6228644
\n\temail: [email protected]
\n\tsito web: www.eremosangiorgio.it
\n\tTariffe: l'accoglienza di solito è disponibile dal lunedì al venerdì sera. Si devono seguire gli orari ed i tempi dell'attività monastica.
\n\tOfferta libera per vitto e alloggio
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Tappa 5: Eremo di Sant’Alberico: preghiera, silenzio e meditazione a Balze
Lo slogan riporta “Un eremo per tutte le stagioni”. Le porte dell’Eremo di Sant’Alberico situato a 1.147 metri sul livello del mare a metà strada fra il paese di Balze e il monastero delle Celle in una profonda gola ai piedi dei Monti Aquilone, sono infatti aperte in ogni mese dell’anno. La struttura è dedicata al Santo eremita che scelse il luogo per la sua meditazione. San’Alberico era di nobili origini ed apparteneva all’Ordine cavalleresco di San Giorgio. Quando venne chiamato da Dio al suo servizio abbandonò tutto per dedicarsi alla vita ascetica. Nell’Eremo, un tempo semplice grotta, visse fino alla morte avvenuta, secondo tradizione, a 120 anni di età. La salma rimase protetta dalle sue mura fino al 1300 quando venne trafugata dai fiorentini e murata nell’abazia benedettina di Sant’Anastasio in Valle nel Montefeltro, oggi diroccata, dove rimase in un luogo segreto fino a quando nel 1640, durante alcuni lavori di restauro, venne riportata casualmente alla luce.
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\nLa struttura ha subito nel tempo innumerevoli modifiche. Ciò che non è cambiata è la modalità con la quale si può raggiungere l’Eremo, reso accessibile da due strade percorribili soltanto a piedi. La prima richiede circa un'ora di cammino lungo un sentiero che si stacca sulla sinistra della strada che va in direzione di Capanne, appena fuori dall'abitato di Balze. Questo sentiero venne fatto costruire da Leopoldo II di Toscana (1787-1870) per grazia ricevuta. La seconda si raggiunge proseguendo in automobile da Balze verso Capanne. Dopo tre chilometri, sulla sinistra in corrispondenza di un cartello indicatore, si imbocca una strada sterrata che dopo un chilometro si allarga in un ampio piazzale, dove è possibile parcheggiare. Da qui con una breve salita e in circa 10-15 minuti si raggiunge l'eremo.
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\nL’Eremo mette a disposizione 13 cellette con letto singolo, il refettorio, la cucina, la sacrestia e la chiesetta per vivere esperienze di ritiro spirituale fatte di preghiera e lavoro per uno o più giorni. A guidarle era Fratel Michele Falzone, eremita e custode del luogo scomparso prematuramente ad inizio 2014, che apriva le porte dell’Eremo soltanto a gruppi di persone, formati da due o più individui, ma non a singoli. Nel periodo estivo la struttura accoglieva soprattutto Sacerdoti per periodi di riposo e ritiro. Per i soggiorni di gruppi in autogestione, l’Eremo rimanda alla parrocchia di Balze o di Alfero. In attesa dell'arrivo di un nuovo eremita, l'accoglienza è sospesa.
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\nInformazioni e prenotazioni
\nEremo Sant'Alberico Via Sant'Alberico, 87 Loc. Capanne 47028 VERGHERETO (FC)
\ntel: 0543 908156
\ne-mail: [email protected]
\nsito web: www.eremosantalberico.it
\nVi invitiamo a guardare la webcam dell'eremo, sempre collegata in diretta, e i dati della stazione meteo, per scegliere l'abbigliamento più consono alla stagione!
Tappa 6: Eremo di Montepaolo a Dovadola, prima tappa del Cammino di Assisi
E’ a sette chilometri da Dovadola, nell'entroterra forlivese, che si colloca Montepaolo, località dove sorge l’eremo dedicato a Sant'Antonio di Padova il più importante, offerto al suo culto, dell'Emilia-Romagna. L’eremo, in qualità di prima dimora italiana di Sant’Antonio, è il punto di partenza per il pellegrinaggio “Cammino di Assisi” che ripercorre le tappe del Santo lungo il suo procedere verso la città umbra. Nel 1904 l’Ordine dei Francescani ha acquistato direttamente il podere “Montepaolo” sui cui era sorta la Grotta originaria del Santo, riproposta sotto forma di piccola cappella nella sua sede naturale. L’evento fu celebrato il 15 Agosto 1905 con una grande processione e la benedizione della Grotta. Negli anni 1930-40 l’Eremo subì ulteriori modifiche assumendo l’attuale aspetto.
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\nL’afflusso di pellegrini è stato assai rilevante fino ai primi anni ’70. Oggi quel flusso è ripreso. L’eremo ed il santuario sono situati in una posizione isolata, in mezzo alla natura, ad una altezza di 425 metri in cima al colle omonimo. Salendo si possono incontrare caprioli, scoiattoli, istrici, leprotti e altri animali. Per questo Montepaolo è il luogo ideale per ritemprare lo spirito. Di S. Antonio il santuario conserva una reliquia prelevata dal corpo custodito presso la Basilica di Padova e la piccola cappella chiamata grotta che ricorda il luogo nel quale il santo pregava, raggiungibile a piedi attraverso il "Sentiero della speranza". La chiesa è interamente affrescata e ricostruita in stile neo-gotico nei primi decenni del '900. Nel 2000 inoltre è stato realizzato nelle vicinanze dell'Eremo un percorso arredato di mosaici che ricordano le fasi cruciali della vita del Santo.
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\nL'eremo è oggi abitato da due comunità francescane, i Frati minori e le Sorelle minori di Maria Immacolata, che accolgono gruppi e pellegrini.
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\nInformazioni e prenotazioni
\nEremo di Monte Paolo Via Monte Paolo, 24 – Dovadola
\ntel: eremo +39.0543.934723 – Uffico segreteria Comune di Dovadola +39.0543.934764
\nemail: [email protected]
\nTariffe: telefonare per prezzi e disponibilità
Tappa 7: Santuario della Verna, ritiro spirituale con i frati francescani
Meta irrinunciabile per i francescani ed i seguaci del Santo, la Verna è uno dei santuari più noti e famosi. Il monte sul quale si erge, si trova sull'Appennino Toscano, con la sua inconfondibile vetta tagliata a picco da tre parti ed i fianchi ricoperti da una monumentale foresta di faggi e abeti. Sopra la roccia ed avvolto dalla foresta si trova il grande complesso del Santuario che dentro la sua massiccia ed articolata architettura custodisce numerosi tesori di spiritualità, arte, cultura e storia. San Francesco vi si ritirò nel 1224 per un periodo di silenzio e preghiera durante il quale ricevette in dono le stigmate, i sigilli della passione di Cristo. Quell’evento e l'esempio di vita sono il bene più prezioso che Francesco ha consegnato ai frati della Verna che da secoli offrono ai visitatori assistenza spirituale e la possibilità di ristorarsi e fermarsi per qualche giorno.
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\nIl Santuario offre diverse tipologie di ricovero. C’è la foresteria, riservata a singoli, famiglie e gruppi intenzionati a pregare assieme ai frati e a riposarsi con le sue 72 camere singole, doppie e triple, con riscaldamento, servizi e doccia. C’è il Refettorio del Pellegrino, aperto tutto l’anno, dove è possibile mangiare ad un prezzo conveniente. C’è il Tau, struttura particolarmente ampia con 5 camere per un totale di 72 posti letto, dedicata a gruppi autogestiti composti da un minimo di 20 persone di età compresa fra i 17 ed i 30 anni. L'autogestione prevede che ogni componente porti da casa lenzuola o sacco a pelo e asciugamani, si cucini il cibo e provveda alla pulizia e al riordino alla fine della permanenza. C’è il Convento riservato a frati, religiosi, sacerdoti e seminaristi ed il Romitorio delle Stimmate per religiosi e sacerdoti. Poi c’è il Pastor Angelicus, ampio edificio situato a Chiusi della Verna che dispone di 90 camere singole, doppie o triple per un totale di 160 posti letto, con doccia e servizi, ascensore, sale per conferenze da 100 posti, sala da pranzo da 200 posti e cappella. Il Pastor Angelicus è aperto dal 16 aprile al 4 ottobre. Molto più intimista è la destinazione della Casa di preghiera, utilizzata come luogo di introduzione alla preghiera e di ricerca della volontà di Dio che la comunità francescana offre ai giovani di ambo i sessi che desiderano ritagliarsi alcuni momenti di riflessione. La casa è in autogestione. Fra i consigli indicati sul sito del Santuario, l’abbigliamento consono ad un luogo sacro, pubblico e di cultura.
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\nInformazioni e prenotazioni:
\nSantuario Francescano, Via del Santuario, 45 52010 Chiusi della Verna (AR)
\ntel: centralino 0575 5341 Pastor angelicus 0575 599025(estivo) 0575 534249(invernale) Fax. 0575 599 320
\nemail Frati: [email protected] Foresteria: [email protected] Refettorio del pellegrino: [email protected]
\nsito web: www.santuariolaverna.org
\nTariffe:
\nforesteria pensione completa anno 2014: 57 euro per un giorno 50 euro per permanenze di almeno 3 giorni
\nRefettorio prezzi pranzo 2014: euro 16.50 (con acqua di fonte) euro 18.00 (acqua minerale o quarto di vino)
\nPastor Angelicus prezzi pensione completa anno 2014: per un giorno: 57 euro per permanenze di almeno 3 giorni: 52euro (singola), 48 euro (altre), mezza pensione 45 euro.
Tappa 8: Abbazia di Spineto a Sarteano, quasi un relais
“I nostri silenzi aiutano a pensare, a lavorare a studiare…". E’ il motto dell’Abbazia di Spineto, oggi molto più simile ad un relais che non a una struttura religiosa di cui ha perso ormai la funzione, pur conservandone l’origine legata all’ordine Vallombrosano di regola benedettina del XI secolo. Le 98 camere di cui dispone, distribuite fra l’Abbazia e gli undici antichi poderi della Tenuta, restaurati e dotati di ogni comfort, non sono accessibili al turismo individuale ma soltanto agli incontri di studio, a riunioni e convegni di lavoro, a corsi di formazione, incentive, seminari e laboratori di ricerca scientifica e artistica, presentazione e lanci di prodotto.
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\nL'origine dell’abbazia risale al 1085. Nel 1627 il Papa Urbano VIII la toglie dall’ordine Vallombrosano per affidarla a quello Cistercense che la guida fino alla sua soppressione nel 1783. Da quella data l’Abbazia sopravvive come villa-fattoria gestita da conversi e la sua proprietà viene incamerata nel patrimonio dello Spedale degli Innocenti di Firenze fino a quando, nel 1830, l’Abbazia comincia a entrare nella proprietà di privati, che si susseguono numerosi e che ha dato vita a progetti sociali dedicati a sanità e alimentazione.
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\nNel estate 2013 l'Abbazia di Spineto divenne improvvisamente famosa: il primo ministro italiano, Enrico Letta, decise di portare qui, in "ritiro", i ministri del suo governo, per rafforzare l'unità del team, e preparare la successiva azione di governo.
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\nInformazioni e prenotazioni
\nTenuta di Spineto S.a.s. Via Molino di Spineto, 8 53047 Sarteano (SI)
\ntel: 0578 23271/265555 Fax: 0578 266174
\nemail: [email protected] [email protected]
\nsito web: www.abbaziadispineto.com
\nTariffe: fare richiesta compilando il modulo online
Tappa 9: Eremo di Sant’Ilarione a Caulonia, meditazione con i fedeli cauloniesi
L’eremo di Sant’Ilarione si trova sul territorio di San Nicola, una frazione di Caulonia, in provincia di Reggio Calabria , nella diocesi di Locri-Gerace. Dal 2003 è guidato dall’ eremita diocesano di origine francese, Frédéric al quale occorre rivolgersi per l’ospitalità intesa come occasione di vivere la ricerca quotidiana di Dio. La vita di Ilarione, patriarca dei monaci di Palestina nato a Gaza verso il 295, è arrivata fino a noi grazie alla “Vita Hilarionis” scritta da San Girolamo. Da quel racconto si apprende che Ilarione, dopo gli studi compiuti ad Alessandria d’Egitto, decise di condurre vita eremitica nei pressi della sua città di origine. La sua fama lo portò al pellegrinaggio in Egitto, Sicilia e Dalmazia e, alla fine, a Cipro, dove morì verso il 371.
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\nIl suo culto si è diffuso in Calabria con la venuta dei monaci greci nei secoli VIII – X. Dal sec. XVII è patrono principale di Caulonia ed è festeggiato il 21 ottobre. L'eremo in origine era composto da una semplice torretta affiancata da una cappella e ben presto si è ingrandita. L’ultimo ampliamento risale al 1725. La chiesa è stata in seguito notevolmente rimaneggiata nel 1932. Durante gli ultimi decenni, l'eremo è stato mantenuto in vita da un gruppo di fedeli cauloniesi particolarmente legati al loro santo. Dal 2003 la casa è stata resa agibile agli ospiti che possono trascorrere all’Eremo un periodo di preghiera.
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\nInformazioni e prenotazioni
\nEremo Sant’Ilarione 89040 S. Nicola di Caulonia
\ntel: 346 322 5302
\nemail: [email protected]
\nsito web: www.santilarione.org
\nTariffe: l’eremo vive della generosità dei suoi vicini, visitatori e ospiti. Pertanto non è prevista una retta per l’ospitalità: basta un contributo per permettere l’accoglienza di chi gode di minor disponibilità.
Tappa 10: Eremo e Monastero di Camaldoli in ritiro nei luoghi di San Romualdo
Collocati nel cuore di una vasta foresta, l’Eremo ed il Monastero di Camaldoli conservano intatta la loro spiritualità da più di mille anni. A fondarli, il monaco benedettino in Sant’Apollinare in Classe, originario di Ravenna, San Romualdo che, incoraggiato dal vescovo di Arezzo Teodaldo, sotto la cui giurisdizione si trovava quella località, eresse a Camaldoli 5 celle e un piccolo oratorio dedicato a San Salvatore Trasfigurato che costituirono il primo nucleo dell’eremo.
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\nL’antica cella di San Romualdo, oggi inglobata nell’edificio della biblioteca dell’eremo, conserva ancora la sua struttura originaria: un corridoio che si snoda su tre lati sui quali si affacciano la stanza da letto, lo studio e la cappella. Questa struttura a chiocciola oltre ad offrire riparo dalle rigide temperature invernali simboleggia il percorso interiore del monaco che cerca di entrare in se stesso. La foresta nella quale si erge venne incamerata nel 1866 dal Demanio Statale con tutti i beni che essa comprendeva, quindi il Monastero, l’Eremo e le case poderali.
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\nDal gennaio 1991, è parte viva del nuovo Parco Nazionale del Monte Falterona, Campigna e delle Foreste Casentinesi, che copre un territorio di 35.370 ettari. Camaldoli ha sempre coniugato nel tempo la dimensione comunitaria espressa dal legame fra eremo e monastero a quella solitaria della vita monastica sulla quale si innesta la tradizione irlandese dei monaci pellegrini o evangelizzatori itineranti. Per tale vocazione, Camaldoli ha svolto per un millennio la funzione di ponte fra le tradizioni monastiche di oriente e di occidente. Con il Concilio Vaticano II è tornato a essere luogo d’incontro privilegiato del dialogo ecumenico e interreligioso.
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\nMa non solo. In questi mille anni Camaldoli è stato faro non solo di spiritualità ma anche di cultura. L’arte che si conserva nel monastero è un patrimonio universale, dalle 16 tele di Giorgio Vasari alle opere di Andrea della Robbia, fino alle moderne ceramiche di Angelo Biancini. Ma il monastero ha avuto un ruolo rilevante in vari ambiti, dal primo codice forestale europeo del 1278 al Codice di Camaldoli del luglio 1943, che gettò le basi alla rinascita della democrazia italiana dopo il fascismo. La Comunità apre le sue porte a credenti e non credenti, desiderosi di confrontarsi e di ospitarsi reciprocamente nel rispetto delle propri cammini personali.
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\nLe modalità di accoglienza presenti all’Eremo e al Monastero di Camaldoli possono essere varie. Gli ospiti possono trascorrere periodi di condivisione dei ritmi della vita monastica, con la possibilità di partecipare alla preghiera liturgica ed, eventualmente, di colloqui personali. C’è anche l’ accoglienza nei tempi di Quaresima, Pasqua, Avvento e Natale per momenti di ritiro e di preghiera o legata al programma delle iniziative culturali e spirituali ed anche la possibilità di accogliere gruppi autogestiti per convegni, mediazioni e altro.
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\nInformazioni e prenotazioni:
\nSacro Eremo di Camaldoli
\n52010 Camaldoli – Arezzo
\ntel +39 0575 556021 fax +39 0575 556001
\[email protected]
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\nMonastero di Camaldoli
\n52010 Camaldoli – Arezzo
\ntel +39 0575 556012
\nfax +39 0575 556001
\[email protected]
\nwww.monasterodicamaldoli.it


