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Giardini Menara, un’oasi di pace in centro a Marrakech

I colori del tramonto che hanno contribuito a rendere Marrakech la "città rossa" per eccellenza, risplendono sulle acque del bacino situato nel cuore dei Giardini Menara. Frequentati in particolare dai residenti ed ancora ai margini dei grandi flussi turistici, i Giardini si trovano nel centro di Marrakech, ad una mezz'ora di camminata da Piazza Jamaa […]

Monia Savioli

Sono una giornalista convinta che ci sia sempre qualcosa di nuovo da scoprire

3 Agosto 2015

I colori del tramonto che hanno contribuito a rendere Marrakech la "città rossa" per eccellenza, risplendono sulle acque del bacino situato nel cuore dei Giardini Menara. Frequentati in particolare dai residenti ed ancora ai margini dei grandi flussi turistici, i Giardini si trovano nel centro di Marrakech, ad una mezz'ora di camminata da Piazza Jamaa El Fna.

Lì, fra i vecchi ulivi che ne occupano la superficie e ai bordi del grande stagno utilizzato in origine come serbatoio di acqua irrigua per le colture, le persone cercano refrigerio nelle giornate più calde oppure si rilassano passeggiando amabilmente lontano dai rumori assordanti del traffico. La tranquillità dei Giardini Menara è uno degli aspetti che più caratterizzano questo luogo, spettatore un tempo delle effusioni amorose degli alti dirigenti della città.

La sua origine, risalente al periodo in cui era al potere il sultano almohade Abd al-Ali ibn Mu'min, li rendono una delle più antiche aree verdi organizzate dell'Occidente musulmano. Era il 1157 quando il sultano tornando dalla città di Salè, decise di piantumare un enorme frutteto, recintato e dotato di un ampio bacino in cui conservare l'acqua destinata all'irrigazione delle piante.

La posizione in cui sorse il sito, descritta dagli autori dell'epoca, corrisponde più o meno a quella in cui oggi sono presenti i Giardini, sviluppati da Hajj inb Yaich, studioso e legislatore dell'impero almohade. Le acque del bacino venivano sfruttate anche per addestrare i soldati nell'arte del nuoto in attesa di prendere parte all'attraversata del Mediterraneo alla volta dell'Andalusia.

Le citazioni relative ai Giardini tornano nel 1579 quando il potere è gestito dalla dinastia Saadiana. I principi dell'epoca li trasformano nel loro personale pied-à-terre. Poi arrivano gli Alawiti e la struttura viene modificata e di nuovo arricchita. Succede con il sultano Sidi Muhammad ibn Abdallah che costruisce un padiglione dotato di un'ampia balconata per favorire il riposo dopo le passeggiate.

L'edificio, protetto da alte mura e con il tetto a piramide coperto da piastrelle verdi, si sviluppa su due piani. Il piano terra è occupato da quattro grandi pilastri preceduti da tre archi con vista sul lago. Il piano più alto si raggiunge tramite una scalinata stretta e ripida. Quando vi si giunge è impossibile non affacciarsi al grande balcone sormontato da un arco cieco al cui interno è riportata una citazione famosa in onore del Profeta Maometto datata 1286, anno del calendario islamico corrispondente al 1869-70.

Le sale presenti sui due piani sono precedute da anticamere dotate di finestre che offrono una bella panoramica sulle zone circostanti e le montagne. Le decorazioni interne ed esterne dell'edificio sono affidate a fregi che producono motivi geometrici dipinti in tonalità ocra, a telai di legno policromo, a rivestimenti in mosaico.

L'ingresso ai Giardini, aperti dalle 5,30 di mattina alle 18,30 nel pomeriggio, è gratuita.

Qui invece trovate gli altri splendi Giardini Majorelle di Marrakech.

Per info: www.jardin-menara.com

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