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Valle del Dades, Marocco: “Dall’immaginario all’immagine”, il workshop sull’Atlante

“Dall’immaginario all’immagine” è questo il titolo dell’interessante workshop di fotografia organizzato da Andrea Alborno, professionista del settore e promosso dall’Ente Turismo del Marocco. Il workshop parte dal presupposto che la creatività sia un’entità plastica e che, attraverso specifiche tecniche mentali di visualizzazione possa crescere e dare risultati inaspettati: durante questi 10 giorni di attività sul […]

Redazione

Ci muove una passione profonda per il viaggio, un carburante che ci accende e ci tiene vivi.

3 Agosto 2009

“Dall’immaginario all’immagine” è questo il titolo dell’interessante workshop di fotografia organizzato da Andrea Alborno, professionista del settore e promosso dall’Ente Turismo del Marocco. Il workshop parte dal presupposto che la creatività sia un’entità plastica e che, attraverso specifiche tecniche mentali di visualizzazione possa crescere e dare risultati inaspettati: durante questi 10 giorni di attività sul campo verrà data particolare importanza all’inquadratura, all’uso del mosso, del colore, delle luci, tralasciando le tecniche di stampa e concentrandosi sull’aspetto teorico. Il workshop è in programma dal 10 al 20 settembre, nello splendido scenario delle alture di El Kelaa MGouna, aperto sia a fotografi alle prime armi che a fotoamatori avanzati.

El Kelaa MGouna- questa località si trova nel sud del Marocco, a 100 km a Est di Ourzazate, nella splendida Valle del Dadès, cornice particolarmente adatta a sviluppare diverse prospettive di inquadrature. La Valle rappresenta un varco fra le montagne dell’Alto Atlante a nord e la catena del Jebel Sarhro a sud. Questa zona è anche denominata “valle delle mille kasbah”, per la grande quantità di oasi presenti. Si tratta sicuramente di un paesaggio molto vario che si presta a una serie di “visualizzazioni” differenti per i fotografi in erba. In particolare la città di El Kelaa MGouna è una meta interessante e famosa in tutto il paese. La sua economia dipende dalla coltivazione delle rose e in particolare dalla produzione di acqua di rose. Sono molte le leggende che si tramandano sull’origine di questa attività in città. Si racconta, infatti, che le origine della passione per questi fiori sia d’attribuire ai persiani, che importavano le rose di ritorno dai pellegrinaggi alla Mecca, mentre altri ritengono che siano stati i colonizzatori francesi a introdurre questa cultura dalla Siria degli anni’30.

Qualsiasi siano le origini della coltivazione delle rose, oggi El Kelaa MGouna si presenta proprio come la “città delle rose”, che si possono trovare annidate tra le siepi o esposte nelle migliori botteghe della città, insieme ai prodotti ricavati da esse.
Oltre a questo scenario fiabesco, intorno alla città si sviluppa questa valle che conduce alla Gola del Dadès: mandorli, fichi e formazioni rocciose accompagnano il viaggio del turista per le strade che si inerpicano tra le pareti della gola, svelando ad ogni chilometro nuovi paesaggi da immortalare. La gola è ricca di sorgenti e pozze tra le rocce e si presta a escursioni che possono portare alla visita di alcuni villaggi.
La zona è particolarmente apprezzata dagli amanti del trekking che possono sbizzarrirsi con percorsi di varie difficoltà all’interno della valle. La meta maggiormente stimolante è sicuramente il Massiccio del M’Goun, che ospita alcune delle vette più alte del Marocco: dalla cima, alta 4.071, si può ammirare un paesaggio unico caratterizzato da suntuosi Canyon e vallate dal fascino ineguagliabile.

#marocco#

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