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La Mostra ‘L’Ottocento e il mito di Correggio’ a Parma, Nuova Pilotta

Segnatevi in agenda: dal 3 ottobre 2020, e per un anno intero, Parma, Capitale Italiana della Cultura, accoglierà i visitatori con una importante mostra sul Correggio: saranno 4 i capolavori che potremo ammirare alla Nuova Pilotta, e scopriremo come l'opera del pittore del rinascimento abbia influenzato profondamente la produzione artistica della Parma dell'800. “L’Ottocento e […]

Redazione

Ci muove una passione profonda per il viaggio, un carburante che ci accende e ci tiene vivi.

Segnatevi in agenda: dal 3 ottobre 2020, e per un anno intero, Parma, Capitale Italiana della Cultura, accoglierà i visitatori con una importante mostra sul Correggio: saranno 4 i capolavori che potremo ammirare alla Nuova Pilotta, e scopriremo come l'opera del pittore del rinascimento abbia influenzato profondamente la produzione artistica della Parma dell'800.

L’Ottocento e il mito di Correggio”, così il titolo dell'esposizione, rappresenta anche un tributo a due personaggi importanti della storia parmense: La Duchessa Maria Luigia d’Asburgo, e il fine incisore Paolo Toschi.

Il contesto storico dell'esposizione

Dopo l'era napoleonica, a partire dal 1815, la Duchessa di Parma scelse il Palazzo della Pilotta come sede ideale per valorizzare il patrimonio artistico cittadino, tra cui 4 capolavori rinascimentali del Correggio, 2 dei quali erano stati restituiti dal Museo del Louvre dopo che erano stati "trafugati" in Francia come bottino di guerra della Campagna d'Italia di Napoleone. Allo scopo vennero scelte le Sale della Rocchetta, rivisitate dagli architetti Nicolò Bettoli e soprattutto Paolo Toschi: fu lui, in particolare, ad ottenere che le due pale e le due tele del Correggio diventassero strumento di esercizio per gli allievi della sua Accademia, e le fece porre su strutture che le rendessero orientabili per favorirne l’illuminazione, ovvero la visione con ogni luce.

In precedenza lo stesso Toschi aveva diffuso, grazie a delle incisioni su rame, l’opera di Correggio in tutta Europa, contribuendo alla fama del maestro e della città. Suoi sono anche gli acquerelli che riproducono gli affreschi del Duomo e di San Giovanni che si ammirano in mostra tra le due pale. Molte delle sue opere e dei suoi allievi sono perciò esposte in queste sale in contrappunto con gli originali rinascimentali, un contrasto veramente interessante. 

Il Correggio protagonista dell'arte dell'800


il problema su come giustificare tale collocazione ibrida, tra rinascimento e '800, esisteva da quasi 200 anni, e finalmente questo allestimento lo risolve: il Correggio di questo poker di capolavori in effetti, non è un Correggio pienamente rinascimentale, ma un Correggio reinventato dal XIX secolo, a uso dei copisti dell’Accademia. Tirato giù dagli altari delle chiese in cui si trovava, viene trasformato in un maestro ormai borghese che il visitatore trova allestito ad altezza d’occhio per un dialogo a tu per tu.

Per spiegare il senso di questo stravolgimento culturale, è stato perciò creato un percorso ricomprensivo, tipico di un museo contemporaneo cui è al contempo richiesta la narrazione della storia dell’arte e di quella delle collezioni. Con “l’Ottocento e il mito di Correggio”, quindi, il visitatore troverà spiegato il senso della rimozione delle opere dagli edifici sacri da cui provengono e – grazie alla esposizione per la prima volta al pubblico della pittura ottocentesca della Pilotta – il contesto artistico di questa reinvenzione.

Cosa aspettarsi dalla Mostra

Assieme ai quattro capolavori del CorreggioLa Madonna con la scodella e la Madonna di San Girolamo più le due tele provenienti dalla Cappella del Bono – che con il Secondo Trattato di Parigi nel 1815 vennero restituiti a Parma dal Louvre dove erano confluiti per effetto delle requisizioni napoleoniche, la mostra presenta anche il meglio della produzione ottocentesca del Ducato, nell’epoca in cui questo Correggio “secolarizzato” diventa l’eroe della pittura nazionale parmigiana.

In mostra potremo ammirare l’opera di Francesco Scaramuzza rappresentata da una monumentale Silvia e Aminta, inviata nel 1862 ad illustrare Parma all’Esposizione Universale di Londra. Poi troveremo due magnifici Rebel acquistati direttamente da Maria Luigia, due tele di Giuseppe Molteni, altro pittore “ufficiale” del ducato luigino ed una piccola opera di Ferdinando Storelli che rappresenta l’estetica di quella che la duchessa volle una longeva e significativa scuola parmense di pittura di paesaggio.

Da non perdere anche il San Giovanni Battista di Francesco Scaramuzza e il David con la testa di Golia di Enrico Barbieri come anche le spettacolari tele di Alberto Pasini che, come i diaporama del tempo, riproducono in chiave immersiva i paesaggi esotici in cui si svolgeva la vita dei popoli più remoti. Infine troveremo opere di Cecrope Barilli ed Amedeo Bocch che già introducono il visitatore alle novità del secolo sucessivo.

Facciamo poi presente che grazie alla lungimiranza del Direttore Simone Verde, questa mostra, dopo il lungo periodo espositivo di un anno, si trasformerà in sezione definitiva della grande pinacoteca della Nuova Pilotta.
Alle pareti resteranno le opere con i relativi pannelli espositivi, mentre l’ampio corredo documentario di approfondimento e confronto proposto dalla mostra temporanea resterà documentato dal catalogo scientifico dell’esposizione.

Informazioni utili, date, orari e prezzo biglietti della mostra


Mostra: L’Ottocento e il mito di Correggio
Dove: Parma, Nuova Pilotta
Quando: 3  ottobre – 3 ottobre 2021
Orari: martedì – sabato dalle ore 8:30 alle 18:30 domenica e festivi dalle 13:00 alle 18:30
Biglietti: intero euro 10,00 + prevendita (da confermare)
Maggiori info: sito ufficiale

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L’Ottocento e il mito di Correggio

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