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Il Carnevale Morto di Montorio al Vomano, in provincia di Teramo

Si concluderanno mercoledì sera (17 febbraio) con il “Carnevale morto” a Montorio al Vomano (Teramo) i festeggiamenti in onore del Carnevale organizzati dall’Associazione Pro Carnevale e dalla Pro Loco di Montorio, in collaborazione con varie associazioni di Montorio. Risale attorno al 1928-29 la tradizione di festeggiare nella cittadina di Montorio un particolare aspetto del Carnevale, […]

Redazione

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2 Febbraio 2010

Si concluderanno mercoledì sera (17 febbraio) con il “Carnevale morto” a Montorio al Vomano (Teramo) i festeggiamenti in onore del Carnevale organizzati dall’Associazione Pro Carnevale e dalla Pro Loco di Montorio, in collaborazione con varie associazioni di Montorio. Risale attorno al 1928-29 la tradizione di festeggiare nella cittadina di Montorio un particolare aspetto del Carnevale, quello detto “Carnevale morto”. L’usanza di festeggiare la morte del Carnevale sembra derivare dall’idea di alcuni giovani insofferenti del regime di quei tempi, perciò malvista dalle autorità, e proibita dopo alcuni anni fino all’immediato dopoguerra. La manifestazione si drammatizza il giorno delle Ceneri, primo della Quaresima, simulando le esequie del Carnevale, appena passato, al quale i montoriesi rendono onore con spirito burlesco e beffardo, inscenando un canovaccio di satira paesana con le maschere vestite a lutto.

Si tratta di una vera e propria parodia del rito funebre decisamente sopra le righe che ha inizio con la veglia alla fonte in via dei Mulini (ore 20.00) con la vedova del Carnevale, le maschere vestite a lutto e gli altri protagonisti che animeranno la serata; seguono il corteo funebre che si snoda per le vie del centro storico dietro la cassa da morto di Carnevale e le esequie solenni in piazza Orsini. I partecipanti mascherati a lutto, sotto la direzione artistica di Vincenzo Macedone, danno libero sfogo a tutta la vena comica popolare facendo della satira piccante, ma mai offensiva, condita da scenette improvvisate sulla base di un canovaccio prestabilito, su fatti e avvenimenti accaduti in paese nel corso dell’anno appena conclusosi. Vengono presi di mira dunque politici, personaggi di spicco, semplici cittadini ma anche manifestazioni svolte nel corso dell’anno: tutti possono diventare inconsapevoli protagonisti delle satire. Il morto viene impersonato da una persona “di spirito” montoriese, che non è attore di mestiere, che senza alcuna preparazione ne dà un’interpretazione umoristica e fuori dagli schemi. Ad accompagnare il feretro pensa la banda cittadina, che alterna, nel suo incedere, marce funebri con brani di irriverente allegria. Il corteo si conclude in via dei Mulini dove il Carnevale (rappresentato da un fantoccio) viene buttato sul fiume Vomano dalla Madonna del Ponte e hanno inizio i festeggiamenti con vin brulè, preparato dal gruppo Alpini di Montorio, e castagnole offerti dall’organizzazione.

Fonte: Turismo Provincia Teramo

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