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Il quartiere di Borgo Dora a Torino

E' uno storico rione del capoluogo del Piemonte: qui si svolgono i mercatini del Gran Balon e del Balon del Sabato che richiamano in Porta Palazzo un gran numero di visitatori.

Ci sono quartieri cittadini che cambiano, altri che resistono al mutare dei tempi, altri ancora che si pongono in zona mediana fra il passato e il futuro perdurando in un presente dinamico. Ecco, a questi ultimi appartiene Borgo Dora, uno degli storici rioni di Torino che si colloca nel cuore del quartiere Aurora e nelle immediate adiacenze della decana Porta Palazzo. Al centro di nuove e necessarie logiche di riqualificazione urbana, tale “cassetto delle antiche tradizioni” sta assumendo delle forme capaci di rilanciarne il fascino sempiterno in un periodo di non trascurabili flussi migratori, così il rione Borgo Dora e il capoluogo piemontese stanno affrontando una trasfigurazione orientata sul principio della multietnica bellezza geometrica generata dall’ordine romano che assoggetta da secoli Augusta Taurinorum. Noterete l’andamento curvilineo degli agglomerati situati nel rione, imposto dallo scomparso Canale dei Molassi che scorreva fino al 1962.

Cosa vedere nel quartiere

Dove non si estende l’ombra della gloriosa Mole Antonelliana pensa il Turin Eye (occhio su Torino), il pallone aerostatico ancorato a terra più grande del globo, la cui capienza registrata è di 30 persone e in grado di raggiungere la considerevole altezza di 150 metri. È indubbiamente la prima cosa che dovete fare quando visitate Borgo Dora, salire su questa meraviglia fagocitante aria calda e godervi il panorama per una ventina di minuti, tanto dura l’incredibile esperienza. Si parte da Piazza Borgo Dora, sulla quale si affaccia la celebre Scuola Holden (accademia gestita da Alessandro Baricco che ha sede dal 2013 nella monumentale ex Caserma Cavalli, edificio medievale porticato contenente tre cortili), il giro costa ca. € 15.00 e ne vale veramente la pena, specialmente se vi trovate in compagnia o in gruppo (ma in tal caso oltre le dieci persone bisogna doverosamente prenotare).

Tornati con i piedi a terra, conviene portarsi dietro la Holden e ammirare il Cortile del Maglio, una sofisticata ma fruibilissima piazza coperta un tempo facente parte delle mitiche fucine dell’Arsenale. Il perché del suo nome si apprende osservando lo strumento collocato al centro dello spazio, appunto il Maglio, che in passato serviva per lavorare il ferro. Il Cortile – collegato a un’appendice ch’è il Cortile dei Ciliegi di nuova realizzazione - riassume una delle anime di Torino, quella cioè votata al commercio e all’intrattenimento a carattere ricettivo: per la notevole grandezza, può ospitare diversi negozi, incantevoli barucci e botteghe artigiane (noto lo Studio Nucleo, l’atelier di Giorgio Robino specializzato in designing), ed è bello entrarvi e uscirvi in estate, quando la ricerca di frescura dal caldo afoso finisce con il condurvi proprio qui, in quest’area sorprendente che a Natale accoglie i consueti e tipicissimi Mercatini, le sue bancarelle e gli oltre 50 chalet in legno con più di 140 espositori provenienti da ogni parte dello Stivale.

Il complesso dell’Arsenale Militare, tanto per narrare un po’ di viatico storico, fu progettato da Giovanni Castellazzi nel 1860 e la sua costruzione durò ben sette anni, a seguito dei quali i magazzini per lo stoccaggio dei materiali vennero massicciamente utilizzati nel corso delle due guerre mondiali. Qui, nel 1964 è stato fondato il Ser.Mi.G. - Servizio Missionario Giovani voluto da Ernesto Oliviero per diventare una reale istituzione capace di dar vita all’asilo nido chiamato Nido del Dialogo, là dove sorgono quasi in simbiosi spaziale il Laboratorio del Suono e la Scuola per Artigiani Restauratori, due istituti estremamente prestigiosi.

Mangiare e shopping a Borgo Dora

Vie, vicoli e stradine intestine trasudano il sapore della vecchia tradizione. Il Piemonte è una delle regioni certamente più misoneiste, cioè conservatrici, d’Italia, Torino è la città che fa da esempio lampante a tale atteggiamento e Borgo Dora ne incarna appieno il probo spirito ma senza risparmiare salaci soluzioni a misura di avventore. Calatevi, se potete e volete, nella parte di un vetusto frequentatore dei salotti en plein air, percorrete ciottoli e sanpietrini alla ricerca di un luogo nel quale trascorrere un’ora di piacere culinario e recatevi al tempio delle papille gustative, Il Cortiletto. Trattasi di un grazioso e discreto ristorante a conduzione famigliare, posto entro il perimetro di un piccolo cortile che fa da cornice a un pranzo all’insegna della genuinità e della qualità. Le proposte del menù sono ricette preparate rigorosamente a mano, l’ambiente è alquanto intimo poiché i tavoli sono pochissimi, tanto da garantire un’assoluta tranquillità da aggiudicarsi prenotando con largo anticipo.

Per un pasto veloce adatto ai turisti in moto perpetuo, lo Spritz è la soluzione migliore: rappresenta l’idea di locanda panineria che di giorno vi delizia con pane e companatico favolosi e di sera muta volto diventando il locale del viveur, pronto ad annaffiare i clienti con ottimi cocktail, birre, vino rosso e tanti spuntini accompagnati da musica rock, techno house, pop e soul. Esistono poi l’Albergo Ristorante San Giors, l’Osteria del Balon, il Sapordivino, il Brocante e l’Ambhara. Altri comparti sono permeati da attività centenarie, ad esempio Quagliotti Biciclette conosciuta come la "ciclofficina dei torinesi", lo Speziale Militare spacializzato nella vendita di articoli militari, la Gelateria Popolare di Maurizio ch’è tra le migliori in assoluto della città per i suoi gelati biologici.

Il Mercato delle pulci e il Gran Balon

A Borgo Dora ogni volta che il sole tramonta e rispunta nel mattino più radioso, le sorprese non si fanno attendere. Il rione si rende scenario trafficato e fascinosamente spurio del Balon del Sabato, il conosciutissimo mercatino delle pulci disponibile nella versione large, ed del Gran Balon che si svolge ogni seconda domenica del mese, con un ottica più da antiquariato ma proponendo alla vendita praticamente di tutto, dall’usato all'oggettistica al vestiario, dai mobili agli accessori da viaggio. Il suo nome, Balon, deriva da pallone, come ricorda lo sferisterio fra via Lanino, via Andreis e via Cagliero, un impianto risalente addirittura al ‘700.

L’avvenirismo del borgo viene ben rappresentato invece dal Ponte Carpanini, un’opera ingegneristica interessante poiché dal 2002 fa da contromisura alle piene della Dora prevedendo la possibilità di alzarsi grazie a una sequela di martinetti idraulici azionabili all’occorrenza. I camminamenti laterali, le panchine e le sedute a gradoni lo rendono un’attrattiva pubblica dove tutti possono condividere la vista del fiume standovi proprio sopra ma senza chiaramente bagnarsi.

Borgo Dora corrisponde a un universo di voci, folle, scorribande inserito nella culla dei colori e delle attività di una città in costante fermento. Il rione è una pletora di arie vintage, gusti classici, brezze moderne ed elementi futuristici. Difficile inserirlo in un contesto preciso, o lo si ama o lo si odia, tutto preso e condizionato dalle sue contraddizioni che mischiano e commissionano semplicità e sofismo, disordine e disciplina, regole architettoniche e sregolatezza urbana.

Come arrivare a Borgo Dora

Per arrivare nel centro del rione bisogna prendere dalla stazione Porta Nuova il bus 52 oppure il bus 57 se si parte da Porta Susa.

 Pubblicato da il 26/11/2018 - 3.280 letture - ® Riproduzione vietata