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Cosa vedere e cosa visitare Tempio Canoviano

Il Tempio Canoviano di Possagno: la visita al capolavoro di Antonio Canova

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L’apparentemente anonimo Possagno, comune di 2.172 abitanti in provincia di Treviso, vede invece il proprio nome salire alle cronache storiche principalmente per un motivo, il più importante: qui nacque il 1° novembre 1797 il grande scultore Antonio Canova, ormai un’istituzione dell’arte riconosciuta in tutto il mondo. L’aver dato i natali a questo immenso personaggio ha giovato nel tempo a questo piccolo paese, divenuto meta turistica e nobilitato da un prezioso lascito dell’artista, un’opera molto visitata e apprezzata, ovvero il Tempio canoviano, una chiesa neoclassica risalente al XIX secolo e frutto del genio progettuale del celebre scultore, estimatore del Pantheon di Roma a tal punto da decidere di ispirarsi ad esso per realizzare la sua opera architettonica. Quella che doveva essere semplicemente la nuova parrocchiale del paese è assurta a vero e proprio monumento principe locale, finanziato interamente dal Canova e la cui prima pietra venne posata l’11 luglio 1818. L’autore non riuscì a veder conclusa questa autentica meraviglia per morte sopraggiunta nel 1822, cioè otto anni prima dell’effettiva conclusione dei lavori.

Il Tempio sorge volutamente emarginato dal centro urbano, ai piedi del Col Draga in posizione sopraelevata (342 metri s.l.m.), collocazione atta a esaltarne l’importanza estetica e la valenza architettonica. Il corpus si tripartisce in eterogenei elementi di diversa ispirazione, vale a dire il colonnato dorico in stile greco che si rifà al Partenone ateniese, la porzione centrale palese imitazione del Pantheon romano e l’abside dotato di altare maggiore quale derivazione di un edificio cristiano.

Questa tripartizione corrisponde in breve a un percorso di evoluzione in cui sono chiamate in causa la civiltà ellenica, la cultura romana e infine l’affermazione cristiana. L’esterno offre un colpo d’occhio incredibile, come incredibili si rivelano le dimensioni della struttura: il diametro esterno di 35,763 m fa sensazione almeno quanto l’interno di 27,816 m, mentre l’altezza delle colonne misura 10,14 m con un diametro alla base di 1,69 m e al culmine di 1,337 m.

La facciata ammalia chi vi si avvicina con il magnifico atrio esterno, il pronao sorretto da una doppia fila di otto colonne (costruite in lumachella, pietra autoctona composta di materiale calcareo ricco di gusci di conchiglia) e l’architrave in ordine attico sostenuto a sua volta, e un frontone che reca le parole latine “DEO OPT MAX UNI AC TRINO” (Tempio dedicato a Dio ottimo e massimo, uno e trino), più un fregio arricchito da sette merope realizzate dagli allievi del maestro. L’accesso all’interno avviene varcando la soglia dell’imponente portone centrale, sostenuto da una coppia di magnifici stipiti monolitici alti ciascuno 7,032 m, la cui alternativa è costituita dalle due porte laterali entro due nicchie.

Entro le mura s’apre un ambiente di per sé molto eloquente, capace di parlare ai visitatori per mezzo di una sovrastante cupola divisa in sette file di 32 cassettoni con un rosone dorato al centro e un occhio del diametro di 5,33 m, nel complesso una composizione che incanala gli sguardi rivolti in alto.

Il tempio custodisce opere di rilievo, a cominciare dalla tela Altare di San Francesco di Paola di Luca Giordano; si fanno certamente ammirare le metope del Canova che, lateralmente, rappresentano la Creazione e la Spirazione dell’anima, le quali preludono alla visione del gruppo scultoreo della Pietà, dapprima modellata in gesso e poi fusa in bronzo; lascia quasi senza parole il dipinto canoviano intitolato Deposizione del Cristo dalla Croce, retrostante l’altare maggiore.

Da non dimenticare la tomba del grandissimo artista, che qui riposa insieme al fratellastro Giovanni Battista Sartori. Pregevoli altri tre dipinti, il Gesù nell’orto di Palma il Giovane, lo Stendardo processionale della Madonna della Misericordia del Moretto e la Madonna tra santi con Bambino in gloria di Andrea Vicentino. Conclude la carrellata di sontuose sorprese un organo a canne posto dietro la pala dell’altare maggiore, strumento a due tastiere e pedaliera unica derivato da un precedente organo risalente al 1930, poi ampliato da Malvestio nel 1900 per poter essere contemplato benché funzionante.

Nelle immediate vicinanze si trovano anche la Gipsoteca canoviana e la casa natale dello scultore, entrambe visitabili.
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Tempio canoviano
Dove: via Stradone del Tempio – Possagno (TV)
Quando: visitabile tutto l’anno
Orari: dal martedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00; il sabato dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 19.00; la domenica dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00. In quanto parrocchiale di Possagno, hanno luogo le celebrazioni della Santa Messa il sabato alle 18.00 (alle 19 in estate) e la domenica alle 9.00 e alle 10.00.
Costi: ingresso gratuito, con accesso alla cupola previo accordo con il custode
Contatti: chiamare il numero 339/6548000

Come arrivare
In auto: da Treviso si raggiunge Possagno imboccando la SS348 in direzione Belluno, con uscita all’altezza di Pederobba e nuovo imbocco della SP26 per Possagno. Da Venezia bisogna prima percorrere la A27 in direzione Treviso, uscire a Treviso Nord e proseguire per via Postumia fino all’immissione in SS348, da cui il percorso è noto, con indicazioni precise per il tempio una volta entrati in paese.
In treno: partenza da Treviso, passaggio da Montebelluna fino alla stazione di Possagno
Bus: disponibile la linea 111
Aereo: l’Aeroporto Internazionale Antonio Canova a Treviso dista ca. 45 km da Possagno ed è collegato al paese tramite linee autobus

 Pubblicato da il 25/08/2016 - 3.097 letture - ® Riproduzione vietata

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