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Cosa vedere e cosa visitare Santa Maria Maggiore

Santa Maria Maggiore, l'antica Basilica della neve miracolosa a Roma

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Tutto ebbe inizio il 5 Agosto del 358 quando una miracolosa nevicata su Roma lasciò di stucco papa Liberio e il patrizio romano di nome Giovanni. La notte precedente infatti avevano sognato la Vergine che chiedeva a entrambi di costruirle una chiesa sul luogo dove l’indomani avessero trovato neve fresca. Teatro del prodigio fu proprio il colle Esquilino e fu così che il papa tracciò immediatamente il perimetro della nuova chiesa e Giovanni provvide al suo finanziamento.

Di questa chiesa oggi resta solo una citazione in un passo nel Liber Pontificalis, anche i recenti scavi effettuati sotto l’attuale basilica, pur portando alla luce importanti testimonianze archeologiche come lo stupendo calendario del II-III secolo d.C. e come i resti di mura romane parzialmente visibili visitando il museo, non ci hanno restituito nulla dell’antica costruzione. Ma il punto è proprio quello in cui, qualche decennio più tardi, sarebbe poi sorta quella che è la più antica basilica della cristianità, Santa Maria Maggiore, le cui fattezze odierne risalgono al tempio voluto da Sisto III nel 431.

La Basilica Patriarcale è infatti un autentico gioiello ricco di bellezze dal valore inestimabile che da circa sedici secoli domina la città di Roma: tempio mariano per eccellenza e culla della civiltà artistica, rappresenta un punto di riferimento per numerosissimi pellegrini che da ogni parte del globo giungono nella Città Eterna per gustare ciò che la Basilica offre attraverso la sua monumentale grandezza. Sola, tra le quattro maggiori basiliche di Roma, a conservare le strutture originali del suo tempo, sia pure arricchite di aggiunte successive, presenta al suo interno alcune particolarità che la rendono unica e per questo così visitata dal momento del suo innalzamento fino ai giorni nostri.

La bellezza della Basilica inizia già dall’esterno grazie allo splendido campanile in sitle romanico rinascimentale che si staglia per 75 metri, il più alto di Roma, e costruito da Gregorio XI al suo ritorno a Roma da Avignone. Una curiosità: il campanile ospita cinque campane e una di esse, detta “la sperduta”, ripete ogni sera alle 21, con suono inconfondibile, un richiamo per tutti i fedeli.

La facciata invece è opera di Ferdinando Fuga: esposta a mezzogiorno, presenta un portico a cinque aperture in basso e tre nella loggia superiore, che parzialmente copre, e in un certo senso purtroppo, i mosaici del XIII secolo appartenenti a quella che doveva essere l’antica facciata realizzati da Filippo Rusuti, gemme preziose che narrano la nascita della Basilica. La prima pietra di questa facciata così composita e articolata, decorata anche da alcune statue opere realizzate a più mani, fu posta da papa Benedetto XIV il 4 Marzo del 1741 e i lavori durarono quasi dieci anni; si racconta che alla fine, il papa lasciò perfino cadere una bella battuta sarcastica: “Si credette fossimo impresari di teatro perché sembra una sala da ballo”.

Entrando nel portico, è situata la statua di Filippo IV di Spagna, benefattore della Basilica e la sacra Porta Santa, portata a compimento dallo scultore Luigi Mattei e offerta alla basilica dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Varcando finalmente l’ingresso della Basilica si prova una viva impressione nel vedere la sua vastità, lo splendore dei suoi marmi e la ricchezza della decorazione.

Tra i colonnati ed il soffitto, le pareti erano in origine traforate da ampie finestre, alcune delle quali, in seguito, furono soppresse per lasciare il posto alla straordinaria serie di affreschi che rappresentano le Storie della vita di Maria. Immediatamente al di sopra, un fregio ligneo decorato da squisiti intagli rappresentanti una serie di tori cavalcati da amorini si unisce alla cornice del soffitto: i tori sono il simbolo dei Borgia e gli stemmi di Callisto III e Alessandro VI, i due papi Borgia, spiccano infatti proprio al centro del soffitto. Tradizione vuole che la sua doratura, sia stata realizzata con il primo oro proveniente delle Americhe che Isabella e Ferdinando di Spagna offrirono proprio a papa Alessandro VI. Come uno splendido tappeto, si stende ai nostri piedi il pavimento del XII secolo, realizzato con finissime lastre di pregiati marmi sapientemente disposti ed allogiati dai maestri Cosma.

L'unicità di Santa Maria Maggiore è però dovuta agli splendidi mosaici del V secolo, voluti da papa Sisto III che si snodano lungo la navata centrale e sull’arco trionfale. I primi riassumono quattro cicli di Storia Sacra i cui protagonisti sono Abramo, Giacobbe, Mosè e Giosuè e nel loro insieme, vogliono testimoniare la promessa di Dio al popolo ebraico di una terra e il suo aiuto per raggiungerla; i secondi invece, divisi in quattro registri, sono interamente dedicati a Maria. Protagonisti assoluti sono l’episodio dell’Incoronazione della Vergine con Cristo e Maria seduti su un grande trono raffigurato come un divano alla moda orientale e quello della Dormitio che descrive la morte della Vergine, alla moda tipica dell’iconografia bizantina.

... Pagina 2/2 ... Tra le importanti Cappelle che si affacciano sulle navate, imperdili sono certamente la cinquecentesca Cappella Sistina di papa Sisto V, che commissionò a Domenico Fontana la realizzazione di una cappella dedicata al Santissimo Sacramento degna però di custodire anche quella del sacro Presepe; e la seicentesca Cappalla Borghese voluta da papa Paolo V per custodire l’icona della Salus Populi Romani, che la pia tradizione vuole essere stata dipinta dall’evangelista Luca.

Se si amano le sorprese poi, non dimenticate di ammirare la tomba di Gian Lorenzo Bernini posta a lato dell’altare e costituita da una lastra tombale semplicissima, contrariamente a quanto invece si potrebbe immaginare paragonandola all’estreso e alla somma fantasia che il grande maestro, in vita, donò alle sue opere!

Informazioni utili
Basilca Santa Marai Maggiore
Piazza di S. Maria Maggiore, 42, 00100 Roma RM
sito web con visita virtuale: www.vatican.va
Orari: 7-19
L'Associazione Culturale L'Asino d'Oro organizza  tour guidati a Roma, passeggiate e attività per bambini per scoprire la Città Eterna.

Per prenotazioni e-mail:  info@lasinodoro.it
Cellulare: 346 5920077 - Skype: L'Asino d'Oro

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 Pubblicato da il 27/08/2015 - 4.280 letture - ® Riproduzione vietata

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