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La Porta dell'Aurora e la Cappella di Nostra Signora a Vilnius

Nel XVI secolo Vilnius aveva conosciuto un periodo di grande sviluppo, divenendo una delle città più importanti dell'Europa nord-orientale; da qui transitavano molti dei commerci tra la Russia e la Polonia ed era ovviamente il centro nevralgico della Lituania.
Nel Cinquecento, e durante i secoli successivi, la città di Vilnius, come molte altre nell'Europa dell'epoca, era dotata di fortificazioni difensive per prevenire gli attacchi provenienti dall'esterno. In questo sistema difensivo erano ovviamente previste anche diverse porte d'accesso alla città – nove nel caso specifico di Vilnius – che regolavano gli ingressi delle persone e delle merci.

Oggi non rimane quasi più traccia di quelle strutture, eccezion fatta per una porta, la Aušros Vartai (o Porta dell'Aurora, in italiano), che è anche uno dei simboli e dei punti di interesse della capitale lituana. La sua costruzione avvenne all'inizio del XVI secolo, anche se non si sa con esattezza l'anno: è tuttavia certo che nel 1514 era già citata in un documento ufficiale come Porta di Medininkai, ma è stata storicamente conosciuta anche con altre denominazioni dagli abitanti locali. Il nome attuale – Porta dell'Aurora – ha origini ignote, anche se una delle spiegazioni più plausibili è quella che fa riferimento all'immagine della Vergine Maria situata al suo interno, ma c'è chi sostiene che derivi dalla sua posizione al di sopra della porta orientale del muro di cinta.

Vilnius è, oggi come allora, una città fortemente religiosa, come dimostrano le 65 chiese (cattoliche e ortodosse) sparse per le sua strade, nonché le numerose sinagoghe frequentate dalla grande comunità ebraica cittadina. Del suo immenso patrimonio religioso ed artistico fa parte anche il dipinto della Vergine Maria Madre della Misericordia, realizzato con ogni probabilità nella prima metà del XVII secolo per volere del governatore, anche se altre versioni indicano la sua origine come un dono del Granduca Algirdas, che l'avrebbe portata a Vilnius dalla Crimea. In ogni caso, l'immagine ricavata su una tavola di legno di quercia divenne ben presto un importante oggetto di riferimento per i fedeli.
Mentre il dipinto della Vergine venne appeso all'interno della Porta dell'Aurora (era piuttosto comune, all'epoca, custodire immagini sacre nelle porte, come richiesta di protezione per l'intera città e di benedizione per i viaggiatori), un altro dipinto, raffigurante il Cristo Salvatore del Mondo (oggi situato nel museo d'arte lituano), venne appeso in una nicchia esterna.

Nel 1655 Vilnius fu oggetto di un attacco durante la guerra Russo-Polacca e l'immagine della Vergine fu affidata all'ordine dei Carmelitani Scalzi, che poco tempo prima avevano costruito una chiesa in prossimità della porta. Furono proprio i frati ad accrescere l'importanza spirituale dell'effigie organizzando preghiere a lei rivolte e costruendo una cappella in legno dove conservarla. Iniziarono così, secondo la tradizione, a susseguirsi i casi di guarigioni miracolose e di interventi “diretti” della Madonna sulle sorti della città: nel 1702, durante l'occupazione dell'esercito svedese, un suo miracolo permise di sconfiggere gli invasori, i quali avevano vietato il culto in strada verso l'immagine. Diversamente, durante il periodo sovietico, a differenza di molti altri santuari cattolici, quello della Porta dell'Aurora non fu apertamente osteggiato e il culto si mantenne vivo senza particolari problemi.
La fama miracolosa del dipinto ha continuato a crescere fino a varcare i confini nazionali, tanto che oggi son migliaia i pellegrini provenienti da tutta Europa (in particolare dalla vicina Polonia) che si recano a Vilnius come atto di fede.

L'immagine della Vergine Maria Madre della Misericordia si trova all'interno della cappella posta sopra l'arco di passaggio pedonale ed è visibile anche attraverso la grande finestra che si affaccia sulla strada.
Le dimensioni della cappella sono piuttosto ridotte e il flusso di fedeli è costante tutto l'anno, anche se si registra una maggiore affluenza soprattutto in prossimità del 16 novembre; in questo periodo particolare, per otto giorni i pellegrini affollano la Porta dell'Aurora per pregare la Madonna.
Anche papa Giovanni Paolo II, nel settembre del 1993, pregò davanti all'immagine, contribuendo ad alimentare la devozione dei fedeli verso l'immagine sacra.

L'ingresso alla cappella è libero. Sia la cappella che la porta sono state restaurate nel 2002.

 Pubblicato da il 25/10/2015 - 2.041 letture - ® Riproduzione vietata

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