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Cosa vedere e cosa visitare Sacro Monte

Sacro Monte di Varese: il Santuario, le Cappelle, il Monastero e i Musei

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Santa Maria del Monte (o Sacro Monte - 883 mt.) è una delle alture delle prealpi varesine, immediatamente a nord di Varese. Comune sino al 1927, assorbito poi da Varese, fa parte del Parco Regionale Campo dei Fiori.

Domina l’ingresso di diverse valli verso nord e la Svizzera. Offre un panorama suggestivo con la vista in lontanaza della catena montuosa delle Alpi Marittime, e poi quelle Cozie, Graie, Pennine, Lepontine e Retiche e delle Prealpi (massicci: Argentera, Monviso, Rocciamelone, Levanne, Gran Paradiso, catena del Monte Rosa, Rheinquellhorn, Monte Disgrazia). Verso meridione si scorgono la pianura padana sovrastata dall’Appennino settentrionale e poi i diversi laghi di: Varese, Comabbio, Monate, Maggiore.

Fra le principali città industriali che si dominano da quassù notiamo: Varese, Tradate, Cassano Magnago, Gallarate, Busto Arsizio, Legnano, Saronno, Milano, Novara, Vercelli e la parte più alta di Torino.

Fra i principali monumenti storicoartistico-religiosi od edifici imponenti che da questo luogo si possono scorgere con un binocolo si annoverano: il Duomo di Milano con la Torre Velasca ed il Grattacielo Pirelli, la Cattedrale di S. Gaudenzio in Novara, la Basilica di Superga sopra Torino, il Santuario di Crea nel Monferrato, la Certosa di Pavia.

Santa Maria del Monte, patrimonio dell’UNESCO, è luogo di fede e di culto mariano. Le sue origini sono testimoniate dalla cripta romanica conservata sotto l’altare maggiore del Santuario e da una pergamena dell’anno 922. In un documento del sec. XVII si narra che S. Ambrogio (vissuto nel sec. IV), vinti gli Ariani per intercessione della Madonna, edificò sul monte una cappella in proprio onore ed in essa collocò un’effige della Vergine Maria, ancora oggi visibile. Sia i Visconti che gli Sforza, duchi di Milano, qui si recavano per devozione ed anche per la caccia. Nel XV sec. sulla montagna si insedia un monastero fondato dalle beate Caterina da Pallanza e Giuliana da Verghera ed ancor oggi abitato dalle Suore Romite Ambrosiane.

Il Santuario, di fine sec. XV e che rappresenta il Mistero Glorioso della Incoronazione di Maria, fu edificato contro le eresie che provenenivano dal nord delle Alpi. L’esterno del Santuario è rinascimentale, mentre l’interno è barocco. Si venera un’antica statua lignea della Vergine. Le pitture delle navate sono opera di artisti quali: il Fiammenghino, il Ghianda, i fratelli Lampugnani. Nel 1900 lo scultore L. Pogliaghi intervenne sul fonte battesimale e sul paliotto dell’altare maggiore. Degni di nota sono anche il Coro e l’organo.

A lato del Santuario è ubicata la Chiesa dell’Annunciata, ristrutturata nel 1990, a volta e con pannelli della vetrata realizzati dal pittore Longaretti. Fra le opere del sec. XX ricordiamo: la “Fuga in Egitto” di Renato Guttuso all’esterno della Terza Cappella (1983); la statua di Paolo VI dello scultore Floriano Bodini (1986) sul piazzale del Santuario; la statua in terracotta dell’artista Angelo Maineri (1997) ubicata nei pressi dell’Albergo Sacro Monte. Nel 1984 Papa Giovanni Paolo II venne in visita al Sacro Monte. Nella parte più elevata della montagna sorge il Monastero, luogo di preghiera, che sovrasta il Santuario e dove vivono le Suore Romite Ambrosiane, suore di clausura che hanno votato la propria vita a lodare Dio ed all’esercizio di differenti lavori manuali.
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Nel 1604 nasce la “Via Sacra delle Cappelle del Rosario”, quando G. Battista Aguggiari (frate cappuccino) convince la madre badessa suor Tecla Maria Cid a costruire un acciottolato che segua l’andamento ripido del monte disseminando lungo la via quattordici Cappelle raffiguranti i Misteri del Rosario.

Impresa condotta per tutto il sec. XVII col concorso del popolo che alla costruzione della strada e delle Cappelle, realizzate utilizzando modelli e soluzioni architettoniche differenti, sacrificò tempo e denaro. Collaborarono valenti architetti e scultori quali Bussola, Prestinari, Silva e pittori tra i quali Nuvolone, i fratelli Recchi e P. F. Mazzucchelli (il Morazzone). Il progetto è dell’architetto Giuseppe Bernascone.

Poco prima dell’inizio della Via Sacra si trovano la Chiesa dell’Immacolata Concezione ed il Conventino oggi adibito ad abitazione privata. Lungo il vialone sono inseriti tre archi: dei Misteri Gaudiosi o del Rosario, dei Misteri Dolorosi o di San Carlo, dei Misteri Gloriosi o di S. Ambrogio e tre fontane e poco prima del Santuario la statua del Mosè (primi del 1800 - scultore F. M. Argenti di Viggiù). Gli anni ’80 e ’90 hanno visto completarsi i lavori di restauro delle Cappelle voluti dal vescovo Pasquale Macchi, già Arciprete del Santuario e Segretario del Papa.

Il Sacro Monte annovera tra le proprie preziosità artistiche anche due musei: il Museo Baroffio e del Santuario (www.museobaroffio.it), restaurato recentemente che, con le antiche collezioni del Santuario, conserva anche quelle cedute nel 1929 dal Barone Baroffio Dall'Aglio. Il Museo offre: dipinti, sculture, codici miniati, monete, medaglie, ceramiche, paliotti e paramenti donati nel corso dei secoli, fino alla sezione d'arte sacra contemporanea. La Casa Museo Pogliaghi, appena rinnovata, e che corrisponde alla Villa dove lo scultore milanese L. Pogliaghi visse sino al 1950, anno della morte. Contiene la testimonianza della vita eclettica dell’artista, dipinti del XVI e XVII secolo, testimonianze archeologiche, opere di età rinascimentale e barocca e sarcofaghi egiziani, la stanza dello Scià di Persia, il calco della Porta del Duomo di Milano.

Come arrivare? L’accesso al Sacro Monte è garantito attraverso: la strada comunale che in 9 km sale da Varese, con autobus e funicolare, a piedi utilizzando il Viale delle Cappelle.

 Pubblicato da il 04/08/2015 - 1.779 letture - ® Riproduzione vietata

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