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Cosa vedere e cosa visitare

Varsavia, consigli utili su cosa visitare

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Ogni volta che mostro a qualcuno la foto del centro di Varsavia di notte, mi sento sempre chiedere: ”Questa è New York?”. No, ragazzi, questa è Varsavia, la capitale della Polonia. Di solito quando mostro questa scintillante skyline, è sempre perché avverto molti pregiudizi riguardo questa città e la Polonia in generale, che invece conosco molto bene.

Avendo fatto l’Erasmus a Varsavia e avendo deciso di non frequentare i locali per gli studenti, ho avuto modo di conoscerla a fondo, in modo più vero. La decisione di andare in Polonia per l’Erasmus è stata dettata dal fatto che volevo un posto in cui la gente parlasse bene l’inglese e che non fosse gettonata come la Gran Bretagna. Col senno di poi è stata una scelta molto azzeccata.

Varsavia ha poco più di un milione di abitanti ma la sua estensione è enorme perché ad ogni numero civico corrisponde un isolato: quindi se vi trovate al n°2 di una strada e dovete raggiungere il n°60, aspettatevi anche di poter camminare per mezz’ora. Quindi è sempre meglio organizzarvi con i mezzi pubblici, che funzionano molto bene fra autobus, tram e metro. La città di per sé non è bella come Cracovia, ma i posti da visitare sono moltissimi, come ad esempio Parco Lazienski che si trova nella parte sud della città. Lì potrete vedere il famoso monumento a Chopin, dove d’estate si organizzano concerti di musica classica, e potrete visitare il Palazzo sull'acqua (foto).

Questo palazzo era una delle residenze di re Stanislao Potianowski. Come tutti i palazzi storici di Varsavia, è stato completamente ricostruito dai russi dopo la seconda guerra mondiale. Il 1° agosto del 1944, infatti, i nazisti distrussero il 90% della città in seguito ad una rivolta della popolazione. Dopo la fine della guerra, i russi ricostruirono tutti i palazzi storici e la città vecchia basandosi sui quadri e sulle fotografie di cui disponevano. Il risultato è che il centro storico e i palazzi reali sono affiancati dai palazzoni di architettura comunista e la differenza è stridente. La guerra ha lasciato delle ferite che molto probabilmente non si rimargineranno mai. Ogni polacco ha avuto almeno un parente nei lager tedeschi e anche nei gulag staliniani. Molti polacchi non hanno mai visitato Auschwitz e le persone più anziane guardano gli stranieri con una certa diffidenza e molti quando sentono parlare il tedesco o il russo tremano. Ci sono tantissimi monumenti alla memoria degli eroi del ghetto e ogni anno, il 1° agosto, a mezzogiorno, risuonano gli allarmi e tutta la città si ferma per un minuto. Ancora oggi ricordo quando dissi ad un’amica polacca che era davvero ammirevole per come erano riusciti a ricostruire tutto, lei mi aveva risposto:”Si, ma è tutto finto. Prova ad immaginare Roma completamente distrutta e il Colosseo che ammirate non fosse altro che una copia ricostruita da pochi decenni”. Non risposi, e credo che anche oggi non avrei una risposta adatta. Farlo, comunque, sarebbe un male immenso...

Il monumento più famoso della città, e che è visibile in ogni punto di Varsavia, è il Palazzo della cultura. Questo palazzo è molto simile al Palazzo dei Soviet di Mosca. Oggi è sede di molte mostre e di congressi. Si può salire fino all'ultimo piano e da lì potrete godere di una vista eccezionale. Il simbolo di Varsavia è la sirena che troverete nella città vecchia (foto). Le leggende che circolano sulla sirenetta sono numerosissime, ma quasi tutte dicono che la sirenetta sia risalita dal mare attraverso il fiume Vistola (il fiume di Varsavia) e abbia deciso di restare lì.

I polacchi sono completamente differenti da quello che potremmo pensare: amano viaggiare, sono dei gran lavoratori e molto educati. La città è pulitissima e molto efficiente. Ad esempio quando le temperature scendono molto al di sotto dello 0 (io personalmente ho avuto il piacere di “assaporare” i -27 gradi), di notte gli operai lavorano incessantemente per spargere il sale sulle strade e per sghiacciare i binari dei tram affinchè il giorno le strade siano percorribili.

Varsavia è pattugliata a qualsiasi ora del giorno e della notte ed è molto sicura, nonostante sia una grande città. I residenti sono molto amichevoli e cordiali: più di una volta, quando i primi tempi avevo la cartina in mano e cercavo una strada, la gente si fermava a chiedermi se avessi bisogno di aiuto! Inoltre nei locali i ragazzi cominciavano a parlare con noi per il semplice piacere di parlare con dei ragazzi stranieri.
Le famiglie ricche mandano i figli a lavorare come camerieri o baristi per fare in modo che imparino a fare sacrifici e ad amministrare i propri soldi. Tutti parlano in media tre lingue a testa e l’università funziona a meraviglia: ogni corso è frequentato da massimo 15 persone, per fare in modo che ci sia partecipazione continua in classe, danno i compiti a casa e contano le presenze. Così facendo l’esame finale è una passeggiata.

... Pagina 2/2 ... Per quanto riguarda il tempo libero, Varsavia offre una gran quantità di negozi, centri commerciali, parchi da visitare e musei. Ce ne sono così tanti che per descriverli ci sarebbe bisogno di un libro intero. Aggiungo solo una curiosità: esiste una catena di negozi di scarpe chiamata “Gino Rossi”. Mi hanno spiegato che Gino Rossi non è altro che un signore polacco che, volendo far fortuna con le scarpe, ha adottato questo nome italiano e, dato che i polacchi amano gli italiani, è diventato miliardario e ha negozi “Gino Rossi” ovunque. E siccome la Polonia è molto economica (1 euro corrisponde a poco più di  4 zloty), vi consiglio di approfittarne e godervi la movida polacca, che è molto varia ed interessante. Potete cenare in una Pierogeria, dove potete gustare i pierogi, che sono un tipo di ravioli grandissimi dai vari ripieni, i pancakes salati e dolci buonissimi.

Per quanto riguarda la "night life", Varsavia offre moltissimo per una spumeggiante vita notturna. Una grandissima quantità di locali notturni e pub, dai più classici ai più alternativi. Nel centro potete trovare i locali con selezione all'ingresso, ma io vi consiglio di andare nel quartiere Praga: lì si trovano i locali più caratteristici e particolari, come ad esempio il Saturator, in cui tutti, dal barista al cliente, devono essere rigorosamente mascherati. Oppure se vi piace scatenarvi con la musica elettronica, potete andare all’ M25, dove si può ballare fino all’alba.

Il mio locale preferito resterà sempre il Klubokawiarnia, un locale nella zona universitaria con una fortissima luce rossa e composto da tre sale, una pop, una rock e una dance, la gente è varia e ci si diverte. A Varsavia ci sono molti concerti interessanti e a buon mercato: non potrò mai dimenticare i Placebo a 25 euro. E ancora, ci sono tantissimi pub in cui potete assaggiare dell’ottima birra artigianale.

Un periodo molto suggestivo in cui potete visitare la città è sicuramente Natale. Tutte le fontane e le statue del centro vengono ricoperte con luci di vario colore e la fontana della piazza della città vecchia viene rivestita da luci blu che le danno un tocco magico (vedi foto sotto). In questo periodo, nella città vecchia si organizza un mercatino di artigiani baltici, dove potrete trovare dei prodotti tipici della Lituania, Estonia e Lettonia, potrete riscaldarvi bevendo un buonissimo vino caldo e assaporando l’atmosfera natalizia.

Dopo l’Erasmus sono tornata a Varsavia altre due volte per lavoro, e l’ultima ero da sola: ne ho approfittato per salutare qualche vecchio amico, per conoscere gente nuova proveniente da tutto il mondo, e per godermi la città così come la conosco io, con gli artisti da strada e i giocolieri che maneggiano il fuoco. Non mi stancherò mai, né di Varsavia nè tanto meno dell'intera Polonia, e credo di aver fatto la scelta migliore visitandole non da semplice studentessa di Erasmus, ma come una straniera realmente interessata a conoscere questa particolarissima nazione. Credo anche che sia un posto in cui potrei tranquillamente viverci, e consiglio a tutti di visitarla.

Mi ci vorrebbero ore per poter descrivere tutto ciò che ho visto e vissuto, ed è stato anche abbastanza difficile scegliere fra più di 2000 foto che ho scattato in Polonia, ma spero vivamentedi essere riuscita a trasmettervi un po’ di curiosità, e soprattutto l’amore che ho per questa città. L’esperienza in Polonia mi ha insegnato moltissimo e, nonostante abbia vissuto anche in altre città europee, mi ritrovo sempre a fare un confronto... Eh si anche paragonandola alle altre capitali europee, direi proprio che qui, ci vivrei tranquillamente!

Autore dell'articolo: Emanuela Pia Ciavarella

 Pubblicato da il 04/09/2013 - 11.188 letture - ® Riproduzione vietata

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