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Giro del Gusto in Svizzera, tra tradizioni ed eccellenze enogastronomiche (5 pagine)

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Tour tra le specialità della Val d’Hérens

Non fosse stata sufficiente la scorpacciata di numerose Raclette provenienti dai diversi alpeggi vallesani, la mattina successiva ci attende una degustazione di formaggi affiancati al caratteristico pane di segale ed alla carne secca di manzo presso la fattoria pedagogica di Hérémence, in Val d’Hérens, in compagnia dei proprietari Mèlanie Viret, Daniel Pammer e Charly Dayer.
Nevica. La Svizzera oltre a offrire l’opportunità di cambiare completamente il quadro della situazione nel raggio di pochi chilometri, ci stupisce anche incorniciandolo sempre in una stagione diversa.

Le montagne attorno a noi spuntano orgogliose tra soffici nuvole osservate timidamente attraverso gli steccati dalle immancabili pecore dal naso nero. Nella stalla i dolci muggiti di giovani vitellini tradiscono la presenza delle celebri Vache d’Hérens. Si tratta di una razza antichissima e autoctona di mucche, dal manto scuro e dalle grandi corna ricurve, con l’attitudine spontanea nelle femmine a combattere per stabilire fra loro chi sia la “regina” della malga. Una tendenza celata dalla docilissima indole domestica che queste maestose bestie rivelano accucciate nelle loro postazioni mentre gongolano tra le nostre apprezzatissime carezze.
A mezzogiorno facciamo sosta a Mase, per pranzare in compagnia di un altro allevatore della Val d’Hèrens, il simpaticissimo Henri Mottiez e di Alain Alter, presidente del comitato “Fleur d’Hèrens du Valais”.
Il pranzo ha luogo in un posto del tutto inedito e inaspettato: il ristorante Le Trappeur di Isabelle e Jean-François Luy, un locale che propone la più incredibile scelta di carni che abbia mai avuto modo di sperimentare…dal bisonte, all’antilope fino addirittura alla zebra. Non so se la commozione derivi dalla qualità eccelsa delle carni della Vache d’Hèrens cotte sulla pietra ollare, dal ricordo dei dolcissimi occhi di questi bovini prima della loro macellazione, dal panorama delle incredibili piramidi di terra di Euseigne alle nostre spalle o piuttosto dal poco tempo che ci rimane a disposizione per godere delle sensazioni che questo incredibile paese ci sta offrendo, ma solo un bicchiere di Genepì, prima di lasciare la Svizzera, è in grado di sciogliere quel groppo che ci sta salendo in gola.

 Pubblicato da il 07/01/2014 - 14.034 letture - ® Riproduzione vietata