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Alta Val Pusteria: vacanze tra sci di fondo, benessere ed enogastronomia (3 pagine)

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Corso di sci di fondo nella Nord Arena di Dobbiaco e visita a Mondolatte Tre Cime

Il mattino successivo ci attendeva un’esperienza inedita che ci incuriosiva per la sua singolarità quanto preoccupava per la difficoltà intrinseca e la fatica che notoriamente comporta: un corso di sci di fondo assieme alla disponibilissima maestra Iris Lanz presso la Nordic Arena di Dobbiaco . Uno sport che solitamente incuriosisce non tanto per la spettacolarità dei gesti degli atleti, quanto per la motivazione che può aver spinto qualcuno ad interessarsi ad un’attività che può apparire vuota di emozioni: una disciplina di basso profilo, per ex campioni infortunati, pensionati nostalgici o amanti della neve che temono le altezze. Si tratta invece di un’impressione completamente distorta che viene immediatamente disattesa superando anche le aspettative dei più scettici ed esperti sciatori da discesa. Lo sci di fondo si pratica con due differenti tecniche: quella classica, dall’approccio più immediato e fruibile dai principianti in quanto consiste nel seguire due binari battuti, e quella pattinata, praticata su pista libera, che necessita di maggiore esperienza, coordinamento ed equilibrio.

Oltre a scolpire fisici asciutti e muscolosi, lo sci di fondo consente di godere del contatto con l’ambiente circostante con un’intimità estremamente superiore rispetto alle veloci discese alpine: sciare ad un ritmo più umano trasmette emozioni diverse ma non meno coinvolgenti. Mentre si scivola sulla neve tra i boschi si può infatti ascoltare il canto degli uccelli, lo scrosciare dei torrenti, le voci dei vari animali che popolano queste altezze, ed avere il tempo necessario per soffermarsi ad osservarli.

Il pranzo era previsto presso il ristorante Tilia di Dobbiaco, maison del celebre cuoco stellato Chris Oberhammer. La sua cucina si fonda su un forte legame con il territorio locale testimoniato dalla maniacale scelta delle materie prime, da una passione per la cucina francese riscontrabile nella preparazione e nella scenografica presentazione dei suoi piatti. L’obiettivo principale che Chris si è posto ed ha raggiunto con successo, è stato dare alle sue creazioni una connotazione, da un punto di vista estetico e organolettico, che riesca a offrire una visione d’assieme completa ed armoniosa in cui però possano rimanere riconoscibili e godibili anche i pochi singoli ingredienti che la compongono.
La scelta del luogo, raccolto e ricercato, è volta anch’essa ad un legame intimo e profondo tra la cucina ed il ridottissimo numero di avventori che il Tilia può ospitare ai propri tavoli. Qui trovate tutte le informazioni: www.tilia.bz

Al termine del pranzo abbiamo effettuato un’interessante visita presso Mondolatte Tre Cime (sito web), un’importantissima realtà locale che opera nel settore lattiero e caseario, lavorando oltre 35.000 litri di latte al giorno rigorosamente prodotti in Alta Val Pusteria. L’azienda offre la possibilità di visite guidate alla scoperta della lavorazione di uno dei principali alimenti altoatesini, oltre all’acquisto dei deliziosi derivati presso il punto vendita, dopo un goloso assaggio degli stessi nell’area ristoro.

Al ritorno da Mondolatte, presso il Bad Moos ci attendeva una rilassante e rigenerante sosta nell’incantevole e attrezzatissimo centro benessere interno alla struttura. Dotato di un’ampia varietà di saune, bagni turchi, docce e piscine, dispone inoltre di una grande e suggestiva grotta dove è anche possibile lasciarsi cullare da enormi materassi ad acqua e di una vasca idromassaggio esterna dove incantarsi ad osservare i cristalli di neve che, cadendo, si dissolvono tra i vapori dell’acqua.

La cena, dopo un fantastico Hugo, l’aperitivo altoatesino a base di succo di sambuco, spumante e menta che sta conquistando mezza Europa, ci è stata servita al Ristorante Picnic di San Candido (qui la pagina Facebook), in compagnia di Dieter Wurmböck, membro del Consiglio Amministrativo del Consorzio Turistico Alta Pusteria.
Un ambiente caldo e familiare, in cui assaporare una cucina creativa e piatti tradizionali al riparo da una copiosa nevicata come quella che ci aspettava all’uscita dal ristorante terminata la cena.
Nel frattempo, all’ingresso del nostro albergo, due grandi bracieri ardenti davano un caldo benvenuto agli avventori di una festa privata che avrebbe avuto luogo nelle sale da ballo sotterranee, mentre i più coraggiosi brindavano in attesa degli amici, avvolti in pelli di montone sui divani esterni alla hall.

 Pubblicato da il 06/01/2014 - 11.319 letture - ® Riproduzione vietata