Cerca Hotel al miglior prezzo

Capodanno a Vienna, quattro giorni nella Capitale Austriaca (4 pagine)

capodanno a vienna, tour di vienna da stephansdome a Schloss Schonbrunn, dal Belvedere alla Secessione. Musei di Vienna, shopping vienna al graben e Karntner. Locali e ristoranti vienna, torta sacher, pasticceria aida vienna.

31 Dicembre: I capolavori del Kunsthistorisches Museum e la magia del Prater… ed è già Capodanno!

La sveglia suona alle 9.00 in punto (siamo pur sempre in vacanza!), ed alle 10.00 siamo in metropolitana diretti ad uno dei più prestigiosi musei di storia dell’arte d’Europa: il Kunsthistorisches Museum, all’interno del quale sono esposte molte delle opere messe insieme dagli Asburgo negli anni dell’Impero. La fermata è Museumsquartier (U2), dal cui nome già si capisce come questa sia la zona nella quale si concentrano la maggior parte dei Musei di Vienna. L’edificio del Kunsthistorisches ci si para davanti non appena terminate le scale del sottopassaggio; le sue enormi proporzioni ed il suo stile tipicamente barocco si adattano perfettamente alla città. All’ingresso non c’è fila e con 7,50 euro siamo dentro. Depositiamo giacche e zaini nel guardaroba situato appena a sinistra dell’entrata e partiamo con la visita. Al primo piano si rincorrono saloni dedicati agli antichi egizi, con mummie e spettacolari sarcofagi a farla da padroni, ai greci, ai romani ed al Medioevo, anche se per visitare più attentamente il secondo piano, quello dedicato alla pittura dal XVI al XVII secolo, siamo costretti a procedere piuttosto velocemente in questa prima parte. Salendo lo scalone verso la Gemaldegalerie (galleria di pittura) non si può fare a meno di notare la celebre scultura di Canova “Teseo e il Minotauro”, un manifesto dello stile di uno dei maestri della scultura. Il secondo piano è suddiviso in due sezioni: l’ala est e l’ala ovest, dedicate rispettivamente alla pittura tedesca, olandese e fiamminga, ed a quella italiana. Della prima sezione mi colpiscono soprattutto le tante opere di Rubens, tra le quali “Trittico di Sant’Idefonso” e “I miracoli di Sant’Ignazio di Loyola”, di Albrecht Durer, con “Il martirio dei diecimila” e “L’Adorazione della Santissima Trinità”, di Rembrandt, del quale sono esposti diversi autoritratti, e di Vermeer, con il suo celebre “L’allegoria della pittura”. Usciti dall’ala est ci dirigiamo immediatamente verso quella ovest, riflettendo sul paradosso per il quale se si vogliano ammirare capolavori di pittori italiani sia spesso necessario recarsi all’estero. Spalancando le porte della sezione “italiana” ci si parano dinanzi alcuni splendidi quadri di Tiziano, artista di scuola veneziana, e subito dopo di Raffaello, con la “Madonna del prato”, e Caravaggio, con la “Madonna del Rosario” e “Davide e Golia”. Nelle sale successive troneggiano opere di Tintoretto e Bernardo Bellotto, solo per citare i più conosciuti. Dopo quasi 3 ore di contemplazione usciamo dal museo. L’aria è frizzante, ma non fa eccessivamente freddo, ragion per cui decidiamo di confermare quanto pensato la sera prima e di recarci al Prater, il parco più amato dagli abitanti di Vienna dominato dalla storica ruota. Situato a sud-est del centro, nei pressi del Danubio e sulla linea metropolitana U1 alla fermata Praterstern, questa immensa area verde ci colpisce subito per il suo variopinto luna park, aperto per tutti i 12 mesi dell’anno. I tanti Wurstelstand nei pressi dell’ingresso ci lasciano solo l’imbarazzo della scelta su dove pranzare, facendoci gustare l’hot dog più grande della nostra vita accompagnato da una deliziosa Zwettler, una delle birre che vanno per la maggiore in Austria. Dopo pranzo decidiamo di passeggiare per il luna park. Alcune giostre sono chiuse, ma ciò nonostante riusciamo ad essere abbindolati da un giostraio che ci propone di vincere un favoloso premio abbattendo una piramide di recipienti di una qualche pesantissima lega metallica con una pallina di stracci che sarebbe stata fin troppo leggera anche per tirare giù un castello di carte. Il flop è ampiamente preventivato, ma ciò nonostante debbo trattenere Sofia dallo spendere altri soldi per riprovarci. Vista l’ora decidiamo di tornare in centro e di gustarci una fetta di torta Sacher prima di tornare in appartamento per cambiarci. La scelta ricade su Demel, insieme al Caffè Sacher la più rinomata pasticceria della città, situata lungo Kohlmarkt nei pressi di Michaelerplatz.

Dalla fila fin fuori dalla porta sembra di essere ad un concerto, ma il gusto della torta e l’ambiente ricercato ripagano ampiamente dell’attesa. Rientrando in appartamento verso le 19.00 abbiamo giusto il tempo di farci una doccia e cambiarci prima di riuscire per cenare e celebrare degnamente il capodanno. Non avendo prenotato la ricerca di posti al ristorante è ardua. Dopo aver percorso in lungo e il largo tutto il quartiere ad est di Stephansplatz, una zona particolarmente ricca di ristoranti e trattorie, proprio nel momento in cui la fame sta per farci entrare a chiedere in uno dei tanti locali italiani o finti tali, la fortuna ci fa imbattere nel Gulaschmuseum, un locale dalle porzioni generose dove gustare oltre 20 tipi di gulasch che non prende prenotazioni. La cena è succulenta ed economica, visto e considerato che antipasto, gulasch, dolce e vino locale ci vengono a costare una ventina di euro a testa. La mezzanotte incombe perciò all’uscita prendiamo subito la direzione della piazza principale, dove già risuona forte il suono dei petardi. Nostro malgrado non viene fatto il classico countdown e ci rendiamo conto di essere entrati nel nuovo decennio dalla lancetta dei secondi dei nostri orologi. Il clima si surriscalda, l’alcool e i botti animano la vita della piazza, nel quale nel frattempo è diventato difficile muoversi. Di conseguenza decidiamo di spostarci e di recarci a Burggasse, una zona nella quale sappiamo esservi un locale adatto a brindare al nuovo anno. Il luogo in questione è il Wirr, un disco-pub su due piani, di cui uno interrato, dove musica e gente non mancano. Qui trascorriamo allegramente un paio d’ore prima che verso le 3.30, con la metropolitana straordinariamente aperta fino alle 5.00 del mattino, si decida di rientrare.

 Pubblicato da il 03/05/2010 - 18.204 letture - ® Riproduzione vietata

Da vedere ...