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Capodanno a Vienna, quattro giorni nella Capitale Austriaca (4 pagine)

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30 Dicembre: Willkommen in Wien, alla scoperta del centro e dei suoi monumenti

La bahnhof (stazione) di arrivo è quella di Wien Meidling, uno scalo situato nella parte sud-occidentale della città. Per raggiungere il nostro appartamentino, prenotato in anticipo nei pressi di Keplerplatz, a sud del centro, prendiamo la Schnellbahn, la metropolitana di superficie, il cui simbolo è una sorta di S stilizzata azzurra. Giunti a Sudtiroler Platz cambiamo e prendiamo la U1, la linea rossa della U-Bahn, la metropolitana sotterranea, fino a destinazione. Messo piede nell’appartamento, sobrio ma accogliente, non posso esimermi da una prima considerazione: perché in Italia i trasporti pubblici non possono funzionare così bene? Treni, metropolitane, tram e bus sono puliti e puntuali, e possono essere presi indifferentemente acquistando dalle macchinette presenti nelle stazioni un singolo biglietto, al costo di 1,80 euro, o ancora meglio comperando un abbonamento orario di 24, 48 o 72 ore. Nel caso specifico, avendo intenzione di restare 3 giorni, abbiamo optiamo per il terzo, il cui prezzo è 13,60 euro, tenendo però presente che un’alternativa valida è la Vienna Card, una carta che al costo di 16,90 euro consente di muoversi coi mezzi per 72 ore e il biglietto ridotto in alcuni musei, prerogativa a noi già garantita dal nostro status di studenti.

Dopo aver sistemato i bagagli, ci catapultiamo immediatamente in strada diretti al cuore di Vienna, a Stephansplatz. La Piazza è dominata dalle guglie della bellissima Stephansdom, la cattedrale gotica del XIV secolo, dedicata a Santo Stefano e purtroppo parzialmente ricoperta dalle impalcature dei restauratori. Ciò nonostante l’esterno è tremendamente affascinante, con la caratteristica Sudturm (Torre Sud) che svetta dai suoi 136 metri sui tetti ricoperti da tegole colorate disposte a comporre simboli e immagini. L’interno, visitabile gratuitamente, è tipicamente gotico, con volte a crociera, pilastri polistili e archi ogivali che conferiscono slancio alla struttura. Non avendo ancora fatto colazione, e trovandoci nella capitale europea delle torte, ci dirigiamo alla prima pasticceria che si incontra uscendo dal duomo: Aida. Questo pittoresco locale a forti tinte rosa offre un vasto assortimento di bevande calde e dolci, tra i quali non possiamo che optare per una fetta di deliziosa Sachertorte. Uscendo dal bar, all’interno del quale è possibile fumare in apposite aree così come in quasi tutti i locali pubblici austriaci, ci mettiamo a passeggiare nella zona circostante alla piazza, agghindata a festa da luminarie colorate, maxischermi e chioschi di brulé, i più vistosi preparativi all’imminente capodanno. L’atmosfera è piacevole, tutto è molto curato e schiere di turisti riempiono sia i marciapiedi che le strade. Con l’avvicinarsi dell’ora di pranzo decidiamo di cercare un ristorante sulla guida e di fermarci. La scelta ricade su Beim Czaak, una tipica Beisl (birreria) viennese che propone piatti tipici in un’atmosfera accogliente ed a prezzi contenuti. Birra e Wiener Schnitzel (cotoletta alla viennese), accompagnata da patate e verdure, sono nostri per poco più di 10 euro, ai quali bisognerà però aggiungere una piccola mancia per il cameriere, il cui sguardo tende a evidenziare che il coperto in Austria non è compreso nel conto. Nel pomeriggio, visto anche il clima rigido ma asciutto, decidiamo di recarci allo Schloss Schonbrunn, un grandioso palazzo barocco di quasi 2.000 stanze circondato da un immenso giardino. Il piazzale antistante all’ingresso è un’apoteosi di odori e sapori, con i piccoli chioschi in legno che propongono punch, brulé, tè caldo, cioccolata in tazza, ma anche diversi prelibati assaggi culinari. Avendo pranzato da poco, non senza difficoltà, superiamo la tentazione e ci dirigiamo in biglietteria. Qui, mostrando la tessera universitaria, con 8,50 euro acquistiamo un biglietto per l’Imperial Tour, ovvero l’itinerario che consente di visitare una ventina di sale regali della reggia. I soffitti affrescati, gli stucchi alle pareti, i candelabri di cristallo e le dorature a profusione riassumono a meraviglia il messaggio lanciato dal barocco, per il quale l’importante era sbalordire, stupire con il lusso e con l’ostentazione, caratteristiche tipiche di molte architetture asburgiche. All’uscita ci accorgiamo con stupore che il sole è quasi tramontato e che l’aria è notevolmente più fredda rispetto a prima, così che decidiamo di rinunciare al giro dei giardini e di correre alla vicina fermata della metro (Schonbrunn U4) con destinazione appartamento. Vista la stanchezza dovuta al viaggio della notte precedente, optiamo per sfruttare il cucinotto messoci a disposizione e ceniamo in casa.

 Pubblicato da il 03/05/2010 - 18.218 letture - ® Riproduzione vietata

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