Fotografia: Vigneti (Sarah Schmid Stuttgart-Marketing GmbH)

Capitale del Baden-Württemberg, città dal volto industriale, preciso e operoso, Stoccarda è conosciuta come la regina dei motori grazie a ben due spettacolari musei dell’auto, Mercedes Benz e Porsche. Ma se ti concedi anche solo il tempo di un weekend, meglio lungo, così da abbinare alla visita della città un giro nei dintorni, scopri una realtà molto più sfaccettata. Alle porte della Foresta Nera, lambita dal Neckar, principale affluente del Reno, questa città è stata quasi interamente ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale, come testimonia la trasformazione di Marktplatz, ancora oggi nei sotterranei si cela un rifugio antiaereo, trasformato in albergo in uso fino agli ‘80, visitabile una volta all’anno in occasione della notte dei musei (marzo).

Il miglio culturale, un concentrato di prestigiose istituzioni artistiche e storiche attorno alla zona della Konrad-Adenauer-Strasse, assicura una delle più alte densità museali in Germania, mentre il Schweinemuseum, ospitato negli edifici storici dell’ex mattatoio cittadino, mostra un lato decisamente più eccentrico di Stoccarda con una collezione di 50.000 maialini di ogni foggia e dimensione.
E poi c’è il verde, dei parchi e dei vigneti, ben 730 ettari solo in città e quei 400 gradini (stäffele) che collegano il cuore cittadino a Killesberg, la zona residenziale.

Una città operosa certo, ma anche estremamente viva; per capirlo è sufficiente capitare in uno dei tanti mercati cittadini: piccoli riti urbani, con banchi ordinati, gesti rapidi e prodotti locali.
La presenza di un sistema di trasporti integrato tra bus, tram e treni, la rende perfetta per muoversi senz’auto, esplorandola anche a piedi, laddove i dislivelli diventano parte del divertimento.

Il centro storico: da Marktplatz a Schlossplatz

Nel quartiere di Stadtmitte, Marktplatz, la piazza del mercato, nel Medioevo centro di scambi economici e culturali, è il luogo dove la città si mostra senza filtri: gente che passeggia e tavolini all’aperto all’ombra della torre del Rathaus, alta e squadrata, in gradi di riassumere bene il senso della ricostruzione post-bellica. Di fianco al Municipio, aperto 24 ore su 24, rifugio notturno per i senza tetto, si trova la nuova sede dell’Ufficio del Turismo di Stoccarda, con una terrazza panoramica dove sostare per un piacevole caffè.

                                                                                                                Fotografia: Marktplatz (Sarah Schmid, Stuttgart-Marketing GmbH)

A pochi minuti a piedi dalla piazza, che d’inverno ospita i mercatini natalizi, si raggiunge Markthalle, il celebre mercato coperto. Inaugurato nel 1914 e progettato in stile Art Nouveau, presenta una copertura vetrata che illumina l’interno: un tripudio di spezie, frutta, verdura, pesce, carne, salumi e fiori.
Il bello è muoversi a raggiera, tra le stradine del centro storico fino a Schlossplatz; circondata da edifici maestosi, la piazza è un salotto a cielo aperto dove i cittadini amano stendersi sul prato non appena spunta un raggio di sole. Da un lato domina il Neues Schloss, il Castello Nuovo, una grandiosa residenza barocca che con la sua facciata monumentale ricorda Versailles; dall’altro, il Castello Vecchio, che insieme alla Collegiata, è l’edificio più antico della capitale. Dal cortile rinascimentale si accede al Museo di Stato del Württemberg. Siamo a pochi passi dalla vicina Königstrasse, prima strada pedonale (1975) – la più lunga per lo shopping della Germania – che culmina nella Schlossplatz, proprio davanti all’enorme centro commerciale Königsbau Passagen.

                                                                                     Fotografia: Koenigstrasse (Sarah Schmid, Stuttgart-Marketing GmbH)

I poli museali e la Stadtbibliothek

Alle spalle di Schlossplatz si allunga Konrad-Adenauer-Strasse, un asse urbano che concentra istituzioni culturali e teatrali notevoli. La Staatsgalerie Stuttgart è uno dei musei più importanti della Germania; aperto nel 1843, ricostruito nel 1958 è stato oggetto di un’estensione firmata dall’architetto James Stirling (1984) che ne ha reso il profilo inconfondibile: l’Alte Staatsgalerie con le sue linee rette e la sua geometria rigorosa e la Neue Staatsgalerie con una facciata curva in acciaio e vetro, dai colori vivaci. Ospita un percorso cronologico dal XIV secolo fino ai nostri giorni su12.000 metri quadrati.

                                                                                                              Fotografia: Staatsgalerie (Sarah Schmid, Stuttgart-Marketing GmbH)

Il Kunstmuseum Stuttgart non è da meno: un cubo di vetro che di giorno sembra leggero e trasparente, mentre di sera assomiglia a una gigantesca lanterna urbana. Oltre a due o tre grandi mostre temporanee all’anno, il museo ospita circa 15 mila opere dalla fine del XVIII secolo ai giorni nostri, oltre alla più importante collezione di Otto Dix. Dalla terrazza si gode un bellissimo panorama sulla città. (Il Kunstmuseum Stuttgart rimane chiuso dal 13 aprile 2026 fino a circa l’inizio del 2027, ristorante e libreria restano aperti).

                                                                                                            Fotografia: Kunstmuseum (Sarah Schmid, Stuttgart-Marketing GmbH)

Defilata dal centro, ma facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, la Stadtbibliothek, affacciata su Mailänder Platz, è un simbolo della città contemporanea; creato da Eun Young Yi, questo cubo compatto e minimale, al suo interno prevede un grande vuoto con i livelli che si affacciano uno sull’altro. Oltre ad ospitare 60 mila volumi, ha aree dedicate ai bambini e ai ragazzi, sezioni musicali, spazi per la consultazione e per il lavoro. La sera la facciata si illumina di blu, regalando un effetto sorprendente.

                                                                                                                                Fotografia: Stadtbibliothek (Deborah Terrin)

Green U: il polmone verde

Stoccarda ha anche un’anima verde che trova la sua massima espressione nella Green U, un anello ininterrotto di parchi, giardini e boschi che si snoda per otto chilometri, permettendo di attraversare quasi tutta la città senza mai calpestare l’asfalto, passeggiando tra i roseti del Killesbergpark o lungo i viali alberati dello Schlossgarten. In questo contesto si inseriscono i vigneti urbani: Stoccarda è una delle poche città al mondo dove le vigne crescono a ridosso delle stazioni ferroviarie e dei quartieri residenziali. Un tempo, per poter coltivare i pendii, venivano costruite delle ripide scalinate “stäffele” e quando i vigneti lasciarono lasciare il posto alle abitazioni, rimasero oltre 400 scale, usate ancora oggi per abbreviare gli spostamenti in città dagli abitanti del luogo. Una delle scale più belle di Stoccarda è la Eugenstaffel con la cascata d’acqua della Fontana di Galatea.

                                                                                                     Fotografia: Blaustruempflerwe (Sarah Schmid, Stuttgart-Marketing GmbH)

Proprio alle spalle Killesbergpark, per gli amanti della storia e del design, una tappa imprescindibile è il Quartiere Weissenhof (Weissenhofsiedlung). Costruito nel 1927, fu progettato dai più grandi nomi dell’architettura del Novecento, tra cui Mies van der Rohe e Walter Gropius. Oggi, passeggiare tra queste case dalle linee pulite e dai tetti piani sembra quasi normale, ma all’epoca rappresentò una rivoluzione senza precedenti che sconvolse i canoni estetici tradizionali. Il fiore all’occhiello è la casa bifamiliare progettata da Le Corbusier, oggi parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO e sede di un museo che permette di esplorare gli interni originali, dove ogni spazio è studiato per essere funzionale, luminoso e incredibilmente attuale.

Stoccarda vista dall’alto: i punti panoramici

Per chi vuole abbracciare con lo sguardo l’intera conca di Stoccarda, la tappa obbligatoria è la Fernsehturm, la Torre della Televisione. Inaugurata nel 1956, realizzata in cemento armato, è stata la prima torre televisiva al mondo. Sorge su una collina boscosa e, dai suoi 217 metri di altezza, offre uno spettacolo mozzafiato. Nelle giornate più limpide, l’occhio può spaziare oltre i confini cittadini, raggiungendo i profili scuri della Foresta Nera e le vette innevate delle Alpi Sveve. Altra torre panoramica, la Killsberg Stuutgart (42 metri di altezza) è un vero capolavoro di arte ingegneristica.

                                                                                                               Fotografia: Fernsehturm (Sarah Schmid, Stuttgart-Marketing GmbH)

Da Santiago-de-Chile-Platz, la città appare come un fitto mosaico di tetti interrotto dai campanili, con lo sguardo che spazia fino ai vigneti della valle del Neckar. È il luogo perfetto per godersi un tramonto, magari seduti accanto alla statua di Moai proveniente dall’Isola di Pasqua. Per arrivarci, il consiglio è di prendere lo Zacke, la storica ferrovia a cremagliera che dal 1884 si arrampica lungo i fianchi della collina. Partendo da Marienplatz, questo trenino colorato – l’unico del suo genere in Germania a servire il normale trasporto urbano – offre un tragitto lento e panoramico. Altri punti panoramici sono il Birkenkopf, il punto più alto nell’area urbana (511 metri) e la Grabkapelle auf dem Württemberg.

                                                                    Fotografia: Zacke (Sarah Schmid-Bearbeitet, Stuttgart-Marketing GmbH)

Il ruggito dei motori: Mercedes-Benz Museum e Porsche

Il celebre Mercedes-Benz Museum, dalla suggestiva forma che ricorda una doppia elica, si sviluppa su nove livelli e due percorsi che si intrecciano. Quello cronologico è organizzato in sette sale e spiega le origini dell’automobile e l’evoluzione del marchio, inserendo la narrazione in un contesto più ampio che illustra la storia e i cambiamenti della società dal 1886 fino ai giorni nostri. In parallelo, il percorso “Collection” è più trasversale: cinque sale tematiche dove la collezione si apre su mondi diversi, non soltanto auto iconiche, ma anche veicoli legati al lavoro, ai viaggi, alla mobilità collettiva.

                                                                                                                  Foto: Mercedesbenzmuseum. Deborah Terrin 

Come un enorme  monolite bianco che sembra sfidare la gravità, poggiando su soli tre sottili pilastri, il Museo Porsche a Zuffenhausen è un’ode pura alla velocità, al design essenziale e alla perfezione tecnica. Una volta all’interno, ci si ritrova immersi in un ambiente dal minimalismo assoluto, dove il bianco ottico delle pareti e dei pavimenti è studiato per far risaltare ogni curva e ogni riflesso delle leggendarie vetture esposte. Più di 80 auto da corsa, come il 356 e il 911, e un pannello interattivo che permette di tuffarsi nella storia della Porsche, rendono la visita ancora più interessante.

Esplorare i dintorni: Esslingen am Neckar

Raggiungibile da Stoccarda in circa 15 minuti (S-Bahn linea S1), questa cittadina, miracolosamente scampata ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, è la custode di uno dei centri storici più autentici e spettacolari della Germania. Appena si attraversa il ponte sul fiume Neckar, ci si ritrova immersi in un labirinto di oltre 200 case a graticcio (Fachwerkhäuser), le cui travi in legno scuro disegnano geometrie complesse su facciate color pastello che risalgono, in alcuni casi, al XIII secolo.

                                                                                                                       Foto: Esslingen am Neckar, Deborah Terrin

Il cuore pulsante della città è la Piazza del Mercato (Marktplatz), dominata dall’Altes Rathaus, il Vecchio Municipio, capolavoro di architettura rinascimentale, con la sua facciata rosso fuoco e un orologio astronomico del 1592, che ancora oggi scandisce il tempo dei cittadini con le sue figure meccaniche.
Attraversata dai canali del Neckar, la cittadina è caratterizzata da un’atmosfera romantica, con antichi mulini a ruota (uno ancora in funzione). Qui ha sede la cantina Kessler, la più antica produttrice di spumante (Sekt) della Germania. Fondata nel 1826 da un ex direttore della celebre maison Veuve Clicquot, offre la possibilità di degustare bollicine raffinate nelle antiche cantine medievali scavate sotto la città.
Per una vista mozzafiato sulla città e i vigneti tutt’intorno, il consiglio è quello di salire i 314 scalini che portano alla Dicker Turm, la “Torre Grossa” dell’Esslinger Burg.

                                                                                Fotografia: Esslingen am Neckar, salita alla torre grossa (Deborah Terrin).

Nel piatto e nel bicchiere

Il piatto simbolo, che troverete tanto nelle osterie eleganti di Stoccarda quanto nelle taverne medievali di Esslingen, sono i maultaschen, grandi ravioli rettangolari di pasta all’uovo, tradizionalmente farciti con un mix di carne tritata, spinaci e pane. La leggenda narra che siano stati inventati dai monaci del monastero di Maulbronn per nascondere la carne agli occhi di Dio durante la Quaresima: non a caso, il loro soprannome popolare è Herrgottsbescheißerle, ovvero "piccoli imbroglioni del Signore". Buonissimi quelli di Mattis a Esslingen am Neckar.

                                                                                                                                     Fotografia: maultaschen (Deborah Terrin)

Un altro pilastro fondamentale della gastronomia locale sono gli spätzle, piccoli gnocchetti di farina e uova dalla forma irregolare e lo zwiebelrostbraten, un succulento arrosto di manzo ricoperto da una cascata di cipolle arrostite, solitamente accompagnato da un bicchiere di rosso locale, oltre all’immancabile schnitzel, da gustare con l’insalata di patate.
Quel senso di accoglienza che i locali chiamano Gemütlichkeit lo si trova un po’ ovunque, ma per respirare un’esperienza conviviale, in un’osteria d’altri tempi, non perderti Das Lehen a Stoccarda.
In tutta la regione, la cultura del vino è quasi una religione. Durante l’anno, le colline si animano con le Besenwirtschaften, segnalate da una scopa appesa fuori dalla porta, a indicare che il viticoltore ha aperto la propria cantina per servire il vino nuovo e piatti casalinghi. È un’esperienza autentica, fatta di tavoli condivisi e brindisi con il Trollinger, il vino rosso leggero tipico della zona.

Come organizzare il tuo viaggio

Eventi. A fine agosto il Stuttgarter Weindorf trasforma il centro in un enorme villaggio del vino, con oltre 120 stand; tra fine settembre e ottobre si svolge la Cannstatter Volksfest, una festa della birra e del folklore. A dicembre, il mercatino di Natale di Stoccarda è uno dei più grandi della Germania, mentre quello di Esslingen è caratterizzato da un allestimento medievale unico dove artigiani in costume e mangiafuoco riportano la città indietro di secoli.

Accessibilità e collegamenti. L’aeroporto di Stoccarda (STR) è ottimamente collegato con le principali città europee e italiane, e una volta atterrati si raggiunge il centro in soli 25 minuti (linee S-Bahn S2 e S3 e anche la U6). La stazione centrale (Hauptbahnhof) è uno dei nodi principali della Germania meridionale, rendendo Stoccarda una base perfetta per esplorare anche la vicina Foresta Nera.
StuttCard. Da 24, 48 o 72 ore (soluzione integrata con i mezzi pubblici 35, 45 e 55 euro) include ingresso gratuito a musei e strutture ricreative a Stoccarda e nella regione con sconto sul Citytour di Stoccarda.

                                                                                                                 Fotografia: Königsbau (Sarah Schmid, Stuttgart-Marketing GmbH).

Stuttgart Citytour: 3 itinerari (blu, verde e arancio) il biglietto è valido 24 ore, tra una meta e l’altra puoi ascoltare la spiegazione da un’audioguida (anche in italiano) e puoi scendere e salire a piacimento.
Uffici del turismo:
www.stuttgart-tourist.de
www.esslingen-info.com