Il basso Cilento, dove la provincia di Salerno si immerge nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano (Patrimonio Unesco), non ha certo bisogno di presentazioni. Ma forse di maggiore conoscenza sì. Sebbene sia una meta turistica rinomata per il suo mare cristallino, premiato con le Bandiere Blu, è un angolo di Campania che racchiude un ricco patrimonio storico e paesaggistico dove storia, miti e cultura millenarie risuonano ancora oggi tra mare e entroterra, tra borghi, antiche fortezze costiere e sapori della tradizione – il Cilento è anche la culla della Dieta Mediterranea – immersi in una natura selvatica e preziosa.

Un’occasione per scoprire le sue ricchezze e peculiarità è il festival Dialoghi mediterranei, che si tiene ogni anno a Palinuro, tra agosto e dicembre: il tema dell’edizione 2025 è I luoghi del gusto, il tempo del racconto (con la direzione artistica di Silvano Cerulli), pensato per promuove la valorizzazione di percorsi turistici culturali, naturalistici ed enogastronomici, trasformando Palinuro in un palcoscenico di eventi artistici e itinerari esperienziali dedicati al territorio e ai suoi sapori sani e autentici.

Alla scoperta dei borghi del basso Cilento

I borghi del basso Cilento sono testimoni millenari di storia e tradizioni che vivono nel presente senza tradire le proprie origini. Centola, un piccolo paese situato sulle alture dell’entroterra in posizione prospiciente la costa, conserva un bel centro storico dove passeggiare tra le case, molte in pietra, che corrono lungo vie strette e piccole piazzette.

Dominato dal campanile medievale, alto 28 metri, uno dei simboli della città, si visitano anche la Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria della Visitazione, del XVIII secolo, la Chiesetta della Serra e il Convento dei Cappuccini. Più recenti, invece, sono due grandi opere in ceramica a ricordo del giovane santo Carlo Acutis, la cui madre era originaria di Centola, che ha anche promosso una mostra permanente dedicata al figlio all’interno del Convento dei Cappuccini.

A pochi chilometri da Centola, merita una visita il Castello di San Sergio: la sua costruzione risale al X secolo ma è stato ampliato e modificato nel corso dei secoli. Oggi accoglie un elegante bed&breakfast, con arredi originali e una terrazza naturale che regala una vista spettacolare sulle colline circostanti e il mare.

Spostandosi nell’entroterra, si visita il borgo medievale di San Severino, oggi disabitato ma di grande fascino, un luogo sospeso nel tempo che riprende vita ogni 28 dicembre quando si anima con un presepe vivente davvero suggestivo. Salendo per un sentiero, si raggiunge l’antico abitato fondato nel 1200, arroccato su un dirupo della Gola del Diavolo scavata dal fiume Mingardo, in posizione difensiva dagli attacchi nemici. Tra i ruderi delle case e dell’antico castello, grazie all’impegno della popolazione a conservarne le sue tracce storiche, si possono visitare la chiesa dedicata al patrono di San Severino, e una casa in cui è stato ricreato l’ambiente con arredi originari e oggetti di vita quotidiana.

Tornando verso la costa, si raggiunge Palinuro, la più nota e mondana località di questo territorio. Qui, le bellezze naturalistiche incontrano il mito: deve infatti il suo nome al nocchiero di Enea, Palinuro, che durante un viaggio verso il Lazio, cadde in mare e, dopo tre giorni in balia delle onde, fu ucciso dagli abitanti ma gli dei vollero onorarlo dando il suo nome alla località.

Oltre al mito, Palinuro è il punto di partenza ideale per scoprire il territorio. Dal relax in spiaggia alle nuotate in acque cristalline, dalle escursioni in barca attorno al Capo con le sue meraviglie naturalistiche alle passeggiate lungo la costa, fino ai sapori tipici della tradizione, offre tante occasioni di scoperta, soprattutto fuori stagione quando, senza folla, si apprezzano colori e sapori con la tipica calma cilentana.

Verso nord, a 10 km da Palinuro, si raggiunge Pisciotta e la sua Marina. Il borgo è di origini medievali situato, per motivi difensivi, su una collina ricoperta di ulivi centenari della tipica specie pisciottana, da cui deriva il nome, e, per raggiungere la costa, gli abitanti usavano una scalinata utilizzata ancora oggi. Nel centro storico di Pisciotta, ben conservato, si passeggia tra vie molto strette che passano tra antichi palazzi nobiliari, case popolari, la chiesa dedicata ai santi Pietro e Paolo e pittoresche piazzette, come la Piazzetta del Cannone, dove si apre un belvedere che regala una vista spettacolare sui tetti delle case, gli ulivi e il mare.

Da qui si scende a Marina di Pisciotta con il piccolo porto turistico: un tempo abitato principalmente da pescatori, oggi attrae turisti alla ricerca di un’esperienza autentica, dove gustare prodotti locali di qualità, come le famose alici di menaica, rilassarsi al mare e fare passeggiate nella natura, lungo il Sentiero di Castelluccio, attraverso vigneti, uliveti e orti.

Esperienze lungo la costa cilentana

Dai borghi al mare il passo è breve. La costa è uno spettacolo tutto da ammirare, tra grotte e falesie a picco sull’acqua, archi naturali scolpiti dal vento, piccole calette e lunghe spiagge di sabbia o scogli. Ovunque il mare è limpido e cristallino, e quasi tutte le spiagge del territorio sono state premiate con la Bandiera Blu.

Tra i lidi, da Marina di Pisciotta verso sud, si susseguono la spiaggia delle Saline, che deve il suo nome alla lavorazione del sale praticata qui anticamente e che oggi attira i visitatori anche per una parte, all’altezza della torre di Caprioli, disegnata da grandi dune di sabbia bianca dando origine alla cosiddetta spiaggia delle Dune. Ai piedi di Palinuro si estende la spiaggia di Ficocelle, dove la lingua di sabbia è interrotta da tratti di scogliera che creano piscine naturali con acqua cristallina. Dopo una breve interruzione della costa, ecco la spiaggia del porto dove anche qui l’acqua è cristallina e la sabbia fine.

Oltre Capo Palinuro si raggiunge, infine, spiaggia della Marinella, una lingua di sabbia fine e dorata, situata tra l’Arco Naturale e la Baia del Buon Dormire e raggiungibile attraverso una strada sterrata.

Sopra e sotto il mare, tra grotte e calette

Per esplorare le meraviglie della costa, merita un’escursione in barca attorno a Capo Palinuro, un promontorio “con cinque dita” come amano dire gli abitanti, dove si aprono calette, spiaggette e archi naturali modellati dal vento. Dal porto, si procede lentamente costeggiando pareti rocciose e falesie alte fino a 50 metri a strapiombo sull’acqua su cui spiccano il faro di Capo Palinuro e antiche torri d’avvistamento. Abbassando lo sguardo, ecco piccole calette con brevi tratti sabbiosi, come Cala Fetente, o il Coniglio, un grande scoglio che emerge dall’acqua blu di fronte al Capo e così chiamato per la sua forma, o, ancora, l’Arco naturale scolpito dal vento, da sempre il simbolo di Palinuro.

Ma la vera icona tra questi luoghi è la Grotta Azzurra (da non confondere con quella di Capri): un grande antro all’interno della scogliera dove l’acqua, improvvisamente, da blu intenso diventa di un turchese brillante. È un effetto suggestivo frutto dei raggi del sole che illuminano rocce sottomarine forate che si sono formate migliaia di anni fa quando il mare era più basso. Questa grotta è considerata un laboratorio e un acquario unico nel suo genere dove si trovano stalattiti, stalagmiti e astroidi, madrepore arancioni di origini tropicali che ricoprono le rocce sommerse.

La spettacolare natura di Capo Palinuro può essere ammirato ancor meglio facendo snorkeling o immersioni, che rivela tutta la ricchezza di questo luogo: la grande varietà di pesci, praterie di poseidonia, fondali sabbiosi, rocce ricoperte di corallo rosso. Gli appassionati possono rivolgersi al centro diving del porto per richiedere info e attrezzatura.

Trekking e pedalate vista mare

Una bella passeggiata è quella che, dal porto, si snoda sulla sommità di Capo Palinuro. Un sentiero piuttosto facile che corre alto sulle falesie da cui si gode di una splendida vista sul mare. Lungo il percorso, immerso nella vegetazione tipica della macchia mediterranea costiera, si incontrano il faro, la stazione meteorologica e le torri difensive di epoca aragonese (XVI secolo circa) per proteggere il territorio dagli attacchi dei pirati saraceni. Più recenti, invece, le fortificazioni di Punta del Fortino e di Monte d’Oro (epoca napoleonica) o la Torre della Quaglia, proprio sopra la famosa Grotta Azzurra .

Per saperne di più della storia millenaria di questi luoghi, merita una visita all’Antiquarium, il piccolo ma prezioso museo in località Ficocella che conserva alcuni dei reperti come ceramiche e suppellettili rinvenute in antichi insediamenti e necropoli locali.

Molto suggestivo è il Cammino di San Nilo, sulle orme del monaco bizantino vissuto nel X secolo. L’itinerario di oltre 100 km, va da Sapri a Palinuro e attraversa, sospeso tra mare e montagna, tredici borghi autentici, eremi millenari e antiche mulattiere immersi nella natura selvaggia. I

Gli appassionati delle dueruote, invece, possono contare sulla Via Silente, un percorso circolare di circa 600 km è suddiviso in 15 tappe che si snodano tra la costa e il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, immerso nel silenzio della natura. Una delle tappe del percorso va da Palinuro a Ceraso, passando prima lungo il mare per poi addentrarsi nell’entroterra: si passa da Pisciotta, con le sue belle piazzette e antichi edifici in pietra, Rodio, posto sulla sommità di una collina, Catona, il paesino di Santa Barbara, sorto attorno ad una chiesa del 977, e infine Ceraso, dove si trova la Chiesa di San Nicola di Bari.

Sapori di mare del Basso Cilento

Forse non tutti sanno che il Cilento è la patria della Dieta mediterranea, riconosciuta Patrimonio immateriale dall’Unesco dal 2010. Il nome lo si deve al biologo americano Ancel Keys che, dopo essersi trasferito a Pioppi (una frazione di Pollica, in provincia di Salerno) studiò e individuò nell’alimentazione locale (così come nei Paesi del bacino mediterraneo) un modello in grado di apportare benefici per la salute grazie all’equilibrio tra carboidrati, grassi e proteine.

Ne sono un esempio le specialità del territorio, varie e decisamente gustose. A partire dalle alici, servite in versione ‘mbuttunate, fritte e ripiene di formaggio, uova e prezzemolo, o di menaica, pescate con un metodo tradizionale, consumate crude, sotto sale o in sughi semplici. Poi, le verdure, come le melanzane imbottite con uova e cacioricotta, o la ciambotta, uno stufato di verdure miste come melanzane, patate e peperoni. Tra i primi piatti tipici, le lagane e ceci, gli spaghetti alla palinurese, con alici di menaica, pomodorini, aglio, peperoncino, i cavatelli al ragù cilentano e i cicci ammaretati, una zuppa di diverse varietà di legumi.

E i dolci’ Da non perdere i cannoli cilentani, una croccante sfoglia fritta ripieni di crema pasticceria e crema al cioccolato. A Natale, ma non solo, si preparano gli scaurielli, un impasto di farina e acqua aromatizzata con bucce di arancia, mandarino e rosmarino a cui viene data la forma di un fiocco, simbolo dell’alfa e l’omega, a evocare l’inizio e la fine, condito poi con il miele di castagno.
Tra le specialità locali, anche il fico bianco del Cilento, da gustare oltre che fresco anche farcito con frutta secca, ricoperto di cioccolato o immerso nel rum.

Per gustare queste specialità non c’è che l’imbarazzo della scelta tra i tanti ristoranti delle cittadine, con vita mare o nell’entroterra. Qualche suggerimento’ A Palinuro, ad esempio, al ristorante da Isidoro c’è un’ampia offerta di piatti (compresa la pizza in forno a legna), dagli antipasti a tagliere ai secondi di carne e di pesce, in porzioni decisamente generose. Oppure la Ristopescheria La Pergola, perfetto per gustare pesce freschissimo e secondo la tradizione locale. E poi, da non perdere, il ristorante Da Gerardina a Pisciotta, a due passi dalla spiaggia, dove il profumo di mare avvolge i piatti a base di pesce, dalle alici al baccalà alle fritture miste, nel nome della tradizione.

Non mancano, infine, i vini locali, rossi e bianchi, perfetti per accompagnare i i piatti tipici, come l’Aglianico e il Fiano, prodotti da vitigni autoctoni, ma anche Primitivo, Greco e Piedirosso. Per degustazioni a fine serata o acquisti, segnaliamo a Palinuro Vino…Lento, un’enoteca appena aperta da due giovani appassionati che, oltre ai vini, propongono un’ottima selezione di alcolici e specialità locali.

Come arrivare: Palinuro dista da Salerno circa 100 km e può essere raggiunta in auto lungo l’autostrada A2 del Mediterraneo, uscita Battipaglia da nord o Buonabitacolo da sud, e proseguire sulla SS18 e la SS562; oppure in treno, con le fermate Pisciotta-Palinuro oppure alla stazione di Centola – Palinuro Marina di Camerota

Testo e foto di Francesca Pace