Comune sparso di ca. 7.773 abitanti – chiamati Renonesi – facente parte della provincia di Bolzano, la bella Renon – il cui nome deriva dal toponimo Ritano, poi divenuto Ritena e Rithen fino al nome attuale – sorge sull'omonimo altopiano e per tale ubicazione, intralocata fra val d'Isarco e val Sarentino, sovrasta letteralmente la città del Trentino Alto Adige, una regione ricolma di località speciali, placide e bellissime.
La storia vede l'intera zona come area di passaggio ampiamente percorsa fin dal Medioevo da truppe militari, carovane e commercianti, ivi compresi due grandi imperatori del Sacro Romano Impero, Corrado II e Federico I, particolarmente affezionati ai luoghi dell'italica terra, ambita in quel periodo dai maggiori uomini di potere.
E' del ‘200 l'istituzione di un centro dell'Ordine Teutonico sul Renon. Nei secoli a venire si registrano lotte intestine fra le comunità di Renon e Villandro per l'ottenimento dei diritti sull'alpeggio, consuetudine otinatamente in voga già in altre valli. Renon si fregia di accogliere le suggestive rovine di castel Pietra e castel Zwingestein, mete ambite dai camminatori più indefessi e testimonianze di storia autentica.
Dai punti di vista climatico e naturale, il paese gode di ottima salute vista la locazione soleggiata il cui inverno mite stride piacevolmente con gli oltre 1.000 metri sopra il livello del mare. La meravigliosa cornice delle perennemente innevate Dolomiti – eletto Patrimonio naturale dell'UNESCO – irrora l'ambiente e il paesaggio di magniloquenza visiva che va oltre la normale immaginazione, e per la quale i turisti vanno in visibilio.
In aggiunta, ecco altri sensazionali elementi geologici capaci davvero di perplimere: le piramidi di terra. Formatisi sull'altipiano, consistono in pinnacoli sormontati da grandi massi e vengono creati dall'erosione causata da pioggia e neve. Si possono ritenere delle fenici che prima si assottigliano, cedendo ai fenomeni atmosferici, crollano e poi risorgono riprendendo questo curioso ciclo permanente. Si trovano nella valle di Rio Rivellone, raggiungibili a piedi da Soprabolzano o da Costalovara (sede dell'omonimo lago ghiacciato); altre sorgono ai due lati della valletta del Rio Fosco, in prossimità di Monte di Mezzo; le piramidi di Auna di Sotto risultano essere le meno conosciute e giacciono nascoste dalla folta vegetazione del Rio Gasterer.
In sostanza, il vasto territorio offre plurime soluzioni per le attività di turisti e autoctoni, prime fra tutti le passeggiate fra i boschi, le escursioni, le gite organizzate, la corsa e gli sci. L'area è attrezzatissima, basti pensare alle modernissime cabinovie progettate per raggiungere le piste della Cima Lago Nero e del Corno del Renon, promontori montuosi a oltre 2.200 metri d'altitudine che beneficiano di un panorama mozzafiato.
Affascinante polo attrattivo è l'anello di ghiaccio dell'"Ice Rink Ritten" a Collalbo, luogo privilegiato per le gare internazionali di pattinaggio di velocità. Da citare anche la ferrovia del Renon, una lunga tratta di collegamento compiuta da un trenino a cremagliera risalente al 1907 e attivo ancora oggi come collante fra i vari paesi. Renon si palesa economicamente forte anche in virtù di ditte in loco che hanno e continuano a segnare il passo dello sviluppo industriale: la Finstral, la Daunenstep e la celeberrima Loacker trovano posto ad Auna di Sotto.
L'aneddotica locale è ricca di aspetti che non fanno che incrementare il già notevole prestigio di Renon: in un paese dove ancora si parla il ladino, idioma romanzo ormai talmente raro da poter essere considerato un patois ristretto ad anfratti zonali del Trentino Alto Adige e della Svizzera, ha soggiornato in tempi non sospetti il famoso neurologo e psicanalista Sigmund Freud.
L'aspetto tradizional-popolare è alimentato da una serie di manifestazioni variegata che comprende feste campestri e sagre attesissime come l'Antico Mercato di San Bartolomeo – per festeggiare il ritorno del bestiame dagli alpeggi – il 24 di agosto, le corse gastronomiche, il Trenatale e il Mercato dei contadini. L'Avvento contadino si svolge l'8 dicembre, giorno dell'Immacolata scelto, non a caso, per celebrare le tipicità locali (dolci, marmellate, succhi, vino) e la manifattura d'alto pregio (pittura su vetro, bricolage, oggetti di terracotta). La musica rappresenta parte integrante del folclore e colonna sonora costante per tutto l'anno grazie alle attività concertistiche di bande musicali esperte e multifunzionali.
