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REDIR Cerro Paine, le torri cilene degli italiani

Le torri del Cerro Paine (Torres del paine), nella provincia cilena di Magallanes, sono dei picchi monolitici, delle guglie vertiginose formatesi in un'epoca anteriore al fenomeno che ha dato luogo alla nascita della Cordigliera andina. Fin qui i geologi. Gli alpinisti, che sulle Ande hanno scritto pagine gloriose, spiegano che il gruppo vulcanico delle Paines […]

Redazione

Ci muove una passione profonda per il viaggio, un carburante che ci accende e ci tiene vivi.

Le torri del Cerro Paine (Torres del paine), nella provincia cilena di Magallanes, sono dei picchi monolitici, delle guglie vertiginose formatesi in un’epoca anteriore al fenomeno che ha dato luogo alla nascita della Cordigliera andina. Fin qui i geologi. Gli alpinisti, che sulle Ande hanno scritto pagine gloriose, spiegano che il gruppo vulcanico delle Paines (altezza massima 3050 metri) costituiscono un banco di prova tremenda, sia per il vento oltre i 200 chilometri orari che soffia dalla Patagonia, sia per le sfere colossali di ghiaccio che spesso isolano le vette.

Nel 1957 una spedizione italiana diretta da Guido Monzino ottenne il permesso dal governo cileno per scalare l’inviolata Torre Nord delle Paines. Ma gli argentini, che negli anni precedenti, sulle Paines, avevano perduto due rocciatori famosi, cercarono di anticiparli. Le autorità ciIene si opposero. Ne venne fuori un incidente diplomatico tra il Cile, l’Argentina e l’Italia che ebbe fasi molto aspre.

Gli argentini non conobbero ragioni, affrontarono il Cerro e i giornali di Buenos Aires dedicarono intere pagine alle loro imprese e alla loro vittoria. In realtà il capo spedizione ammise che la bufera li aveva costretti a desistere quando mancavano 40 metri alla cima della Torre Nord. Gli italiani di Monzino, poi, scoprirono che gli argentini avevano piantato l’ultimo chiodo a 120 metri dalla sommità. Le guide Bich, Leonardo e Marcello Carrel, Pierino a Pacifico Pession, PeIlissier e Barmasse, tutte di Valtournanche, si alternarono nella scalata, compiuta per intero nella nebbia e sotto la bufera.
Toccò a Pierino Pession violare la cima. Proprio in quel momento il vento, fenomeno rarissimo, si acquietò, la nebbia si aprì e il sole accese come una fiamma il granito delle Torri.

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