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Kenya: vacanza attraverso l’Equatore

Tagliato in due dall'Equatore, bagnato ad Est dall'Oceano Indiano e ad Ovest dal Lago Vittoria, il Kenya è la terra dei contrasti per eccellenza. Il suo territorio spazia dai picchi innevati del Monte Kenya ai deserti infuocati del Nord Est, dai verdi e fertili altipiani coltivati a caffè, alla savana dello Tsavo ed alle spiaggie […]

Redazione

Ci muove una passione profonda per il viaggio, un carburante che ci accende e ci tiene vivi.

Tagliato in due dall’Equatore, bagnato ad Est dall’Oceano Indiano e ad Ovest dal Lago Vittoria, il Kenya è la terra dei contrasti per eccellenza. Il suo territorio spazia dai picchi innevati del Monte Kenya ai deserti infuocati del Nord Est, dai verdi e fertili altipiani coltivati a caffè, alla savana dello Tsavo ed alle spiaggie coralline della costa.

Culla dell’umanità, come dimostrano i fossili di ominidi datati 2,5 miloni di anni, il Kenya ospita oggi più di 30 differenti etnie ed altrettante lingue parlate. Frutto questo delle innumerevoli migrazioni che nei secoli hanno portato popolazioni Bantu (attuali tribu Kikuyu, Meru e Kamba), Nilotiche (Maasai e Samburu) e Cushitiche ( Somale) ad abitare il paese. Questo mosaico di etnie, vera ricchezza del paese, affianca gruppi fortemente rappresentati come i Kikuyu (3.200.000 unità) ad altri inferiori alle mille unità, come gli El-Molo. La presenza Araba e Persiana sulle coste del Kenya, iniziata nel IX secolo e protrattasi fino al XV secolo, ha dato origine ad una cultura Arabo-Africana la cui massima espressione è la lingua Swahili (dalla parola araba sahel che significa costa) vero legante di questo paese.

La dominazione Araba fu interrotta dai Portoghesi che si insediarono a Mombasa e, dopo alterne vicende, costruirono quella magnifica struttura ancora esistente che è Fort Jesus (1593). Scacciati i portoghesi nel 1698, il controllo sul Kenya rimase al sultanato di Zanzibar fino al 1885 quando la Conferenza di Berlino stabilì che il sultanato non potesse estendersi per più di 10 miglia dalla costa. Come conseguenza le spedizioni verso l’interno del paese, iniziate a metà del secolo, ebbero nuovo impulso ed essendo il Kenya passato sotto l’amministrazione dell’ Imperial British Africa Company iniziarono i lavori di costruzione della ferrovia Mombasa – Port Florence (Kisumu), poi estesa fino a raggiungere Kampala in Uganda.

Questa grandiosa opera di ingegneria, chiamata a quei tempi dai suoi detrattori "lunatic line", coi suoi 935 Km iniziali rappresenta tutt’ora la spina dorsale del Kenya ed ha permesso, inizialmente durante l’epoca coloniale, poi dopo l’indipendenza (avvenuta il 12 dicembre 1963), la modernizzazione e lo sviluppo del paese.

Il clima del Kenya varia in base all’altitudine. Normalmente sulle coste è caldo umido tutto l’anno, all’interno il clima è più temperato. La stagione delle piogge abbondanti va da aprile a fine maggio, a volte si protendono anche fino a metà giugno. La stagione delle brevi e sporadiche piogge è nel mese di novembre. In estate le temperature sono leggermente inferiori rispetto all’inverno.

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