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Canterbury, cosa vedere nella regione più estesa della Nuova Zelanda

Affacciata su di un lungo tratto di costa sud-orientale della South Island (Isola del Sud), dal punto di vista morfologico, Canterbury ha un aspetto vario e eterogeneo.

Marco Dalmonte

Sono laureato in Architettura e ho il pallino dei viaggi

La più estesa regione della Nuova Zelanda comprende le ampie distese pianeggianti tra i fiumi Conway e Waitaki, le irte cime fin oltre i 3.000 metri delle Alpi Neozelandesi e decine di chilometri di costa punteggiata di baie e spiagge isolate. Per questo buona parte del fascino della regione risiede negli incantevoli scenari paesaggistici, nei tanti ecosistemi, caratterizzati da un ambiente ancora largamente incontaminato in cui la presenza antropica è minima e quasi sempre impercettibile.

I primi insediamenti nella zona dell’odierna Canterbury risalgono alla metà del XIX secolo, quando la chiesa anglicana decise di intensificare la sua presenza sul territorio distribuendo i fertili terreni agricoli circostanti tra i membri delle classi nobiliari inglesi. Fin dalla fondazione di Christchurch, capoluogo regionale del Canterbury, i principi costituivi sui quali la chiesa improntò lo sviluppo del territorio furono imperniati intorno ai concetti “ora et labora”, nella speranza di dare vita ad una società modello che fungesse da riferimento per tutti gli avamposti inglesi in fase di espansione nel resto del Pacifico. Per fortuna l’esperimento è riuscito solo in parte ed oggi Canterbury è una regione viva, vitale, soggetta ad una crescente immigrazione destinata ad arricchire ulteriormente il paese.

Partire alla volta della regione di Canterbury significa prepararsi a un viaggio a stretto contatto con la natura, con l’ambiente incontaminato di un vero e proprio paradiso terrestre. Sulla costa orientale, appena sotto Christchurch, ci sono le colline di origine vulcanica della Banks Peninsula, punteggiata di baie, insenature e spiagge poco affollate; a nord si estendono i vigneti della Waipara Valley, in mezzo ai quali si trova la cittadina termale di Hanmer Springs, mentre nell’entroterra occidentale gli scenari mutano rapidamente dalle placide fattorie delle Canterbury Plains al fascino selvaggio delle Southern Alps. A seconda della stagione potrete cimentarvi con lunghe escursioni a piedi tra le valli alpine nei dintorni dell’Arthur’s Pass, avventure in mountain-bike lungo sentieri che abbracciano i laghi della Mackenzie Country o discese sugli sci tra le piste del Mount Hutt.

Christchurch: la rinascita dopo il terremoto

La prima tappa del viaggio non può che essere Christchurch, capoluogo regionale e principale snodo dei trasporti della regione. La città ha vissuto una delle più importanti trasformazioni urbane della storia recente: il terremoto del 22 febbraio 2011, che causò la morte di 185 persone e distrusse gran parte del centro storico con la sua architettura neogotica, ha innescato una ricostruzione profonda che ha ridisegnato interi quartieri. A quindici anni di distanza, Christchurch è una città viva e dinamica, con nuovi spazi pubblici, una scena culturale in fermento e strutture di rilievo come il nuovo stadio Te Kaha da 30.000 posti, inaugurato nel 2026. In Cathedral Square, la piazza principale, la Christ Church Cathedral è ancora oggetto di un lungo restauro: il nuovo piano approvato nel 2025 prevede la riapertura entro il 2030, con i lavori che ripartono nel 2026. Da non perdere il Canterbury Museum e la Christchurch Art Gallery, così come i vasti Botanic Gardens, il parco più grande del capoluogo.

Banks Peninsula: baie vulcaniche, delfini e Akaroa

Da Christchurch la maggior parte dei turisti si sposta verso la poco distante Banks Peninsula, generatasi in seguito a due grandi eruzioni vulcaniche. A testimoniarne l’orogenesi sono le numerose piccole insenature sparse lungo il perimetro, quali la Pigeon Bay, la Le Bons Bay, la Little Akaloa Bay e il “fiordo” di Akaroa, la graziosa cittadina francofona distante poco più di 80 km da Christchurch. L’intera penisola rappresenta il luogo ideale per escursioni all’aria aperta, via terra ma anche via mare, con la possibilità di scegliere tra le tante crociere finalizzate all’avvistamento dei delfini e delle balene, che popolano queste acque sotto forma di decine di specie diverse.

Verso sud: Mackenzie Country, laghi turchesi e Mount Cook

Proseguendo verso sud ci si può allontanare dalla costa facendo rotta verso la cittadina di Geraldine, conosciuta per la vicinanza alla Peel Forest, tra le più importanti foreste di conifere del paese. Nei paraggi è da vedere anche la piccola Fairlie, la porta di accesso alla Mackenzie Country, prima di spingersi ancora più a ovest fino alle sponde del Lake Tekapo, le cui acque turchesi lo hanno fatto conoscere anche al di fuori dei confini nazionali. L’altro grande lago della zona è il Lake Pukaki, al di sotto del quale si trova Twizel, per molti escursionisti il punto di partenza alla volta del Mount Cook, distante una sessantina di chilometri in direzione nord. Quest’ultimo è forse l’attrattiva più conosciuta non solo di Canterbury ma di tutta la South Island, potendo offrire panorami mozzafiato e numerose alternative in quanto a sport invernali e attività all’aperto.

Timaru e la costa meridionale

Abbandonando l’entroterra e tornando sulla costa si giunge a Timaru, al di sotto della quale si estendono chilometri e chilometri di spiagge fino alla foce del Waitaki e al confine con l’Otago. Se scegliete di fermarvi in città anche solo una notte tanto vale vedere il South Canterbury Museum, un interessante allestimento che espone numerosi reperti storici e naturalistici della regione, mentre per chi vuole rilassarsi in riva al mare l’opzione migliore è la Caroline Bay, tra le poche spiagge riparate della costa orientale di South Island.

I parchi naturali: Arthur’s Pass e Lewis Pass

Risalendo verso nord ci si può dirigere in direzione di Methven, dopo la quale si susseguono magnifici parchi naturali: il Korowai-Torlesse Tussocklands Park, il Craigieburn Forest Park e soprattutto l’Arthur’s Pass National Park, il parco che prende il nome dall’omonimo villaggio (924 m) che detiene il primato di centro abitato a più alta quota dell’intera Nuova Zelanda. Parlando di valichi, appena più basso dell’Arthur’s Pass è il Lewis Pass (907 m), posto al margine settentrionale delle Southern Alps, nella parte nord del Canterbury. Quest’ultimo è circondato da una miriade di sentieri escursionistici, alcuni dei quali diretti verso lo spettacolare Lake Sumner fino alla Lewis Pass National Reserve.

Clima

Dal punto di vista climatico, l’aspetto più rilevante è la penuria di precipitazioni che contraddistingue il Canterbury, dati alla mano la regione più arida della Nuova Zelanda. La natura di questo fenomeno risiede nella conformazione morfologica del territorio circostante, con gli umidi venti occidentali provenienti dal Mar di Tasmania che flagellano le Southern Alps riversando il loro carico di pioggia sulla costa occidentale dell’isola e risparmiando quella orientale. Per quanto concerne le temperature, queste sono tendenzialmente miti, con valori che oscillano tra 24°C e 13°C in gennaio, il mese più caldo dell’anno, tra 10°C e 0°C in luglio.

Come arrivare

L’aeroporto internazionale più importante del Canterbury e di tutta la South Island è quello di Christchurch, collegato quotidianamente alle maggiori destinazioni nazionali, tra cui Auckland e Wellington, e ad alcune località internazionali. La costa orientale dell’isola è servita da parecchie autolinee affiancate da servizi navetta particolarmente indicati per raggiungere le località partendo anche da fuori dal Canterbury, ad esempio da Dunedin (a sud) o Nelson (a nord). Per chi preferisce il treno, Great Journeys New Zealand (la divisione turistica di KiwiRail) gestisce due linee sceniche di grande fascino: il TranzAlpine, che attraversa le Southern Alps collegando Christchurch a Greymouth in circa cinque ore (giornaliero in estate, quattro giorni a settimana in inverno), e il Coastal Pacific, che percorre la costa est da Christchurch fino a Picton passando per Kaikoura – attivo nella stagione estiva, da ottobre ad aprile.

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