Deliziosa località alle porte di Pordenone in Friuli Venezia Giulia, Brugnera sorge su un territorio pianeggiante che beneficia del corso del fiume Livenza.

Storia

Sebbene si presuma abbia una storia ben più antica, la sua fondazione è documentata a partire dal Medioevo, epoca in cui le terre d’insorgenza erano controllate e amministrate dai Signori di Prata e Porcia, che all’inizio del ‘200 si divisero l’area su base feudale.

Ecco che Brugnera, in ottemperanza a specifici statuti di casata, orientò la propria economia sull’agricoltura e soprattutto sul commercio per via fluviale sfruttando le fortificazioni e le difese garantite dalla presenza del Castello (oggi sostituito dal Palazzo dei conti di Porcia, sorto nel XVII secolo), intorno al quale si svilupparono piccoli quartieri abitati ognuno da classi sociali diverse, ergo servi, notai, artigiani, pescatori e banchieri ebrei. La stabilità del borgo era allora minata dal suo posizionarsi in una zona di confine, dunque parecchio esposta a improvvisi assalti e saccheggi da parte degli Udinesi, dei Trevigiani, dei Veneziani e persino degli Ottomani. Posta sotto egida della Serenissima fino al 1797, Brugnera venne annessa all’Italia solo a conclusione della Terza Guerra d’Indipendenza, nel 1866.

L’eredità concessa dal passato si traduce in poche ma significative strutture in grado di rendere l’abitato un elegante luogo in cui risiedere o anche solo pianificare una visita dall’accalorato valore esplorativo. In altre parole, il paese seduce con le vivide tracce di chi ne ha mantenuto il controllo per anni.

Cosa vedere a Brugnera

Venezia, ad esempio, reca un lascito interessantissimo ch’è Villa Varda, scrigno di notevole ricchezza culturale e memorie degne di essere conservate e promosse. Nello spazio della dimora nobiliare e del suo parco capace di circonfonderla con idillio e grazia, ecco avvicendarsi un ventaglio eterogeneo di colori, prospettive e scenari semplicemente magnifici. Il binomio villa-parco genera sensazioni mai provate prima, sensazioni di pienezza e curiosità ricollegabili esclusivamente a un sito unico nel suo genere (ubicato in frazione San Cassiano di Livenza), coacervo di sapienza e natura che aspira a una sempre crescente bellezza estetica.

Pensare che tale luogo venne in passato abbandonato a se stesso, trascurato e bistrattato fino a una rivalutazione nell’Ottocento, secolo della riqualificazione di un paesaggio aderente allo stile caratteristico del parco all’inglese. Un’atmosfera romantica e un’aura profondamente poetica permeano viali, giardini e il folto bosco che rappresenta l’anticamera della splendida residenza in cui convivono eccezionali elementi architettonici. Le forme neogotiche s’imprimono toccando l’arciera, la terrazza, la balaustra in pietra e l’altisonante torre merlata. Fra le dimore venete, Villa Varda è senza dubbio fra le più belle.

Meno informazioni storiche si evincono dalla Parrocchiale dei Santi Giacomo e Nicolò, costruita prima del Cinquecento. Risalenti a quel secolo una Madonna col Bambino con i santi Filippo, Giacomo e Cristoforo, dipinta da Marcello Fogolino, e un affresco che ritrae Tutti i Santi grazie alla mano dell’artista Francesco da Milano. In frazione Maron si colloca la Chiesa di San Michele Arcangelo, riconducibile al XV secolo ma riedificata nel 1774. Il campanile è datato 1790. A Tamai sorge la Chiesa di Santa Margherita.

Eventi, sagre e manifestazioni

Nel weekend di Pasqua e in quello successivo, Brugnera celebra la Festa del Vino. Nel periodo immediatamente precedente va in scena la Festa della Renga, incentrata sulla gastronomia che ruota attorno all’arringa cucinata in svariati modi.
Da non perdere, infini, il celebre Mercatino delle Pulci che si svolge tradizionalmente la terza domenica del mese, uno dei mercatini dell'Antiquariato più belli del Friuli Venezia GIulia.

Come arrivare a Brugnera

Da Pordenone, prendere la SP 5 Pordenone – Oderzo; la stazione di Sacile, la più vicina al paese, è servita dalla linea ferroviaria Venezia – Udine e collegata dalle autolinee ATAP; l’aeroporto di riferimento è il “Ronchi dei Legionari” di Trieste.