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Escursioni ad Ayers Rock, cosa visitare in un tour

Ayers Rock, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Quando ci si trova al suo cospetto, si prova una sensazione strana: nota e sconosciuta al tempo stesso, e in qualche modo si ha la netta percezione di trovarsi di fronte a qualcosa di unico al mondo. Questo è Uluru: uno spettacolo che tutti conoscono, che tutti hanno già visto sulla brochure dalle agenzie di viaggio, un profilo familiare che è apparso centinaia di volte nei documentari visti in tv, eppure è uno spettacolo che ogni volta sorprende, che strega per la sua capacità di mostrasi sempre nuovo e diverso, fino a creare una specie di invisibile filo diretto con ciascun viaggiatore. Perché è proprio questo quello che accade davanti a Uluru: anche se circondato da decine di turisti in fibrillazione fotografica, questo monolite di roccia rossa parla direttamente al singolo cuore di ciascuno, creando con ognuno una magia personale, unica ed intima. E' forse per questo che la sua presenza ha stregato l'uomo fin dagli albori della sua storia, e certamente la sua presenza colpì la fantasia dei primi esploratori occidentali, che giunsero quasi 150 anni fa nel Red Centre Australiano.

La consapevolezza dell'esistenza di questa incredibile montagna, nel cuore rosso dell'Australia, arrivò al mondo occidentale nel 1873. Il 19 luglio di quell'anno, l'esploratore William Gosse raggiunse la grande cupola di arenaria e la chiamò Ayers Rock, in onore di Sir Henry Ayers, allora Premier del governo del South Australia. Probabilemnte fu il compagno di viaggio di Gosse, Edwin s. Berry, il primo uomo bianco a scalare la montagna, ma Ayers Rock era nota all'uomo da oltre 10.000 anni, e per la popolazione degli Pitjantjatjara questa era semplicemente Uluru, la montagna sacra.

Dal punto di visto geologico si tratta di una formazione arenacea, costituita quindi da sabbie cementate e conglomerati, sedimentate probabilmente oltre 500 milioni di anni fa dalla disgregazione di rocce granitiche, ricche di quarzo e feldspati e quindi classificate come “Arkose” per la relativa abbondanza di feldspati ricchi di potassio. Il sollevamento di questi strati e il loro piegamento avvenne probabilmente tra i 400 e 300 milioni di anni fa e da allora l'erosione ha modellato queste formazioni nella forma a cupola che vediamo oggi. Tecnicamente non si tratta di un monolite: gli strati proseguono nel sottosuolo, e probabilmente si collegano a quelli dei Monti Olgas ad ovest, e del Mount Conner ad est, ambedue località spettacolari considerate sacre dagli aborigeni.

E in effetti questo rosso “Inselberg” cioè “montagna isola” possiede davvero un fascino quasi soprannaturale: alta quasi 350 metri sulla piatta pianura circostante (la sua quota fisica è però posta a 863 m slm) Uluru si estende per una lunghezza di quasi 3 km ed una circonferenza complessiva di 9,7 km. Colpiscono le sue pareti quasi verticali, che si “conficcano sul terreno con una angolazione prossima agli 80 gradi, e la cosa rende particolarmente sfidante la salita del suo versante occidentale, fino alla sommità, piuttosto impegnativa per il caldo, ed a tratti insidiosa, specie in presenza di vento. Su questo punto la redazione de ilTurista è d'accordo con le indicazioni date dalla comunità aborigena: sconsigliamo ai turisti di cimentarsi nella salita, sia per il rispetto dovuto ad una montagna considerata sacra, sia perchè gli incidenti che si verificano tra coloro che si cimentano nell'impresa arrecano un dolore aggiuntivo alla popolazione locale. La speranza è che a breve questa pratica venga definitivamente sospesa, ben prima del 2083, l'anno previsto in cui Uluru rimarrà per sempre una montagna inviolabile, a 99 anni dal suo ritorno alla proprietà aborigena.
Oltre alla raccomandazione di non scalare Uluru, esistono altri luoghi “sensibili” in cui per rispetto alla tradizione aborigena è vietato scattare foto o eseguire riprese video. Essi sono: la punta sud di Uluru, Pulari, la zono di Kuniya Piti all'estremità est della montagna., assieme all'affioramento isolato di Taputji, ed a nord i siti di Tjukatjapi, Warayuki e Mala Puta.

In realtà, non c'è alcun bisogno di scalare la montagna per viverla pienamente, in quanto sono tante le attività che si possono compiere a Uluru Ayers Rock! Per entrare nel Parco di Uluru - Kata Tjuta National Park si paga un biglietto di 25 dollari australiani, ed in cambio si riceve un pass dalla validità di 3 giorni, che consente di muoversi tra i sentieri di Uluru e dei Monti Olgas a piacimento.

I sentieri di Uluru
Se, come abbiamo fatto noi, decidete di non scalare la montagna, uno dei modi migliori per visitare Uluru è sicuramente quello di percorre uno dei suoi spettacolari sentieri, ben segnati e dotati di pannelli che spiegano i punti salienti della montagna.
Il percorso completo è la cosiddetta Base Walk dalla lunghezza complessiva di 10,6 km. Se vi volete avventurare su questo sentiero che compie l'intero periplo della montagna, procuratevi scorte d'acqua e un copricapo per non rischiare una insolazione, specie nei mesi estivi. Per la durata del tour prevedete circa 3,5 ore complessive. Se possibile, evitate di compierla tra le 11 e le 15, sia per minimizzare il disagio fisico, sia per la luce molto diretta, che rende meno interessanti le fotografie,.
Se non avete tempo per l'escursione completa, esistono delle escursioni più brevi, dalla durata massima di 1,5 ore. Tra i percorsi delle cosiddette “Shorter Walks” segnaliamo la Mala Walk, che copre una distanza di 2 km andata e ritorno, su un percorso facile. Si parcheggia l'auto al Mala Carpark e si compie il percorso in circa 90 minuti.

Ugualmente facile e di durata simile è la Lungkata Walk che si snoda lungo il lato ovest della montagna, poi abbiamo la Liru Walk, in totale 4 km, accessibile anche ai portatori di handicap, e la Dune Walk che si compie dalla zona preposta all'osservazione del tramonto. Il percorso si muove dal parcheggio Bus Sunset, non è adatta ai portatori di handicap ma è comunque facile, ed ha una durata di circa 45 minuti complessivi. Infine sul lato sud di Uluru troviamo la Kuniya Walk che conduce alla splendida pozza d'acqua di Mutitjulu.

Alba e tramonto a Uluru
Uno dei momenti più attesi ad Uluru è quello del tramonto, quando la luce radente, assieme all'irraggiamento da parte delle rocce del calore accumulato durante il giorno, crea un continuo mutare della colorazione della roccia, che vira da tinte di giallo a rosso cupo, a seconda del momento e della presenza di eventuali nubi in cielo. Tale è l'emozione di quel momento, che la presenza di decine o centinaia di persone al vostro fianco, verrà completamente “cancellata” dalla magia di quegli istanti. Il luogo migliore per osservare il tramonto si trova ad ovest delle montagna, lungo la strada che proviene dal resort di Yulara. Esistono due luoghi distinti per il “sunset”, uno presso il parcheggio bus, e uno a fianco del parcheggio per le autovetture.

Il luogo migliore per ammirare l'alba si chiama Talinguru Nyakunytjaku , dove si trovano alcune piazzole, un tracciato pedonabile di qualche km nel bush, e dove potrete liberamente trovare la posizione che preferite per ammirare Uluru colorarsi di arancione, e ammirare al contempo, in lontananza, le “teste” dei Monti Olgas. Il nostro consiglio, valido per albe e tramonti, è quello di avere con se un solido treppiede, in modo da evitare fastidiosi mossi per i tempi d'esposizione più lunghi, causati dalla scarsa illuminazione della montagna.

Il Centro Culturale
Si, Uluru è una montagna spettacolare dal punto naturalistico, ma è sicuramente un luogo straordinario anche dal punto di vista antropologico e una visita sarebbe del tutto inutile senza una sosta al Centro Culturale, dove potrete venire a contatto con la cultura e la tradizione aborigena, che sono parte integrante della magia dei deserti del Red Centre australiano.
L'ingresso al centro avviene attraverso il Tjukurpa tunnel che vi introduce alla dimensione ancestrale della cultura aborigena fatta di tradizione orale e grandi capacità artistiche che riescono a trasmetterne la dimensione onirica. Non perdete l’opportunità di partecipare ad uno dei Laboratori di Arte: l'incontro con gli artisti è un momento magico, e riuscire a capire la simbologia degli artisti aborigeni vi aprirà una nuova prospettiva nel comprendere il vero cuore del Red Centre australiano! Inoltre, è possibile sperimentare la tecnica di pittura (puntinato) utilizzata dagli artisti aborigeni, e vivrete come un piacere irrinunciabile la possibilità di acquisto delle splendide opere d'arte disponibili nella Galleria d’Arte del Centro Culturale.
Da ricordare, inoltre, che il Centro Culturale propone il noleggio di biciclette (costo di 10 dollari australiani all'ora, minimo 3 ore): un modo alternativo e più veloce per compiere l'esplorazione di Ayers Rock.

Escursioni ed attività raccomandate
Se la semplice contemplazione della natura è troppo poco per voi, presso il Resort Yulara vengono offerte esperienze indimenticabili, come l'aperitivo al tramonto, quando potrete scattare una fotografia di Uluru … dentro al vostro bicchiere.
La “Sounds of Silence experience” è una romantica cena con vista su Uluru, nella magia della luce crepuscolare. I partecipanti vengono accompagnati 1 ora prima del tramonto nel luogo attrezzato per la cena, e coccolati per 4 ore con un pasto indimenticabile, sotto i meravigliosi cieli stellati dell'Australia Centrale. Il costo per adulti è pari a 195 dollari australiani, 96 dollari per i bambini dai 10 ai 15 anni.

Un'altra esperienza sicuramente spettacolare è quella dei tour sui dromedari, che sono offerti in tre tipologie: Il Camel Express è un'esperienza diurna della durata di 45 minuti, che vi consente viste particolari delle montagna, dalla prospettiva rialzata di un cammello! Il costo è di 80 dollari australiani per persona. Se volete invece godere dei colori di alba e tramonto, magari degustando un drink, trovate al costo di 124 dollari a testa i due tour “Camel to Sunrise” e “Camel to Sunset”: entrambi i tour partono circa 1,5 ore prima dell'alba e del tramonto.

Per concludere, se volete vivere una esperienza memorabile, potete prenotare uno dei voli panoramici (Scenic flyghts) che vengono effettuati con gli elicotteri dell'Ayers Rock Resort. L’offerta parte dal tour più breve, 15 minuti, chiamato con il nome di “Rock Blast” ad un costo di 150 dollari australiani per persona, fino ad arrivare a veri raid tra le meraviglie del Red Centre, tour fino a 140 minuti di durata, che toccano anche i Monti Olgas, il Monte Conner, fino ad arrivare a Kings Canyon: voli di rara suggestione, con costi che superano gli 800 dollari australiani a persona.

Alloggiare a Uluru
Tenete conto che non ci sono possibilità di pernottamento all'interno dei parchi, ma a 10 minuti di guida dall'ingresso del parco si trova il resort di Yulara, che offre sia possibilità di campeggio (Ayers Rock Campground) che hotel di vario livello: il fantastico Sails in the Desert, il piacevole Desert Gardens Hotel, il Pioneer Hotel and Lodge e gli Emu Walk Apartments. Un nuovo eco lodge, chiamato Longitude 131°, la stessa longitudine di Uluru, offre sistemazioni di ottimo livello.
E' comunque consigliabile prenotare la vostra camera a Yulara in anticipo: in caso di tutto esaurito, le prime sistemazioni utili si trovano presso Curtin Springs Wayside Inn and Cattle Station che si trovano a circa 100 km di distanza da Ayers Rock.
A Yulara trovate anche varie possibilità di ristoro con ristoranti e bar.

Il clima di Uluru / Ayers Rock è marcatamente di tipo continentale, quindi caratterizzato da forti escursioni termiche, durante il giorno, ma anche di tipo stagionale, dato che la montagna si trova quasi due gradi a sud del Tropico del Capricorno. L'estate è torrida, con valori massimi che raggiungono normalmente il 37-39 °C tra dicembre e febbraio, e con punte di record storico fino a 47°C. La sera però la colonnina di mercurio scende di circa una ventina di gradi, toccando valori minimi di 18-20 °C.
Durante l'inverno le mattine per vedere l'alba a Ayers Rock richiedono un abbigliamento multi strato: normalmente si hanno valori minimi a luglio ed agosto di 4-6 °C però il record del freddo registrato a Uluru è di -3,6 °C, valore quindi che richiede anche una giacca a vento in dotazione! Le massime invernali sono però gradevoli, solitamente intorno ai 20-22 °C. Le piogge sono mediamente scarse, e più frequenti alla fine della primavera e l'inizio dell'autunno. Il mese meno piovoso è agosto, mentre il “picco” di precipitazioni si ha a dicembre con 41 mm mensili come valore medie. Il totale annuo comunque non raggiunge i 300 mm e pone quindi Uluru in un regime pluviometrico semi arido.

Arrivare a Uluru - Ayers Rock
Per avere libertà di movimento, e potersi gestire al meglio ed in autonomia i tempi dell'alba e del tramonto, i momenti magici di Uluru, è consigliabile avere un mezzo proprio. Per farlo ricordiamo che è necessario avere un permesso di guida internazionale, richiedibile in Italia prima della partenza (richiedetelo almeno con un mese di anticipo). Volendo, potete noleggiare un Camper e usufruire del Campground di Ayers Rock Resort.
La roccia di Uluru rimane nella porzione centro meridionale del Northern Territory, e può essere raggiunta su percorso asfaltato da Alice Springs. I 450 km di distanza si percorrono in circa 5 ore di viaggio, effettuato dapprima sulla Stuart Highway e poi deviando sulla Lasseter Highway che si imbocca circa 199 km a sud di Alice Springs.
C'è comunque un aeroporto (Ayers Rock Airport) che si trova vicino al resort di Yulara e che opera voli giornalieri con le compagnie Qantas (via Alice Springs da Sydney), con Jetstar e Virgin Blue, che operano invece voli diretti da Sydney a Uluru

Trovate altri spunti sul sito: www.australiasoutback.it/

Guida di Daniela Guerra
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