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Bohol, l'isola delle Filippine: tra lagune coralline e le Colline di Cioccolato

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  • Maribojoc, torre di osservazione
  • Alona Beach, Panglao Island
Malgrado la sua estensione relativamente ridotta, l’isola di Bohol rappresenta un luogo assai interessante dal punto di vista storico e naturalistico. Fortunatamente questo paradiso terrestre si è mantenuto al riparo dagli eccessi del turismo di massa che, soprattutto negli ultimi anni, ha cominciato a “mietere vittime” anche nelle Filippine. L’isola, situata all’incirca 800 chilometri a sud di Manila, fa parte dell’arcipelago delle Visayas, ed in particolare è molto vicina a Cebu che, a differenza di Bohol, è densamente popolata e dotata di infrastrutture all’avanguardia. La forma dell’isola ricorda vagamente un ovale, intorno al quale sono disseminati una settantina tra isolotti e piccoli scogli.

Il conquistador spagnolo Miguel Lopez de Legazpi sbarcò a Bohol nel 1563, per poi fermarsi sull’isola per un breve periodo durante il quale ebbe l’occasione di stringere un patto di sangue con un capo tribù indigeno chiamato Sikatuna. Secondo una leggenda, gli abitanti di Bohol chiamavano questo condottiero Ca Tunao, ovvero “colui che scompare”, per la sua capacità di sparire nel nulla ogni volta che i predatori musulmani attaccavano l’isola, ricomparendo più tardi per portare lo scompiglio tra le fila nemiche. Nel 1744, l’eroe popolare Francisco Dagohoy si mise a capo di un gruppo di ribelli boholani riuscendo a conquistare l’indipendenza dalla Spagna, dopo la quale l’isola si governò autonomamente per quasi un secolo.

Percorrendo un tratto qualunque della strada litoranea ci si renderà conto immediatamente della ricchezza di insenature, baie e spiagge dell’isola. La maggior parte di esse si trova nei dintorni di Tagbilaran City, il capoluogo, situato sulla costa sud-occidentale, ma più o meno dappertutto si possono ammirare scorci mozzafiato, tratti di litorale ricoperti di sabbia bianca e lagune coralline. Detto del lungomare, altrettanto affascinante è l’entroterra, una distesa di colline ricoperte da un’intricata macchia di foreste tropicali abitate da decine di specie animali, alcune delle quali molto rare, punteggiata da cascate e magnifiche grotte che costituiscono un richiamo irresistibile per centinaia di speleologi ogni anno.

A sette chilometri di distanza da Tagbilaran City si erge la Chiesa di Baclayon, conosciuta anche come la “Chiesa dell’Immacolata”, la più antica basilica in pietra del paese, essendo stata costruita nel 1595. Attualmente l’edificio ospita un interessante museo allestito con una ricca collezione di reliquie religiose, paramenti sacri e antichi testi di inni sacri incisi in latino su pelli di animali. Poco lontano, una strada sopraelevata conduce all’Isola di Panglao, dove vale la pena fare una sosta per ammirare la Chiesa di Dauis, le Grotte di Hinagdanan, dotate di una piscina sotterranea e lucernari naturali, la Spiaggia di Bikini e quella di Alona, dominata dall’elegante Bahol Beach Club. Al largo di Panglao si distingue l’isola di Balicasag, una riserva marina che offre incredibili opportunità di immersione, oltre a panorami da togliere il fiato.

... Pagina 2/2 ... A nord di Tagbilaran City, in località Maribojoc, spicca la Torre di Osservazione di Punta Cruz, una delle migliori testimonianze di architettura coloniale presente sull’isola, mentre qualche chilometro più su c’è la Chiesa di Calape, conosciuta in tutto l’arcipelago per l’immagine della Vergine che molti ritengono miracolosa, oltre che sacra. Nelle vicinanze, allontanandosi dalla costa, è consigliabile passare da Antequera, un villaggio particolarmente vitale in occasione dei mercati domenicali dove si possono acquistare prodotti artigianali tipici a basso costo realizzati utilizzando un gran numero di giunchi, fili d’erba e canne.

Come se quanto detto fino ad ora non fosse nulla, l’attrattiva più famosa di Bohol è senza dubbio lo straordinario panorama che si ammira nei pressi della cittadina di Carmen, 55 chilometri a nord-est di Tagbilaran City. Qui, simili a enormi mucchi di fieno, centinaia di colline di calcare, arenaria e scisto argilloso si stagliano contro l’azzurro del cielo fino a 30 metri di altezza su un terreno piano e uniforme, che ne accentua le dimensioni. Sono le cosiddette Colline di Cioccolato (Chocolate Hills), così chiamate perché in piena estate i pochi ciuffi d’erba che le ricoprono si seccano assumendo una colorazione bruna, per certi versi simile a quella della cioccolata. Sulle due cime più elevate sono stati costruiti un albergo, un ristorante, una piscina, una terrazza panoramica e addirittura un campo da tennis.

Il clima è tropicale, nettamente suddiviso in due stagioni regolate dallo spirare dei monsoni. La stagione delle piogge va da giugno a ottobre, un periodo durante il quale piove praticamente tutti i giorni, mentre quella asciutta comincia all’inizio di novembre e termina a maggio. E’ proprio questo il momento migliore per partire alla volta di Bohol, tenendo presente che l’escursione termica tra estate e inverno è minima e le temperature sono sempre gradevoli comprese tra 23 e 32 gradi.

Come arrivare sull'isola di Bohol? Nonostante pecchi in alcune infrastrutture e in diversi servizi turistici, Bohol è dotata di una buona rete stradale. Il porto d’accesso principale è quello di Tagbilaran City, anche se parecchi battelli provenienti da Cebu sono soliti attraccare a Tubigon, sulla costa nord-occidentale. L’aeroporto internazionale più vicino è il Lapu-Lapu-Mactan International Airport di Cebu, servito da alcune tra le maggiori compagnie aeree asiatiche e ottimamente collegato agli scali di metropoli come Tokyo, Hong Kong, Singapore, Seul, Kuala Lumpur e Taipei. Da Tagbilaran City all’aeroporto di Mactan ci sono brevi voli interni che durano non più di una ventina di minuti.
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