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Le foto di cosa vedere e visitare a Kawasaki

Kawasaki, Kanagawa: visitare la grande cittą del Giappone

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Ottava città del paese per numero di abitanti, Kawasaki è più che altro una conurbazione dell’immensa metropoli di Tokyo, estesa qualche decina di chilometri a nord. Dal punto di vista amministrativo, il centro fa parte della vasta prefettura di Kanagawa, tra le aree più densamente abitate di tutto il Giappone. Per questo quando si fa riferimento alla città si è soliti ritenerla parte della cosiddetta Greater Tōkyō Area (Grande Area di Tokyo), un modo per indicare l’area metropolitana abitata da quasi 40 milioni di persone comprendente, oltre alla prefettura di Kanagawa, anche quelle di Saitama, Chiba e della stessa Tokyo.

Come del resto Tokyo e tante altre città del Giappone, anche Kawasaki è il risultato di una serie di stratificazioni storiche culminate con il boom economico degli ultimi decenni. Fondata in età molto antica, Kawasaki fece parte per lungo tempo della provincia di Musashi, per poi accrescere notevolmente la propria importanza durante il periodo Tokugawa (o periodo Edo), convenzionalmente compreso tra il 1603 ed il 1868. Successivamente, con l’avvento del periodo Meiji (1868-1912), la città cominciò a sviluppare un apparato industriale particolarmente avanzato, anche grazie alla stesura della prima rete ferroviaria del paese. Il 1924 fu l’anno della fondazione ufficiale della città di Kawasaki, frutto dell’accorpamento di due precedenti insediamenti; tuttavia la crescita dell’insediamento subì una drastica battuta di arresto in concomitanza con la seconda guerra mondiale ed i violenti bombardamenti da parte degli Stati Uniti sui maggiori comparti industriali del paese, prima che la fine della guerra ed il boom economico del paese gettassero le basi della città che possiamo ammirare quest’oggi.

Pur non essendo tra le maggiori destinazioni turistiche del paese, Kawasaki offre alcune attrattive interessanti e un festival che vale da solo il prezzo del biglietto aereo. Malgrado l’aspetto di molti quartieri sia ormai ultramoderno, il centro storico conserva alcune preziose testimonianze del passato, tra cui il magnifico Kawasaki Daishi, il tempio buddhista fondato nel 1128 verso la fine del periodo Heian (794-1185). Purtroppo l’edificio che vediamo non è l’originale, ma una copia identica ricostruita in seguito ai bombardamenti americani della seconda guerra mondiale, al termine della quale ampie zone di quest’area del Giappone erano completamente devastate.

Per quanto riguarda i musei, nei sobborghi di Kawasaki merita una visita il Nihon Minkaen Open Air Museum, l’allestimento all’aperto che conserva 25 edifici del periodo Edo giunti qui da ogni angolo del paese. Tra questi ci sono case di samurai, fattorie, botteghe di mercanti e in generale un po’ tutti quegli edifici che caratterizzavano i villaggi giapponesi tra il XVII e il XIX secolo. Al loro interno è possibile assistere a vere e proprie ricostruzioni di scene di vita quotidiana, mentre talvolta vengono organizzati workshop per cercare di spiegare ai visitatori cosa volesse dire vivere in questi insediamenti.

Di tutt’altro genere è il Fujiko F. Fujio Museum, meglio noto come Doraemon Museum, il museo dedicato alla grande coppia di fumettisti Hiroshi Fujimoto e Motoo Abiko e ad una delle loro creature più apprezzate a livello internazionale: Doraemon. Particolarmente adatto a adulti e bambini, il museo espone statue dei personaggi del cartone, tavole originali, vari cimeli e numerose proiezioni audio-visuali, il tutto ottimamente illustrato da efficaci didascalie in inglese. Unica accortezza, ricordarsi di prenotare online il proprio biglietto.
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Come anticipato in precedenza, a Kawasaki ogni anno si svolge un festival che definire pittoresco è quantomeno riduttivo. L’evento in questione è il Kanamara matsuri, ovvero il “Festival del pene di ferro”, una celebrazione organizzata la prima settimana di aprile dal santuario Wakamiya Hachimangu che affonda le proprie radici nel periodo Edo, quando annualmente un grande fallo veniva portato in processione per celebrare la fertilità degli uomini. Al nucleo storico della manifestazione si sono progressivamente affiancati momenti più ludici, con balli, canti e sfilate inscenate in strade stracolme di bancarelle dove trovare ogni sorta di gadget.

Il clima di Kawasaki è subtropicale umido, caldo e piovoso d’estate, piuttosto mite durante l’inverno. Solo tra dicembre e febbraio le minime notturne possono scendere fin quasi allo zero, ma già dalla seconda metà di febbraio le massime cominciano a superare i 10°C. Il periodo compreso tra marzo e maggio è probabilmente il migliore per pianificare un soggiorno a Kawasaki e in questa zona del Giappone, in quanto le condizioni atmosferiche sono stabili, il cielo generalmente terso e la temperatura mite. In compenso tra giugno e agosto durante il giorno si superano i 30°C, con la percezione del calore acuita dall’alto tasso di umidità e l’afa che non lascia respirare. In questa stagione aumenta considerevolmente anche il rischio del verificarsi di violenti tifoni, prevalentemente lungo la costa.

Distante neanche 30 km da Tokyo, Kawasaki è comodamente raggiungibile in pochi minuti da diversi punti della capitale nipponica. Svariate linee ferroviarie JR garantiscono ottimi collegamenti sull’asse nord-sud da/per Kawasaki con Tokyo e Yokohama, mentre la linea JR Nambu è l’unica diretta da est-ovest. Per raggiungere Kisazaru, nella prefettura di Chiba, bisogna imboccare la Tokyo Bay Aqua Line, la galleria subacquea di 5 km tracciata sotto la baia di Tokyo che rappresenta il tunnel sottomarino più lungo al mondo, mentre per recarsi al Tokyo Haneda International Airport è sufficiente prendere un taxi o un autobus pubblico, vista la manciata di chilometri che separa l’enorme terminal aeroportuale dal centro di Kawasaki.

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