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San Costanzo (Marche): visita alla cittadina in provincia di Pesaro e Urbino

San Costanzo, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Lo straordinario contesto regionale delle Marche è imperlato di rarità urbane che trascendono le usuali concezioni di paese, città o borgo. Prendiamo ad esempio San Costanzo, una realtà viva della provincia di Pesaro e Urbino: i suoi 4.700 abitanti sono qui nati, cresciuti e hanno messo su famiglia perché sempre qui vale la pena consolidare la propria esistenza. È San Costanzo, ex Monte Campanaro, figlia di una storia antica che ha cambiato nome per via del braccio del Santo, una reliquia estremamente preziosa donata da una nobile perugina in epoca presumibilmente bizantina.

Cosa vedere a San Costanzo

Essa è oggi conservata negli archivi della Collegiata, la principale costruzione del comune datata 1570, nata pieve e solo successivamente elevata al rango superiore. Già contenente qualcosa come venti sepolcri, la chiesa è il luogo ideale per chi ama gli arredi sacri in quanto si fregia di ospitare all’interno ben sette altari, fra i quali ovviamente si distingue il maggiore data la ricchezza decorativa, il Coro in noce con dodici posti e la tela di Gaetano Lapis di Cagli raffigurante la Madonna con i santi Cristoforo e Costanzo, opera pittorica settecentesca.

Con ciò non si esclude naturalmente l’azione dell’ammirare anche gli altri altari, infatti anch’essi possiedono una chiara dignità artistica, con il primo di destra a conservare un Presepe realizzato nel 1580 da Ercole Ramazzani, il secondo a sfoggiare le tele della Lavanda dei piedi e l’Ultima Cena nonché l’urna in oro contenente la già citata reliquia di San Costanzo. Si procede a contemplare la bellezza di quant’altro ha da offrire la Collegiata, le formelle con i Misteri del Rosario e il quattrocentesco Crocifisso ligneo rinvenuto miracolosamente nella Grotta di San Paterniano, un fatto ampiamente documentato e archiviato.

Seconda struttura religiosa per importanza, la Chiesa di San Pietro detta di Sant’Agostino risale al Seicento, si dota di cinque altari stuccati e grandi tele disposte un po’ in tutto l’ambiente ecclesiastico. L’altare maggiore marmoreo è sovrastato dalla raffigurazione della Consegna delle chiavi a San Pietro Apostolo (copia di un famoso dipinto di Guido Reni), e collateralmente tante altre tele si concentrano sul ritratto di diverse icone come San Nicola da Tolentino. La chiesa serba inoltre un organo di Gaetano Callido del 1785, svariati simulacri riferiti al Cristo Morto e al Cristo Risorto funzionali alla processione della Settimana Santa e alla rievocazione della Passione attraverso l’allestimento della Machina di legno del Monte Calvario, sulla quale campeggiano ogni anno personaggi in cartapesta coincidenti con la Madonna, Maria Maddalena, il Gran Sacerdote e persino i soldati di guardia.

Eventi e manifestazioni a San Costanzo

Stiamo allora esplorando il bagaglio di tradizioni locali che non si carica soltanto di eventi liturgici bensì trasla poi l’interesse sul folclore che investe con sommo entusiasmo gli umori della popolazione desiderosa di essere piacevolmente coinvolta. A tal proposito interviene l’organizzazione della Sagra della Polenta o Polentara, proposta a marzo e replicata a luglio per dare occasione a tutti di gustare, come nelle oltre 200 edizioni passate, la prelibata polenta condita con sugo di carne. Manifestazioni condivise con il territorio nazionale sono il consueto Carnevale di febbraio e il Mercatino di Natale a dicembre.

Il discorso su San Costanzo non si conclude qui, contrariamente al pensiero di tanti lettori giunti a questa riga: per il turista ci sono ancora doni da offrire e questi doni corrispondono alle antiche vestigia architettoniche del castello ma, soprattutto, alla cinta muraria che è gran testimone di una parte di storia decisa e condizionata dalle scelte di importanti signori quali i Malatesta e i Della Rovere. Solo ora, in conclusione del pezzo, scopriamo che un retaggio feudale ha leggermente segnato il viatico di San Costanzo, su cui pesano alcuni interventi architettonici discutibili ma anch’essi tratto distintivo di un paese divenuto cittadina autorevole, presieduta da un altrettanto autorevole Palazzo del Pubblico, vetusta sede del Podestà.

Come arrivare a San Costanzo

Si prenda l’Autostrada A14 per raggiungere l’uscita di Marotta/Mondolfo e dirigersi poi a San Costanzo; dalla stazione ferroviaria di Fano si deve salire sull’autobus delle autolinee Adriabus che percorre la tratta Barchi – Fano; l’aeroporto di riferimento è quello di Ancona, distante 37 km dalla località.

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