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Cerreto di Spoleto (Umbria): visita al borgo nella valle del Nera

Cerreto di Spoleto, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

"Il paese dei ciarlatani": è questa la strana e ben poco edificante nomea che la storia ha affibiato a Cerreto di Spoleto, un piccolo ma interessante tra i borghi dell'Umbria, nascosto nella seducente vegetazione dell’Umbria, in provincia di Perugia. La si deve in breve all’abilità coatta degli antichi abitanti nell’aggiudicarsi gli appalti di ospedali ed enti caritatevoli, atti a gestirne le opere e le questue con modi assai discutibili eppure efficaci e duraturi. Vi erano poi i dediti ai giochi truffaldini nelle piazze della località e i venditori di falsi unguenti medicali.

Il Museo del Ciarlatano

Tale arte (ampiamente spiegata nel caratteristico Museo del Ciarlatano ospitato nel Complesso monasteriale di San Nicola) fu esercitata fin dai primi anni successivi alla fondazione attestata in epoca longobarda nel territorio della Valle del Nera, dove Cerreto subito s’erse a castrum vantante un’invidiabile posizione strategica a controllo di vettori stradali colleganti influenti realtà come Terni, Norcia e Visso.

Storia

Il Medioevo, dunque, si svolse all’insegna delle lotte di potere che contrapponevano Chiesa e Impero, Guelfi e Ghibellini, insomma grosse e annose dispute che finirono a metà Quattrocento per consegnare il borgo fortificato proprio alla Chiesa, in grado di estendere il dominio anche alle entità circostanti, vedesi Bugiano, Colle Soglio, Rocchetta e Triponzio. In questa parentesi temporale, la località possedeva un castello di poggio, ovvero una rocca che sovrastava un centro storico racchiuso insieme ai tanti palazzi gentilizi da una doppia cinta muraria.

Cosa vedere a Cerreto di Spoleto

Oggi del maniero rimane un’alta torre scorgibile da lontano, mentre del perimetro resta la Porta distante pochi passi dal Monastero comprendente il principale luogo di culto zonale, vale a dire la Chiesa di San Giacomo, sede del CEDRAV – Centro per la Documentazione Antropologica in Valnerina.

Un portale archiacuto contrassegna la facciata e all’interno sembrano quasi mettersi in posa plateale le ricche tele a implemento dell’arredo, una Visitazione del 1573 realizzata da Camillo Angelucci da Mevale e, disposte una dopo l’altra, le raffigurazioni dipinte dei Santi Benedetto e Scolastica, i Santi Michele Arcangelo, Giacomo e Filippo Neri, piccoli capolavori sacri ascrivibili al Seicento. La tecnica ad affresco si può ammirare invece nell’Annunciazione, nella Crocifissione fra Santi, Storie della Passione e Santa Caterina.

Più marginale in quanto collocata a Vallo di Nera si pone la gaia e placida Chiesa di Santa Maria Assunta, il cui campanile elevato al di sopra del presbiterio era una torre di difesa prima di essere convertita nella sua nuova e attuale funzione dai monaci francescani. Sorta nel ‘300, la struttura rivela una facciata che si fa notare per il tipico rosone a dodici colonnine, poi all’interno la navata unica si fa accompagnare da una tribuna che sfocia nell’abside. Lateralmente fioccano opere pittoriche d’impatto, ad esempio il Martirio di Santa Lucia eseguito da Cola di Pietro da Camerino, Santa Caterina d’Alessandria posta affianco al San Francesco con le stimmate e la Regola, la Madonna del Latte (esiste anche il simulacro scolpito dal Maestro di Eggi e riposta in una nicchia) e una doppia Madonna col Bambino a destra dell’altare. Proseguendo, possono essere ammirati in tutta la loro maestà altri rimarcabili capolavori come l’Annunciazione, la Natività e l’Adorazione del Magi, la Crocifissione, tutte immagini che campeggiano sulla parete di fondo, opera di Cola di Pietro anch’esse. Questi gruppi di affreschi non finiscono mai di stupire e dimostrano come in una piccola chiesa si possano trovare davvero grandi e inestimabili tesori.

Nella parte alta del borgo richiama l’attenzione la Chiesa di San Giovanni Battista, il cui rosone di colonnine ne ha dodici, con il campanile a vela a due campane sostenuto da un corpus di evidente stile romanico. Fanno piacevole scalpore la Dormitio Mariae affrescata da Jacopo Siculo cosiccome i Santi Rocco e Sebastiano, ma anche uno stupendo fonte battesimale del Quattrocento, un tabernacolo in pietra del XVI secolo e la nicchia dipinta con la Crocifissione del Cinquecento, scoperta soltanto nel 1975.

La Parrocchiale incontrastata di Cerreto di Spoleto è la Chiesa dell’Annunziata, datata 1517 e sfoggiante un bel portale in pietra del 1592. Custodisce tutt’intorno all’unica navata opere quali un fonte battesimale ottagonale scolpito a rilievi sacri. In fondo ecco spuntare l’organo di Armodio Maccioni, peraltro autore dell’Annunciazione ora ubicata nel presbiterio. A questa si aggiunge la tela della Madonna del Rosario realizzata da Felice Damiani nel 1583. Tre gli altari valorizzati rispettivamente dalla Strage degli Innocenti, dal San Carlo Borromeo e gli Appestati e la Madonna col Bambino, rilevante statua lignea policroma di fattura medievale. Uscendo si adocchia l’Acquasantiera datata 1668.

Il novero dell’architettura civica registra edifici che fanno capo all’ex Palazzo Municipale (lo si conosce altresì come Palazzo Periorale), orfano di numerosi elementi antichi ma ancora provvisto del trionfale scalone d’ingresso. Troviamo allora Palazzo Argentieri con il suo decoroso Portico di Porta Nuova, il seicentesco Palazzo Bonifazi che si affaccia splendidamente su Piazza Pontano, e poi l’ottocentesco Palazzo Municipale la cui riedificazione si deve ai Lanzi di Norcia, i quali pensarono per la struttura una doppia rampa di scale in facciata, complice di una scenografia da prima della classe. Non ci vogliamo dimenticare di Palazzo Nobili, altro risultato felice di una riedificazione, Palazzo Orlandini, Palazzo Toni con in dotazione l’Arco di Narducci, in conclusione Palazzo Vespasiani, provvisto di valenti stucchi settecenteschi.

In effetti vi è ancora una chiesa non nominata ma, in verità, ritenuta la proverbiale ciliegina sulla torta, ovverosia la Chiesa di Santa Maria Delibera, pregevole edificio rinascimentale la cui facciata a capanna prelude a un censo interno accorpante in una visione artistica notevoli affreschi traducibili con la Madonna con Bambino e i santi Antonio Abate e Lucia, la Madonna della Misericordia, i policromi Fuga in Egitto e Riposo nella fuga in Egitto, la Natività e la Crocifissione.

Le terme

Oltre le mura cittadine si apre un paesaggio mozzafiato fruibile attraverso itinerari naturalistici eccezionali che danno spazio alle escursioni a piedi e in bicicletta. Lungo la Provinciale sorgono i Bagni di Triponzo, la SPA più grande dell’Umbria, un centro termale che si estende su una superficie di 1.700 metri quadrati contemplando un parco di 5 ettari entro cui prendono posto 3 vasche termali, suite private, un ristorante, un bar e un’area benessere.

Eventi, sagre e manfestazioni

Cerreto di Spoleto e le sue frazioni garantiscono un anno di intensi divertimenti e tanti, tanti eventi che si animano con il folclore locale: nel centro storico è ormai un rito fisso la Sagra del Ciarlatano, inoltre a Cascia si svolgono la Mostra Mercato dello Zafferano ma anche la Mostra Mercato del Tartufo Nero di Norcia. Già, dobbiamo assolutamente esplicitare il poderoso patrimonio alimentare che afferisce la Valnerina, stringendo a sé prodotti internazionalmente noti, il Prosciutto I.G.P. di Norcia, il Farro D.O.P. di Monteleone di Spoleto e la lenticchia I.G.P. di Castelluccio di Norcia, e ancora lo Zafferano puro di Cascia e naturalmente il Tartufo Nero, i salumi, il miele e gli ottimi formaggi.

Come arrivare

Dall’Autostrada del Sole A1 uscire a Valdichiana (in provenienza da nord) o a Orte (da sud); dalla stazione ferroviaria di Spoleto partono gli autobus della Società Spoletina Trasporti; l’aeroporto di riferimento è il Regionale Umbro Sant’Egidio di Perugia.

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