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Suvereto (Toscana): nel borgo tra i sugheri della Val di Cornia

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Il suo nome deriva dagli alberi nodosi, intricati come sculture e solcati dalle rughe del tempo, che in passato ricoprivano il paesaggio intorno al borgo e che si possono ammirare tuttora: siamo a Suvereto, che significa ‘bosco di sugheri’, incantevole borgo toscano di circa tremila abitanti, in provincia di Livorno. Adagiato nel cuore della Val di Cornia, il borgo è la culla di importanti aziende vinicole, fa parte dell’associazione ‘Città del Vino’ ed è uno dei Borghi più belli d’Italia.

Il momento di maggior splendore, per questa piccola grande famiglia stanziatasi nella Maremma, è stato il XIII secolo: in seguito, tra guerre sanguinose e fulminee battaglie, epidemie e carestie, il paese ha vissuto un periodo buio che ha rischiato di cancellare la cittadella quasi completamente, specialmente tra il XVII e il XVIII secolo. Per circa due secoli la realtà locale è rimasta bloccata, immobile, e tra gli edifici di Suvereto non si notano testimonianze di quella parentesi oscura: accanto ai palazzo medievali, austeri e affascinanti allo stesso tempo, ci sono gli edifici dell’età moderna.

Risale ai primi anni del Duecento, ad esempio, il Palazzo Comunale, nonostante l’aspetto attuale sia frutto dei rimaneggiamenti che per secoli si sono susseguiti, modificando la forma originaria. A dominare la costruzione c’è un’antica torre, detta in passato ‘della campana’ e oggi ‘dell’orologio’, perché veniva suonata per richiamare gli anziani del borgo in assemblea.
Sopra la scalinata d’accesso si apre un bel loggiato, chiamato ‘loggia dei giudici’, in cui si emettevano le sentenze e si prendevano le decisioni più importanti per la cittadinanza.

Nella parte più elevata del borgo si erge invece la Rocca Aldobrandesca, citata nei documenti ufficiali già prima dell’anno Mille, oggi formata da tre parti giustapposte: i ruderi della torre antica, risalente al 1164, quattro piani con i solai e le vestigia di una cinta muraria in parte perduta.
Varie modifiche sono state apportate col passare dei secoli: alla fine del XVII secolo, siccome non serviva più come struttura militare difensiva, la rocca verteva in stato di totale abbandono, ma successivamente venne ristrutturata sino ad assumere l’aspetto odierno.

Da vedere, tra gli edifici religiosi, il convento di San Francesco, edificato alla fine del Duecento e di fondamentale importanza per la comunità di quei tempi, sino alla soppressione Napoleonica del 1808, quando venne progressivamente convertito ad utilizzo civile. Oggi ne rimane un bellissimo chiostro, costituito da un loggiato con archi a tutto sesto, e la chiesa del Crocifisso, adiacente al chiostro di San Francesco e realizzata nel XVI secolo. Il Crocifisso che vi è custodito è una pregevole opera lignea del 1420, attribuita a Domenico dei Cori.

Un’abitante particolarmente anziana di Suvereto è la pieve di San Giusto, documentata sin dal 900 ma risalente, nella forma attuale, al 1189, come indica la ‘firma’ degli architetti Barone Amico e Bono di Calci, scalfita sul transetto di sinistra. Pregevole il portale, in stile romanico, con la lunetta e l’architrave decorati.

... Pagina 2/2 ... Infine vale la pena di visitare la chiesa della Madonna di sopra la Porta, realizzata verso la fine del Quattrocento e ingrandita alla fine del Settecento in onore di un miracolo che, a quanto dice la tradizione, sarebbe avvenuto nel 1767, quando l’immagine della Madonna, nel corso di una grande alluvione, provocò l’apertura della porta ‘di sotto’ del paese e permise così il deflusso delle acque.

Ma il vero gioiello di Suvereto è il borgo stesso, abbracciato dalle sue mura massicce e protettive, con le casette caratteristiche e le botteghe di stampo medievale, le pareti in pietra locale e sui tetti i coppi di una volta, che al tramonto si accendono di rosa, rosso e arancione. In un’atmosfera rurale che pare essersi fermata a un tempo lontano, è un piacere passeggiare tra i viottoli, i cortili, le piazzette e le scalinate, assaporando l’ospitalità della Toscana e scoprendo le tradizioni del luogo.

A proposito di tradizioni: nel borgo si svolge ogni anno un’attesissima sagra del cinghiale, nello scenario incantevole del centro storico, nella prima decade di dicembre. Per l’occasione si preparano le ricette più buone a base di cinghiale, ma si organizzano anche mostre a tema, mercatini di prodotti tipici e un suggestivo corteo con costumi di ispirazioni duecentesca, con la tradizionale giostra degli arcieri e la rievocazione della concessione della Carta Libertatis.

Uscendo dal borgo si può invece esplorare il Parco Naturale di Montioni, compreso tra i Parchi della Val di Cornia, costellato di monumenti di età napoleonica recentemente restaurati, come le cosiddette ‘terme della Baciocca’, ma soprattutto dotato di una fauna ricca e di una flora rigogliosa, tipicamente mediterranea.

Mediterraneo temperato, infatti, è il dolce clima di Suvereto, caratterizzato da temperature sempre miti e un sole generoso, praticamente onnipresente dalla primavera all’autunno. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 8°C a una massima di 17°C, mentre in luglio e agosto si va dai 21°C ai 28°C. Le precipitazioni si concentrano tra ottobre e dicembre, con una media di 9 giorni piovosi al mese.

Per arrivare a Suvereto si può scegliere tra diverse possibilità. In auto venendo da nord si prende l’autostrada A12 Genova-Livorno-Rosignano Marittimo, si esce a Rosignano Marittimo e si prosegue sulla SS1 in direzione Venturina-Piombino-Isola d’Elba, quindi si prosegue sulla SS398 fino alla meta. Venendo da sud si percorre invece la A12 in direzione Civitavecchia e si continua sulla SS1 in direzione Grosseto, per poi continuare come sopra sino a Suvereto.
Gli aeroporti più vicini sono quelli di Pisa e di Firenze, rispettivamente a 105 km e 168 km.
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