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Reggello, Toscana: visitare il Castello di Sammezzano

Reggello, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il bello della Toscana è che non serve essere grandi città per ammaliare i turisti: anche i piccoli comuni come Reggello custodiscono tradizioni, testimonianze storico-artistiche e scorci capaci di strappare più di uno sguardo estasiato. Reggello, centro di circa 16 mila abitanti in provincia di Firenze, è un gioiello immerso in un paesaggio edenico: sin dal XIV secolo le colline sono agghindate di viti e ulivi disposti sui terrazzamenti, e oltre la valle dell’Arno i colli del Chianti delimitano l’orizzonte. Il territorio è esteso e vario, costellato di casolari e piccole borgate, e tra i dolci rilievi si snoda la Strada dei Setteponti che raggiunge Arezzo. Boschi e riserve naturali sono la cornice ideale per l’escursionismo e Reggello è un concentrato di monumenti, primo fra tutti lo splendido Castello di Sammezzano.

La storia di Reggello comincia in un tempo lontano: la zona era popolata sin dall’antichità, e in epoca medievale, col nome di Castelvecchio di Cascia, fu un importante mercato. Fu ribattezzato Reggello nel 1773 per volere del Granduca di Toscana Leopoldo.
Il Castello di Sammezzano, un’autentica meraviglia, risale ai primi anni del Seicento, quando venne edificato in stile moresco dal Cavalier Ferdinando Odoardo Ximenes d’Aragona. Fu restaurato nella seconda metà dell’Ottocento da Ferdinando Panciatichi, erede degli Ximenes, con sostanziose modifiche ma accentuando ancora di più il sapore arabeggiante che lo rende simile, all’esterno, al sontuoso Taj Mahal. Le sale interne, ben 365 una per ogni giorno dell'anno, coi loro stucchi preziosi, ricordano invece l’Alhambra di Granada. Per un periodo, dopo la Seconda Guerra Mondiale, il castello fu convertito ad albergo di lusso, mentre oggi è visitabile solo in parte e solo in certe occasioni. Se ne prende cura il Comitato FPXA (Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona), che periodicamente organizza eventi al castello e visite guidate.
Pochi conoscono quest’oasi moresca nel bel mezzo della Toscana, a una trentina di chilometri da Firenze: nella culla della lingua e della cultura italiana, a breve distanza dai capolavori del Rinascimento, chi si aspetterebbe di trovare un capolavoro da Mille e una notte? Fiabesco e misterioso, il Castello di Sammezzano ha interni coloratissimi dalle linee sinuose, decorazioni che sembrano pizzi e stucchi brillanti che si ispirano ai fiori e al mondo naturale.
Per saperne di più e organizzare una gita visitate la pagina del Comitato FPXA.

Da vedere anche le numerose pievi e chiese nel territorio di Reggello. Come la Pieve di San Pietro a Cascia, fatta costruire tra il X e l’XI secolo dalla celebre contessa Matilde di Canossa, mirabile esempio di architettura romanica perfettamente conservata. Bella anche la Pieve di Pitiana, immersa in una campagna silenziosa ricamata di uliveti e vigneti, fondata probabilmente prima dell’anno Mille e custode di due opere attribuite alla scuola del Ghirlandiaio, affiancata dalla Villa Guicciardini e dalla torre campanaria.

Tra le chiese più interessanti ci sono quella di Santa Margherita a Cancelli, del XII secolo ma più volte modificata, quella di San Michele Arcangelo nel piccolo borgo di Caselli (a un chilometro da Reggello), la Chiesa di Sant’Agata ad Arfoli che secondo alcuni risalirebbe al periodo dei Goti, e la Chiesa di San Clemente ai piedi dei monti di Vallombrosa, custode di due belle sculture quattrocentesche: sono gli angeli reggi candelabro di Mino da Fiesole e il bassorilievo della Madonna col Bambino di Antonio Rossellino, entrambi allievi di Donatello.

Nella foresta di Vallombrosa – splendida meta di passeggiate – c’è l'Abbazia di Vallombrosa. La congregazione dei monaci Vallombrosiani nacque nel lontano 1015, quando il fiorentino Giovanni Gualberto arrivò in località Acquabona coi propri adepti e decise di seguire con loro la regola benedettina dell’ “ora et labora”. Pochi anni dopo cominciarono i lavori per la costruzione dell’oratorio e delle celle dei monaci, ma solo alla fine del Quattrocento il complesso assunse l’aspetto attuale. Soppresso nel periodo napoleonico, il monastero fu riaperto nel 1817 grazie al Granduca Ferdinando per poi essere nuovamente chiuso nel 1866 dal neonato Regno d’Italia. I monaci vi tornarono nel 1949. L’edificio assomiglia a un castello e possiede numerose opere d’arte, mentre nella foresta tutt’intorno all’Abbazia si incontrano tabernacoli e cappelle dedicati a Gualberto e realizzati tra il XVI e il XVII secoli. L’Abbazia di Vallombrosa è aperta al pubblico dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00 in inverno, dalle 6.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00 in estate. I pellegrini sono i benvenuti, anche per periodi di alcuni giorni.

Per ammirare da vicino documenti e oggetti inerenti alla vita dell’Abbazia visitate il Museo di Arte Sacra di Vallombrosa, contenente codici miniati, preziose maioliche, dipinti e paramenti sacri. Da settembre a giugno lo si può visitare solo su prenotazione, ma in luglio e agosto è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Maggiori informazioni si trovano sul sito dei Musei del Chianti-Valdarno.

Tutt’intorno al castello c’è la già citata Foresta di Vallombrosa, una riserva naturale biogenetica che per secoli ha ricevuto le cure amorevoli dei monaci benedettini. Oltre alle conifere vi si trova un arboreto sperimentale in cui vivono oltre 3000 esemplari di 1200 specie botaniche provenienti da ogni angolo del pianeta. Per gli amanti dell’escursionismo non mancano sentieri segnalati da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo, tra sorgenti, torrenti e scorci panoramici incantevoli.

Il calendario di Reggello è fitto di appuntamenti, perlopiù legati a tradizioni locali. In aprile il centro si riempie di profumi e colori in occasione di “Reggello fiorita”, così come in maggio per “Reggello fra le rose”. Il primo fine settimana di luglio la Festa Europea della Birra dura tre giorni e porta in scena stand gastronomici, degustazioni, eventi sportivi e vari intrattenimenti. Tra ottobre e novembre è la volta della “Festa d’autunno”, e tra novembre e dicembre c’è la “Rassegna dell’Olio extravergine di oliva”, con tanto di banchetti e l’attesissima “corsa dell’olio” che coinvolge tutto il territorio comunale, frazioni comprese.

INFO UTILI: QUANDO ANDARE A REGGELLO E COME ARRIVARE

Ogni stagione è buona per una visita a Reggello: la primavera è un tripudio di profumi e di fiori e l’autunno sorprende con le sue tinte calde. L’inverno è affascinante e misterioso e l’estate, benché esista il rischio di afa, è generalmente meno calda rispetto alla pianura circostante. Il clima può essere definito temperato continentale, con inverni freddi e estati calde ma senza picchi termici estremi: la temperatura media di gennaio è sui 3-4°C, quella di luglio va dai 21 ai 25°C. Le precipitazioni toccano i valori massimi in novembre, mentre il mese più secco è luglio.

Raggiungere Reggello non è difficile, trovandosi a meno di 40 km da Firenze. Chi viaggia in auto deve percorrere l’autostrada A1 e uscire a Incisa-Reggello. Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Rignano sull'Arno Reggello, Sant'Ellero e Figline Valdarno, sulla tratta Roma-Firenze. Da Firenze è possibile anche raggiungere Reggello in autobus.
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 Pubblicato da - 15 Marzo 2016 - Riproduzione vietata

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