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Sternatia (Puglia): Palazzo Granafei e visita alla cittadina del Salento

Sternatia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Oltre a essere uno dei più luccicanti gioielli del Salento, Sternatia alimenta con la sua presenza il territorio della Puglia considerato il cuore della Grecia salentina, isola linguistica che si distingue nella regione per la parlata nell’antico idioma del griko. Il borgo in provincia di Lecce conta ca. 2.500 abitanti e si porta dietro un lungo stuolo di esclusive che rendono unico il centro storico e uniche le architetture in esso concentrate.

Storia

Sembra che le origini del comune, seppur avvolte parzialmente nel mistero, siano antichissime e a testimoniarlo ci pensa un gruppo di tre menhir antecedenti la colonizzazione greca, cui comunque pare non essere strettamente imputabile la nascita del paese, frutto più probabile dell’unione di sette ville che avevano l’esigenza di coalizzarsi per affrontare in modo idoneo gli attacchi esterni in un periodo storico non certo facile.

Sta di fatto che la porzione di terra sulla quale l’abitato sorge fu soggetto a diverse occupazioni e fu quindi crocevia di molteplici popolazioni come Greci, Romani, Bizantini e Normanni. Sternatia si fece più stabile intorno al ‘300, quando poté gradualmente ripopolarsi e anche proteggersi tramite l’erezione di una cinta muraria, che purtroppo non impedì l’invasione ottomana annullata solo alcuni anni dopo dall’intervento delle truppe aragonesi e, in particolar modo, dagli Acquaviva cui il borgo deve molto poiché traghettato fino all’Unità d’Italia da una famiglia sotto la quale la popolazione riuscì a prosperare, crescere e svilupparsi economicamente.

Oggi il paese si è scrollato di dosso molti incrostati anacronismi ma ha mantenuto fede alla storia stringendosi intorno alla più vivida tradizione del passato, continuamente echeggiante attraverso usi, costumi e vecchi parlati mai caduti in disgrazia, anzi fomentati dalla trasmissione quotidiana alle nuove generazioni.

Cosa vedere a Sternatia

Girando per le sinuose stradine di Sternatia andiamo a scoprire meraviglie che incantano ancora la vista e stimolano la cultura dell’osservazione. Nella terra del sano mangiare non possono mancare i frantoi per la spremitura delle olive e nel borgo ve ne sono due ipogei, il Frantoio di Porta Filia posto a 8 metri di profondità e il Frantoio di Palazzo Granafei: qui la tradizione è rimasta intatta e i due ambienti si perdono nella notte dei tempi insieme alla produzione secolare di olio extravergine d’oliva nella terra dei buongustai.

Palazzo Granafei

Il Palazzo Granafei è una delle perle del centro storico, è maestoso, vetusto e ricalca appieno la concezione baronale di residenza concepita in stile barocco salentino. Sorto verso il 1740, ha la struttura di un castello a più piani, tutti decorati con sculture, affreschi e richiami mitologici convoglianti in un giardino pensile ancora perfettamente preservato.

Affianco al palazzo s’erge austera la Chiesa di Maria Santissima Assunta, quasi coeva alla vicina costruzione e dotata di campanile arretrato che pensa a valorizzare un lato mentre la facciata si mostra già sufficientemente elegante, proprio come l’ambiente interno che sfoggia dipinti allegorici, simbologie sacre e quattro altari intitolati rispettivamente a Sant’Oronzo, Sant’Antonio da Padova, all’Annunciazione e a San Gaetano di Thiene. Non è finita poiché nel transetto figurano altri quattro altari e nel presbiterio arride l’altare maggiore accompagnato da una cantoria d’organo a canne che lo sovrasta. Il Convento dei Domenicani è di fine ‘400, contempla un corpo monasteriale e una chiesa che ne rafforza la presenza sviluppandosi intorno a un chiostro quadrangolare. Anche in questo caso l’abbondanza di altari fa intuire una tendenza all’arricchimento barocco proprio dei luoghi sacri di stampo salentino.

Qui gli edifici sacri spuntano un po’ come funghi, perciò strabuzzate gli occhi ma non contateli, sono davvero tanti e fra questi si deve far menzione della settecentesca Chiesa di San Rocco, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli ch’è invece cinquecentesca esattamente come la Chiesa della Madonna dei Farauli dal portale tipicamente rinascimentale. Possiedono una fiera dignità anche le cappelle e tra loro spiccano in beltà e significanza la Cappella di San Vito d’impianto seicentesco, la Cappella dello Spirito Santo e le antiche cripte di San Pietro e San Sebastiano.

Volendo ci si può incamminare fuori dell’abitato allontanandosi da quel “salotto” ch’è Piazza Umberto I e s’apre così un paesaggio rurale che s’agghinda di particolari elementi direttamente assimilati dalla campagna, principalmente le masserie, i muri a secco assemblati in pietra leccese e, infine, i caratteristici furni sparsi un po’ in tutto il territorio salentino.

Eventi, sagre e manifestazioni

Sternatia vive certo di un’architettura che attrae il turismo ma è in vero il folclore a divampare tutto l’anno per portare festa e sacro delirio. In qualunque ambito, il folclore rappresenta il massimo comun denominatore, il motivo principale, la chiave di volta e la linfa che anima qualunque manifestazione in ambito religioso o pagano che sia. Il suggestivo Presepe Vivente termina l’anno e ne inizia un altro battezzandolo sotto i migliori auspici dell’Avvento.

Il 20 gennaio ecco avvenire la Focara di San Sebastiano, poi il periodo quaresimale detta i tempi di numerose rappresentazioni dedicate alla Passione di Cristo, inoltre si assiste all’esposizione delle pittoresche Coremme (fantocci che riproducono le tre Parche), alla Fiera Mpessima e alla Festa della Madonna degli Angeli che porta in paese una lunga serie di avvenimenti a carattere aggregativo.

Agosto è di sicuro il mese in cui la festa è sostanzialmente all’ordine del giorno: nei primi giorni imperversa la Pizzica in Festa – Sagra dei sapori salentini che mixa la tradizione del ballo alle consuetudini della tavola imbandita; seguono la Notte della Taranta con il suo ulteriore strascico di balli, la Festa di San Rocco, la Festa di San Giorgio e a ottobre la Festa degli Alberi per l’educazione ambientale rivolta ai più piccoli. Si chiude l’anno con la Focara di Santa Lucia a dicembre.

Come arrivare

A Sternatia si arriva percorrendo la SS 16 Adriatica; la stazione si trova sulla linea ferroviaria LecceOtranto; navette autobus collegano gli aeroporti di Bari e Brindisi alla località.

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