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Valpelline (Valle d'Aosta): visita al comune e le escursioni ai rifugi

Valpelline, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Ben 23 frazioni vanno a comporre come le caselle di un romantico mosaico il comune di Valpelline, paese che a 960 metri s.l.m. esprime tutta la vitalità della Valle d’Aosta. Questo borgo adagiato su una conca decorata da vasti prati e rigogliosi frutteti sorge sul territorio della Valpelline, comprensorio di laghi e aree ad alta percorribilità pedonale (gli itinerari e i sentieri sono tantissimi e dunque le escursioni a piedi o in bicicletta si sprecano anche in inverno toccando una miriade di rifugi fino al grande lago di Lac de Places de Moulin) attraversato dal torrente Buthier, lungo il quale è stata istituita una riserva di pesca in uno specifico tratto di 3 km ricchissimo di trote superiori ai 500 gr., prede perfette per gli appassionati della canna da pesca.

Da non mancare soprattutto il Tour dei 4 rifugi della Valpelline, un percorso impegnativo di trekking dalla durata di 5 giorni che tocca il Rifugio Prarayer, il Rifugio Aosta, il Nacamuli Collon che supera i 2800 m di altitudine e il Rifugio Crete Seche.

Il villaggio della Fontina, festa, museo ed eventi

Non è tuttavia il pesce la prelibatezza per cui Valpell ne si è fatta conoscere negli anni: nei suoi caseifici viene prodotta una Fontina talmente eccezionale da essere certificata dal marchio D.O.P. e “raccontata” nel Museo della Fontina che si trova ubicato in frazione Frissonniére. È altresì risaputo che l’ultima domenica di luglio ricade la tradizionale festa che rivela la squisitezza nota come Seupa à la Vapelenentse, piatto di origine contadina realizzato con ingredienti poveri, pane raffermo, verza e fontina, utilizzati per comporre teglie con strati alterni bagnati di brodo di carne, ricoperti di burro fuso e cannella e infine cotti in forno per un tripudio di gusto rigorosamente filante.

Altri eventi inscritti nel calendario locale sono la Féa de Vapeleunna, tradizionale fiera del bestiame che si tiene a ottobre, e il Carnevale della Combe Froide, in cui maschere parodiche ispirate alla tenuta militare delle milizie napoleoniche sono impegnate nella sfilata delle Landzette.

Storia

La storia di Valpelline scorse piuttosto lineare, raffermandosi nel Medioevo all’ombra del feudalesimo esercitato dai Signori di Oyace, dai Quart e dai De La Tour prima del passaggio ai Savoia. Nel complesso la sua popolazione è sempre rimasta contenuta, infatti oggi si contano all’incirca 600 persone a comporre un tessuto sociale agile e molto semplice, legato ai valori del passato.

Cosa vedere a Valpelline

Anche gli edifici mantengono viva memoria dell’epoca in cui sono stati costruiti. Non fa eccezione la Parrocchiale di San Pantaleone, settecentesco luogo di culto a pianta rettangolare e tre navate sotto un classico tetto a spioventi di eclatante dimensione. La chiesa è riconoscibile a grande distanza per il campanile a cuspide eretto nel 1722 (possedeva otto campane, ma cinque vennero fuse da Napoleone Bonaparte per farne cannoni), ergo insieme alla struttura ecclesiastica, ma altri pezzi caratterizzano il corredo sacro, il bel portale in pietra presieduto dalla statua lignea del Santo titolare, un maestoso altare maggiore, un battistero ospitante la quattrocentesca vasca battesimale, il pulpito in legno e un piccolo ma curioso museo d’arte sacra.

La parrocchiale è poi fiancheggiata dalla Casa de la Tour, forte innalzato in epoca medievale dall’omonima famiglia. Tutt’intorno si distendono gruppi peculiari di case che colpiscono il visitatore per i lunghissimi balconi in legno, tipici dell’architettura montana. Sono ancora da vedere La Tornalla, torre a pietra rotonda di cui non sono tuttora certe le origini storiche, e La Prebenda, sede nel 1744 di un insegnante di lettura e scrittura chiamato ai tempi prebendario. Accanto vi sorge oggi – ça va sans dire - un istituto scolastico.

Come arrivare a Valpelline

Dall’Autostrada A5 uscire ad Aosta Est e imboccare la strada per il traforo Gran San Bernardo e infine la strada regionale; dalla stazione ferroviaria di Aosta recarsi a piedi all’autostazione da cui parte la navetta diretta al paese; l’aeroporto di Aosta è quello di riferimento.

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