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Vacanza nell'arcipelago della Maddalena: cosa vedere e cosa sapere

Popolate in epoca primitiva, le isole di questo arcipelago furono successivamente abbandonate e frequentate occasionalmente solo da pochi pastori corsi fino al 1767, quando entrò a far parte del Regno di Sardegna come base navale. Situato all'estremità nord-orientale della Sardegna, l’Arcipelago della Maddalena, è for­mato da numerosi isolotti e da quattro isole maggio­ri: La Maddalena, Santo Stefano, Caprera, Spargi e da altre tre più piccole nella parte meridionale delle bocche di Bonifacio: Budelli, Razzoli e Santa Maria.

La Maddalena è l'unica delle sette isole dell'arcipelago con un abitato umano stabile che vive lungo la costa sud dell'isola, si presenta con le case che si arrampicano fino alle falde del colle Guardia Vecchia (156 m.) superando gli antichi confini che erano formati dalle due insenature di Cala Gavetta, ad ovest, e Cala Chiesa, ad est. Il territo­rio, decisamente pano­ramico ma non adatto alle colture agricole, si presenta nel suo centro come un altopiano increspato ed irregolare di gra­niti, solcato da val­loni e ricoperto da bassa mac­chia mediterranea. Da vedere sul lungomare vicino al porto: la caratteristica palazzata di graziosi edifici dell’800, la parrocchiale di Santa Maria Maddalena in stile barocco, e l’incantevole Cala Gavetta, con i più anti­chi palazzi della città, risalenti alla fine del `700. Nel centro antico si conservano angoli interessanti da percorrere a piedi tra vicoli, scalinate e slarghi; nella parte alta della città, l'ex forte di Sant'Andrea, situato su uno sperone granitico e adoperato fino a qualche tempo fa come prigione. Per quanto riguarda le spiagge, la motivazione principale che attira il turista, vengono segnalate quelle Bassa Trinità a Cala Maiore di Monti d'Arena, dell'isoletta Giardinellì (unita da un istmo), l'insenatura di Spalmatore, la Cala Lunga, la costa di Abbatoggia e di Stagno Torto, tutte raggiungibili dalla strada panora­mica, che consen­te il giro completo dell'isola. Ricordiamo, inoltre, nell’adiacente isola di Santo Stefano la base navale ameri­cana ospitata dal 1972 e che rimarrà attiva fino ai primi mesi del 2008.

Caprera è collegata ad est di La Maddalena dalla diga di Passo della Moneta, su cui sarà attivo, secondo i progetti, un ponte mobile per consentire il pas­saggio delle imbarcazioni, Caprera è frequentata attualmente solo da pochi pastori. Acquistata nel 1856 da Giuseppe Garibaldi, che l'abitò sia occasionalmente che per lunghi periodi e dove morì nel 1882, fu liberata nel 1981 da tutte le servitù militari e dichiarata, l'anno dopo, riserva natu­rale per l'intatta bellezza del suo territorio. Da vedere: il Compendio Garibaldino con la casa bian­ca di Giuseppe Garibaldi, davanti alla quale si trova il busto dell'eroe e un mulino a vento posto presso l'ingresso del museo, uno dei più frequentati d'Italia. Dopo la visita delle varie stanze, un sentiero conduce alle tombe dove è sepolto il combattente con la sua famiglia. Percorrendo una strada sterrata lungo la pineta che ricopre il centro dell'isola, si può salire al posto di vedetta in cima al Monte Teialone di granito rosa, con una ripida scala dì origine militare, per ammirare un panorama straordinario che spazia fino alla costa nord-orientale della Sardegna e fino a Santa Teresa di Gallura. Altra cima panora­mica è il Poggio Stefano Le bellissime spiag­gie da ricordare sono: a sud Cala Portese e Cala Andreani, a nord-ovest Cala Napoletana, ad est Cala Brigantina e ad ovest Cala Garibaldi. Un sentiero consente dì accedere anche la Cala Coticcio, una delle più affascinanti dell'arcipelago e della Sardegna, più facilmente raggiungibile in barca. A Caprera opera il Centro Velico omonimo, uno dei più famosi d'Italia.

Spargi, in assoluto questa isola presenta, sulla costa orientale, alcune spiagge il cui ambiente naturale, il colore della sabbia e la trasparenza delle acque non teme davvero nessun confronto. Da sud a nord troviamo: Cala Corsara, Cala Soraia, Cala Granar, Cala Conneri e la Cala Canniccio con insediamenti militari abbandonati. Di forma rotondeggiante, l’isola è molto vasta e di aspetto veramente scosceso e selvaggio, in particolare nell'entroterra, ricoperto a tratti da una fitta macchia; nella parte nord-occidentale dell'isola troviamo l'ab­bandonato porticciolo militare dì Cala Granu, da cui, tramite un sentiero, si sale ad altri resti militari, risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

Budelli con una superficie di 1,6 km², è l’isola più a sud del gruppo delle tre isole sullo stretto di Bonifacio; famosissima per la sua spiaggia rosa è cosiddetta per il colore della sabbia, dovuto alla grande quantità di frammenti di corallo e conchiglie che portati dalle correnti marine donano un colore rosa alla spiaggia. Purtroppo oggi rimane ben poco di quello che era così tanto piacevole agli occhi: il saccheggio della sabbia da parte dei turisti e l’arretramento della prateria causato dagli ancoraggi delle barche, ha profondamente modificato la composizione della sabbia provocando la quasi scomparsa del suo colore rosa. Pertanto dal 1998 la spiaggia è stata chiusa alla balneazione. Tramite un imbarcazione è comunque stupendo percorrere il canale tra le isole, detto Cecca di Morto o Porto della Madonna, per raggiun­gere la spiaggia del Cavaliere, di fronte a Razzoli e Santa Maria. Da vedere anche Cala di Trana, Cala di Cisternone e Cala Piatto. L’interno dell’isola è dominata da una fitta boscaglia mediterranea dove hanno la supremazia i ginepri fenici. Monte Budello è il punto più alto dell’isole e si eleva fino a 87 m. s.l.m.

Situata a nord-est dell’Arcipelago, troviamo Santa Maria. Separata da La Maddalena dal canale dove si trovano anche gli isolotti Barrettini e Corcelli; è l'unica isola ad essere sede di un certo numero di ville, delle quali una era abitata tutto l'anno (fino al 1990). La spiaggia più grande è Cala Santa Maria, che si può raggiungere con le motobarche che partono da Santa Teresa, da Palau e da La Maddalena. Più solitarie e panoramiche le spiaggette della costa nord-est, verso Razzoli: Cala Tamerici e Cala Drappo sono le più importanti. L’interno dell’isola conserva vari tratti di macchia e di foreste di ginepri.

Per niente paragonabile alle spiagge di Spargi e Budelli, Razzoli è comunque di grande suggestione per le rocce di granito giallastro e rosato erose dal vento in una moltitudine di forme (Punta di Cala Lunga, Punta Calaccia e Cala del Rosario) e per le scoscese scogliere dominate dal faro, l’edificio più suggestivo dell’intero arcipelago, ma purtroppo in stato di abbandono. Da menzionare comunque la spiaggetta della Cala Lunga, profonda insenatura della parte sud-ovest dell'iso­la, o quella posta a nord del Passo degli Asinelli. Quest’ultimo, che unisce l'isola di Santa Maria a Razzoli, con un passaggio non più largo di 30 metri, presenta ancora una volta acque con colori da favola!
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