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Samassi (Sardegna): visita alla cittadina del Medio Campidano

Samassi, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Samassi dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

La Sardegna più brulla e stepposa è un’immagine che sicuramente non appartiene all’esteso lembo del Medio Campidano, area ad alta densità pianeggiante che inneggia concretamente alla fertilità dei campi coltivati a ortaggi, cereali e viti, includendovi mandorleti e uliveti. Nella terra ove trionfa la coltura di messer carciofo, protagonista di una sagra cruciale per l’economia autoctona, s’ergono campanilistici borghi come Samassi, la cui posizione geografica contempla l’attraversamento intracittadino del Rio Mannu e la naturale elevazione del colle sul quale la storica Chiesa di San Geminiano anela e ottiene l’ammirazione quotidiana di sguardi rivolti verso l’alto.

Il Carnevale di Samassi

Società e cultura, enogastronomia e agricoltura si possono definire i capisaldi della quotidianità che effigia un paese ancora in grado di entusiasmare i suoi 5.000 abitanti e, soprattutto, intrattenerli a dovere con i suoi molteplici eventi, fra di essi il Carnevale samassese impostosi come pezzo di tradizione autoriale vivace e indefesso, un appuntamento colorato, giocoso, pervaso dall’incedere di pittoreschi carri allegorici seguiti dai cortei mascherati is mascareddas, momenti simbolici addolciti da parafrittus e tzippuas che proseguono per dieci giorni per culminare il Martedì Grasso.

Storia

Siamo a 40 km da Cagliari, in una zona puntellata qua e là di significative vestigia archeologiche tradottesi in tracce nuragiche, resti di villaggi e abitati prenuragici nonché sepolcreti riconducibili all’epoca romana. Il Medioevo fu contrassegnato dall’appartenenza al Giudicato di Cagliari, crollato il quale Samassi passò sotto dominio pisano e poi aragonese assumendo pian piano i tratti fisionomici e giuridici del feudo, retto fino alla decadenza del regime dai Ricca di Castelvecchio.

Cosa vedere a Samassi

Samassi piace perché bilancia il proprio arcaismo con inedite ricchezze che impregnano culturalmente un centro storico pieno di sorprese e di edifici fra cui la Parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato, bianca, grande, importante, aperta al culto al concludersi del XVI secolo. La sua struttura in blocchi di tufo appare stilizzata secondo la concezione gotico-aragonese, che impone all’interno la pregevolezza di un altare a marmi policromi.

Posteriore al XVII secolo, la Chiesa di Santa Margherita fa della compostezza innata il motivo del proprio splendore, enfatizzato da un arioso portico contraddistinto da archi a tutto sesto. L’austerità e il carattere semplice si notano nelle sue fondamenta e nel campanile a vela che spunta sopra il tetto. La Chiesa di San Giuseppe è stata eretta nel 1652 in seguito a un voto fatto per la cessazione di un’invasione di locuste. Recentissima la Chiesa di Sant’Isidoro, distaccata dall’abitato in quanto si trova nell’Oasi Sant’Isidoro, area dove si è soliti rilassarsi potendo anche fare dei bei pic-nic.

Il monumento emblematico di Samassi resta sempre e comunque la Chiesa di San Geminiano, il cui costrutto in pietra rachitica di Serrenti carica la cifra stilistica romanica. Ha ereditato alcuni ornamenti da un preesistente luogo di culto bizantino, che ben si sposano con gli archetti pensili frontali e laterali e i fregi arabo gotici, non intaccanti la complessiva sobrietà dell’unicum a singola navata e abside semicircolare sovrastata da capriate lignee. Meno monumentali ma alquanto illustrative si dimostrano le case di terra cruda, ovvero quelle rudimentali dimore contadine costruite in un remoto passato con mattoni di fango, detti ladiri.

Altre sagre ed eventi

L’affezione dei samassesi per la tradizione è incondizionata e manifesta specialmente nelle occasioni celebrative religiose. La Festa di Santu Millanu, ad esempio, è venerazione allo stato puro del Santo Patrono, cosicché la Chiesa di San Geminiano ha il suo atteso momento di gloria vestendosi di tutto punto per la partenza del simulacro in processione fino alla Parrocchiale: è un tripudio di luminarie, sventolii di bandiere e rintocchi di campane frenetiche. Sa festa manna si svolge a metà settembre e per giorni la popolazione si ritrova in piazza a onorare la ricorrenza, ballare, cantare e naturalmente mangiare riunendosi attorno alle braci sulle quali scoppietta la carne innaffiata di vino. La Festa di Santa Margherita ha anch’essa un suo particolare fascino, ma più viva che mai fa notizia la Festa di Sant’Isidoro, dedicata a fine maggio al lavoro degli agricoltori e per questo vede sfilare mezzi agricoli e carri insieme alla statua del Santo.

Veniamo poi a S’Incontru, l’apice della ritualità religiosa al quale fanno da protagonisti i simulacri lignei del Cristo Risorto e della Madonna, portati separatamente in processione per le vie del paese fino al fatidico incontro fra le due personalità cristiane, il Figlio e la Madre, dopodiché la processione diventa unica, diretta alla Parrocchiale dove ha luogo la Messa Pasquale. Sentiti e partecipati sono i Fuochi di Sant’Antonio Abate che illuminano e riscaldano l’inverno di queste terre, pire infuocate che possono raggiungere tranquillamente i 6-7 metri di altezza, spettacolari falò che assurgono a punti di ritrovo popolari dove raccontarsi storie, ridere, scherzare, gustare pietanze e in questo modo vivere una notte di antichi ricordi.

L’Estate Samassese è un susseguirsi caloroso di spettacoli, attività culturali, concerti ed eventi che appassionano ambo i generi e generazioni diverse. Apre ufficialmente il parterre del divertimento la Festa della Musica, un 21 giugno memorabile per tutti i fan delle melodie, del rock e del giubilo orchestrale.

Come arrivare a Samassi

In paese arrivano la SP 56, la SP 60, la SS 196 e la SS 293; dal 1871 la stazione di Samassi-Serrenti serve l’abitato; l’aeroporto di Cagliari è quello di riferimento.

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