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Paestum: visita ai templi dell'antica cittą di Poseidonia

Paestum, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Lungo la porzione più meridionale della pianura del Sele, poco prima che si innalzino i contrafforti montuosi del Cilento, da circa 2600 anni il paesaggio del golfo di Salerno è accompagnato dal solenne profilo dei templi di Paestum, una delle più limpide testimonianze del periodo della Magna Grecia, ed uno dei siti archeologici più importanti di tutta la penisola italiana. Paestum è facile da raggiungere trovandosi a circa mezz’ora d’auto da Salerno. Per chi arriva da nord si imbocca la Salerno-Reggio Calabria (A3) e si esce a Battipaglia. Da qui si imbocca la Statale N°18 con direzione Acropoli. Si percorre questa strada scorrevole per 22, 5 chilometri prima di svoltare a destra e raggiungere gli scavi di Paestum. In alternativa per chi proviene da sud. Sempre sulla A3, si può uscire ad Atena Lucana e prendere la Strada Statale 166 in direzione Roccadaspide. In totale i km da percorrere dall’uscita sono circa una settantina, na il percorso seppur spettacolare risulta un po’ tortuoso.

Storicamente parlando Paestum fu fondata circa 6 secoli prima di Cristo dagli abitanti di Sibarim in Calabria che la chiamarono Posidonia, in onore della divinità del mare Podeison, divenuto poi Nettuno nella mitologia romana. Il crollo di Sibari da parte dei crotonesi (520 a.C.) lasciò via libera ai Lucani che circa un secolo dopo presero possesso della città chiamandola Paiston, nome poi evolutosi in Paestum con l’avvento nel 273 a.C. della dominazione romana. Cadde l’impero romano, ma le zone paludose del Sile protessero in parte i resti di questa città, a parte le incursioni saracene dal mare, con l’ultimo “saccheggio” compiuto dai Normanni che utilizzarono parte del materiale di Paestum per la costruzione del Duomo di Salerno. Ma da allora la città cadde nell’oblio, fino alla sua scoperta in epoca romantica e da allora richiama numerosi viaggiatori che non sanno resistere al richiamo del fascino della storia e alla bellezza dei suoi antichi templi.

Il periodo migliore per visitare Paestum è sicuramente la primavera ma anche l’inverno può avere il suo fascino. Una delle più belle descrizioni di Paestum fu data dal poeta inglese Percy Bisshe Shelley che passando da queste zone nel mese di febbraio ne colse l’aspetto magnifico con la cornice delle montagne dell’Appennino ricoperte di neve. In inverno però il clima è freddo e ventilato, con minime intorno ai 5 gradi centigradi e massime comprese tra i 10-12 °C, ma dopo marzo il clima diventa molto gradevole e s’accompagna alla fioritura delle campagne che aggiungono poesia ai magnifici scenari architettonici. In estate il clima è molto stabile, predominano le giornate soleggiate e con le elevate temperature che possono raggiungere e superare i 30 °C, ma fortunatamente spesso ci pensano le brezze a mitigare la calura. In ogni caso in estate è consigliabile visitare i templi di paestum la mattina presto, quando il sole non raggiunge grandi altezze. I periodi più piovosi sono l’autunno e l’inverno, quando si arriva ad avere circa 14 giornate di pioggia al mese.

Quando si arriva lungo la strada statale 18 già da qualche chilometro lo sguardo è preso dai profili dei tre tempi principali, i veri gioielli degli scavi di Paestum e cioè il il Tempio di Athena o di Cerere. E la spettacolare coppia del Tempio di Nettuno (Poseidone) con il Tempio di Hera (detto la Basilica). Tutto il sito archeologico è racchiuso da una doppia cortina di mura, ben conservate, che cinge tutto il sito per un perimetro complessivo di oltre 4 chilometri e mezzo. Tra esse si aprono quattro porte d’ingresso, e cioè la porta della Sirena ad est, la porta Aurea a nord, quella Marina ad ovest e la Porta della Giustizia a sud. Da quest’ultima porte si apre l’asse portante del sito di Paestum, la cosiddetta Via Sacra che prende il nome dai santuari che immediatamente si aprono alla sua destra, e che conduce tagliando tutto il centro abitato fino al Tempio di Cerere.

La Basilica, conosciuta anche con il nome di tempio di Hera, e questo ci ricollega alla dominazione di Sibari, città che aveva questo culto di origine Achea. E’ il tempio più antico della terna di Paestum, e il nome di Basilica viene utilizzato in modo improprio, visto che si trattava di un edificio religioso e non della vita politica della città. Possiede una architettura dorica ed una dimensione di 26 metri di larghezza per 55 metri di lunghezza.

Ancor più imponente a fianco si erge il magnifico Tempio di Poseidone, Nettuno secondo i romani, un vero capolavoro che fu eretto in stile dorico, con un doppio ordine di colonne e sei nel fronte, nel 460 avanti Cristo. Per molti archeologici è un tempio paragonabile a quello di Zeus ad Olimpia, con il vantaggio che questo di Paestum è ancora in piedi da oltre 2.400 anni.
Il terzo tempio da visitare è il Santuario dedicato ad Atena, il Tempio di Cerere. E’ il più piccolo dei tre, 36 x 16 metri sempre con colonne doriche di cui sempre sei nella bella facciata

Oltre ai tre templi principali Paestum ha da offrire altri edifici con un certo interesse. Sempre lungo la Via Sacra troviamo il Foro, relativo al periodo romano dell’insediamento, affiancato dal Capitolium e dall’Anfiteatro che si apre alle sue spalle. Quest’ultimo è visibile per metà, visto che la sua porzione più orintale si trova ancora sepolta al di là della Strada in un terreno privato. Sempre lungo la via Sacra troviamo un ginnasium, che dovrebbe aver preceduto la costruzione dell’Anfiteatro.

L’esplorazione del sito di Paestum non può prescindere da una visita al Museo Archeologico Nazionale, che raccoglie i pezzi pregiati emersi dagli scavi della zona, ma anche da altri luoghi dell’Italia meridionale. Il museo raccoglie le spettacolari 33 metope del tempio di Hera Argiva che si trova a nord, lungo il fiume Sele, una volta presso le sue foci.
Notevoli anche le sei metope del Tempio di Poseidone, una statua di Zeus e la “tomba del tuffatore”, così chiamata per un affresco di grande importanza, unico del suo genere e del periodo, che raffigura una figura umana (forse un anima) che si tuffa nelle acque, segno di passaggio dal mondo terreno a quello dell’aldilà.

Consigli pratici per la visita a Paestum:
l’ingresso al Museo Archeologico Nazionale ed all’Area dei Templi richiede due biglietti separati; esiste comunque un biglietto cumulativo al prezzo totale di 6,50 euro, contro i 4 euro di ingresso singolo
IPer visitare gli scavi è consigliabile indossare calzature comode .
L’orario d’apertura degli scavi è dalle 9:00 fino ad un’ora prima del tramonto, mentre la biglietteria chiude due ore prima del tramonto.
I giorni di chiusura sono il il 25 dicembre, il 1° gennaio ed il primo maggio. Il museo è chiuso il primo e terzo lunedì del mese.

Tra gli eventi da segnalare il Paestum Festival che si effettua ad agosto nell’arena dell’area Archeologica, e che si svolge con spettacoli di musica, teatro danza e lirica.

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