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Orsago (Veneto): visita al comune della provincia di Treviso

Orsago, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Un tempo località persa tra le paludi dell’area trevigiana in un contesto piuttosto selvaggio, Orsago oggi ha trovato la quadratura del cerchio imbonendo i cercatori di borghi particolari, sicché esso a tutti gli effetti si inserisce in tal genere. Il territorio si palesava anticamente ricco di habitat abbondanti di vegetazione, in specifico modo faggi, querce, canneti e florido sottobosco che attualmente è sempre più diradato per scelte edilizie volte all’ottica marcatamente turistica.

Orsago è adesso un luogo aperto a molteplici soluzioni di soggiorno, permette infatti una villeggiatura a tutto tondo che già i Romani avevano lungamente caldeggiato costruendo numerose ville circoscritte in una fitta e oculata centuriazione.

Storia

La vera e propria nascita dell’abitato è dovuta allo stanziamento dei monaci benedettini, istitutori nel IX secolo di un’abbazia su concessione del Patriarca di Aquileia e beneplacito di papa Innocenzo II. È grazie al lavoro dell’ordine monacale che il borgo poté vestire i panni di centro agricolo le cui risorse si evinsero esattamente da quelle zone bonificate rese ampiamente coltivabili.

Sul finire del ‘600 la mano religiosa passò il testimone al polso innovatore patrizio nella figura del nobile veneziano Vincenzotti, trait d’union fra Orsago e la Repubblica di Venezia che ne mantenne il dominio pressoché fino alla venuta di Napoleone Bonaparte e relativa occupazione transalpina, una nota positiva per il Comune e per un territorio ulteriormente rafforzato e adornato di opere pubbliche assolutamente necessarie al progredire della vita sociale ed economica. A seguito del processo dell’Unità d’Italia, Orsago cambiò nuovamente conformazione introducendo un sistema destinato a prender piede inesorabilmente, ovverosia quello industriale accostato ad attività artigiane intramontabili, la viticoltura in primis, la coltivazione cerealicola, tessitura e metallurgia.

Cosa vedere ad Orsago

La storia è rimasta ben viva negli edifici che si raccolgono in un assetto urbano pulito e ordinato a misura di turista, il cui percorso iniziatico nella cittadina (quasi 4.000 abitanti censiti) potrebbe toccare come primo monumento d’interesse la Chiesa di San Benedetto Abate, costruzione di fine Seicento che contiene pezzi artistici pregiati, il soffitto affrescato con la Trinità e Gloria di Maria Immacolata e di San Benedetto e la pala d’altare che rappresenta la Gloria di San Benedetto Abate, ascritta alla bottega di Agostino Ridolfi.

Coevo alla chiesa è il Palazzo Basso, caratteristico per la facciata tripartita e dotata di un terrazzino a sovrastare il portale d’ingresso. All’incrocio tra via Corridoni e via Scarabellotto troviamo il Sacello della Madonna dell’Uva (più antico del Sacello di Bavaroi), che evidenzia la presenza della Madonna con grappolo d’uva e Santi, pala d’altare inserita in una costruzione datata 1872 secondo impressione sulla chiave dell’arco a tutto sesto. Rimanendo su via Corridoni s’incontra la Chiesa di Cristo Redentore, edificata esattamente nell’anno inaugurale del XX secolo e ottemperante i canoni della massima semplicità architettonica. Molto belli gli otto dipinti di Giancarlo Buttignol, l’altare ligneo di Fiorenza Calzavara e la statua del Cristo Redentore cinta fra due colonne doriche.

Si può solo supporre che Villa Carli-Grumati abbia visto la luce nel XVII secolo. Priva di opere d’arte, è opera d’arte essa stessa, esteticamente minimale ma agghindata di elementi che si fanno ampiamente notare, dal viale acciottolato che conduce all’ingresso agli splendidi balconi del secondo piano. Altre eleganti residenze sono visitabili a Orsago, Villa Vincenzotti Cefis Fiorin (vi è annessa una chiesa ora sconsacrata) con le pale d’altare raffiguranti San Pancrazio e la Vergine col Bambino seduta in trono tra i Santi Pietro e Antonio, la contigua Villa Vincenzotti Michelin Favretti, Villa Priuli Chastonay di rilevata maestosità, Villa Sbrojavacca Maffei Marconi Zanin e Villa Licini, l’ultima nata nel 1879 e più conforme allo stile della cascina.

È del 1719 la Chiesa di Sant’Elena, il cui massimo tesoro è costituito dalla Vergine del Rosario con il Bambino attorniata da angeli e avente ai suoi piedi S. Elena che regge una grande croce e S. Antonio che regge un giglio. Distaccata ma facente parte dell’abitato, la quattrocentesca Chiesa di San Pancrazio incuriosisce per la sua amena posizione sulle rive del fiume Gravon sotto l’ombra attiva di alti salici. Rimaneggiata a più riprese, sfoggia un bel soffitto a cassettoni, l’altare marmoreo sopraelevato e il rilievo della Santissima Trinità. La solare Piazza Diaz accoglie la discrezione della piccola Chiesa della Santissima Maria Bambina, fiancheggiata dalla scuola materna del paese. La Chiesa di Sant’Antonio (1691) e la Chiesa della Pace (1958) offrono stili misti che fanno da armonizzatori all’intero costrutto architettonico. Per dare un’occhiata alla vecchia Orsago occorre recarsi al Borgo Pavia, ove il tempo si è letteralmente fermato e tutto è rimasto come all’epoca della primigenia fondazione. Edifici e abitazioni risalgono principalmente al periodo feudale.

Eventi, sagre e manifestazioni

C’è altro? Ah, sì, un evento da non perdere sul finire di giugno, Orsago DiVino, appuntamento fisso con l’enogastronomia locale, un tour di degustazione comprendente i prodotti di punta delle storiche cantine del territorio.

Come arrivare ad Orsago

A Orsago si arriva con la SS 13 Pontebbana, che conduce fino al centro storico; la stazione ferroviaria si trova ubicata lungo la linea Venezia – Udine; l’aeroporto Marco Polo di Venezia è quello di riferimento.

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