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Aci Catena (Sicilia): visita alla cittą della provincia di Catania

Aci Catena, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La storia di Aci Catena e delle altre Aci della provincia di Catania gravita intorno alla fondazione dell’ormai scomparsa città greca Xiphonia e alla relazione amorosa e leggendaria della ninfa Galatea con l’umile pastore Aci, legame narrato da Virgilio e Ovidio. Rimane in posizione interna sulla Riviera dei CIclopi ed è un buon punto di partenza per scoprire la porzione più orientale del Parco dell'Etna.

Storia ed origine del nome

Emerge così la matrice Akis, urbe partecipante alle guerre puniche, e da qui la formazione di Acireale, epicentro urbano costituito da diversi casali che agognavano una definita autonomia amministrativa, ottenuta nel ‘600, secolo che subì il tremendo sisma in grado di sconvolgere un’area assai vasta e distruggere diversi edifici. Aci Catena fu tra le cittadine che prontamente seppero risollevarsi mantenendo peraltro l’integrità di almeno la metà delle chiese esistenti su suolo pubblico.

Cosa vedere ad Aci Catena

Fra queste s’eleva la Basilica di San Filippo d’Agira, talmente antica da risalire addirittura al periodo di Ruggero il normanno e alla cacciata degli Arabi dalla Sicilia. Il luogo di culto si porta dietro tanta storia, miti cristiani e l’affetto accumulato dagli autoctoni che l’hanno eletta Chiesa Matrice, rassicurante per la massiccia mole, la robustezza e il vigore del solidissimo impianto. Non soltanto imponente ma anche bellissima, il cui prospetto si fregia della presenza di sedici fiere colonne erette in pietra di Siracusa. Altre colonne doriche si ritrovano all’interno, dove le tre navate confluiscono in un ambiente luminoso sovrastato da un’altissima cupola. Ci vuole infatti un’aula così splendente ed eccelsa per custodire il pezzo più prezioso di questo straordinario complesso ecclesiastico, l’ostensorio in argento cesellato dalla forma a torre che racchiude una pregevole bussola in avorio. La statua del patrono San Filippo d’Agira è invece contenuta nell’abbraccio della fenomenale cappella rivestita d’oro zecchino.

La Chiesa di Santa Lucia è meno maestosa ma possiede un preponderante charme rinascimentale e trasmette al visitatore regalità conferitale dalla particolare scalinata in pietra lavica che all’ingresso sembra invitare i passanti a salire ed entrare per ammirare innanzitutto il tetto in legno suddiviso in cassettoni e arricchito con decorazioni a tema floreale. Il Crocifisso artigianale è posto nella cappella circondata da molteplici affreschi, ed è impossibile non posare lo sguardo sull’Ultima Cena e le tele di Pietro Vasta che ritraggono la Trinità con San Michele Arcangelo e l’Immacolata tra i Santi Anna e Gioacchino, dipinte nel ‘700.

D’inconsueta eleganza, il Convento di Sant’Antonio da Padova vuole davvero stupire e anche la sua struttura seicentesca viene tatticamente anticipata da un sommo scalone alquanto armonico. Il patrimonio artistico gira praticamente intorno al chiostro e si articola in una lunga serie di graziose lunette affrescate da Giovanni Lo Coco, pittore che ha messo sapientemente mano anche all’ex refettorio e alla biblioteca. Procedendo nel percorrere la navata della chiesa ci si imbatte nelle tele di Giacinto Platania e ancora di un Vasta, autore di una sacra rappresentazione della Famiglia di Assisi.

Il Santuario di Maria Santissima della Catena occupa un’enorme porzione di centro storico e si può dire lo caratterizzi per il suo essere ricettacolo di estrema magnificenza scenica. I monumentali ambienti di cui si compone danno ragione a una pletora di virtuosismi artistici rilevati nei più esaltanti manufatti pittorici, primo Rebecca al pozzo eseguito da Paolo Vasta.

Eventi, sagre e manifestazioni

La statua della Madonna della Catena è sfavillante per il raggrumarsi di ori, gemme e numerosi doni offerti dai devoti all’icona. Viene portata in processione l’11 gennaio in occasione della Festa di Ringraziamento alla Santa Patrona, organizzata per rendere omaggio alla santa che salvò l’abitato dal terremoto del 1693. L’edizione estiva si svolge nel giorno di Ferragosto. Gli altri due appuntamenti religiosi ricorrono il Venerdì Santo con la processione del simulacro del Cristo Morto e dell’Addolorata e il 13 dicembre, giorno della processione della statua di Santa Lucia per le vie del paese. Sotto l’altare maggiore si colloca un’urna di cristallo in cui riposano le spoglie del martire San Candido, dapprima allocate nelle catacombe di San Callisto nella Capitale.

L'area archeologica di Santa Venera al Pozzo

Traslando l’attenzione al di fuori dell’abitato, puntiamo la lente d’ingrandimento sull’area archeologica di Santa Venera al Pozzo, il cui cuore è rappresentato dal vetusto comprensorio termale romano che agglomera plurime sorgenti dalle quali sgorgano acque utilizzate a scopo terapeutico.

Come arrivare ad Aci Catena

Da Catania percorrere la SS 114 o l’Autostrada A18 uscendo ad Acireale; la stazione si trova sulla linea ferroviaria Catania – Acireale; l’aeroporto di Catania Fontanarossa è quello di riferimento.

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