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Braga (Portogallo): la cittą romana e il Percorso dei Santuari Mariani

Braga, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

E’ la provincia che non ti aspetti ed è una città che non dorme mai, nemmeno in quei caldi pomeriggi d’estate quando la “nortada”, il vento del mare, non riesce ad arrampicarsi fin su nella conca e fra le colline che da sempre si cullano la città.

A Braga non si dorme perché per secoli si è sempre voluto essere i primi della classe: è per questo che la città si è conquistata nella storia un “posto al sole”. Fondata dalla robusta gente dei “bracari”, imprinting celtico all’epoca dei romani, fu capitale del regno di Galizia e indiscussa “leader” delle vicende del Portogallo “norte”.

Sappiate che se il Portogallo ha conosciuto la dittatura è perché a Braga, di nuovo, la storia ha intrecciato i suoi fili: è qui che nel 1926 avvenne il colpo di stato “di dignità ed onore” che rovesciò il regime democratico mettendo, di li a poco, in “cattedra” l’economista Antonio de Olivera Salazar. Non vi basta? Braga è da sempre un brand religioso ed è il principale centro ecclesiastico del Portogallo: massiccia la presenza di chiese – sono (almeno) 18 con 4 arcivescovi ed un cardinale – anche oggi la sua Se’, la cattedrale, è sede del primate delle spagne.

Bigotta, conservatrice? Questi sono aggettivi per definire il passato. Oggi Braga sta cambiando pelle pur forte delle sue tradizioni. Così, se a Fatima si concentrano il fervore religioso e la devozione mariana, qui della Chiesa si avverte più che altro il potere. Si, quello di bellissimi edifici che declinano tutte le lusinghe del barocco e dello stile manuelino, l’inimitabile “cocktail” di gotico e influenze esotiche che solo l’aria della Lusitania del Cinquecento ha saputo creare.

È questo il primo abbraccio di Braga: arte, arte ed ancora arte, in una cittadina a misura d’uomo, amatissima anche dagli studenti universitari che stanno oltre alla tangenziale che li separa dal centro, ma scappano dai loro campus, appena possono, per un cortado o un brasileira “downtown”. In Rua do Souto vi accoglieranno con un detto quasi scontato: “Lisbona si diverte, Coimbra studia, Porto lavora e Braga prega”. Ma oggi non è più così e la “cidade dos sinos”, la città dalle mille campane, risuona anche di molte novità che ne fanno una delle mete, a misura d’uomo, più piacevole per una fuga di uno o due giorni da Lisbona o da Porto, che dista solo 50 km .

Attenzione però alla “balena bianca”: si perchè tutto questo “odore di incenso” non fa dei suoi abitanti dei “santi” con la patente. Intanto la gente di qui sa pungere con l’ironia quant’altri mai. “Più vecchio della cattedrale di Braga” è solo il più gentile degli epiteti che vi potreste trovare ad ascoltare in un acceso scambio di “complimenti” fra le viuzze del centro. E poi c’è quel vecchio trucco della balena con cui si dice che i giovanotti cerchino di attrarre le fanciulle in visita. Avete presente: “Vieni, c’è una strada nel bosco”, oppure l’ancor più consumato “Vuoi vedere la mia collezione di farfalle?”. Ecco, a Braga si dice che ad un certo punto della sera le nuvole e la nebbia disegnino una sorta di balena bianca in cielo. Solo che per vederla, guarda caso, bisogna salire chissà dove. Via dalla pazza folla. Soli soletti, fra le alture di Falperra, o al Sameiro, punti chiave e panoramici fuori città.
A voi sfidare la sorte e il “capodoglio” e stare a questo gioco, vecchio come il mondo, pardon come la cattedrale.

Sia come sia, anche l’abbordaggio qui sa di poesia e sotto l’occhio bonario del santuario di Bom Jesus, una delle chiese più fotografate da includere nell’itinerario, è ora, chiesto perdono per quella leggenda un poco hard, di scendere a valle e cominciare la visita. A differenza di ogni città antica a Braga il fiume non c’è, o meglio: il Minho non attraversa il centro ma scorre defilato alla periferia sud. Come si fa? Poco male qui è il fiume d’allegria della gente che vi rinfrescherà le idee fra una chiesa e l’altra, una visita e una preghiera.

In Rua dos Biscainhos fate tappa al palacio dos Biscainhos: oltre al museo sarà il giardino disegnato da Soares Da Silva, a conquistarvi con i suoi alberi secolari. Poi via in salita, passerete in rassegna le meraviglie del piccolo centro. Facciate con pretese del tempo che fu mostrano le loro rughe che le rendono ancora più belle. Fatevi accompagnare in Municipio, la Camara municipal, almeno su per gli scaloni per ammirare i grandi azulejos, le maioliche decorate con cui a queste latitudini si piastrellano, fuori e dentro, gli edifici.

A conquistarvi sarà anche la frescura dei giardini del Comune che a giugno si trasformano, insieme a quelli di Santa Barbara, poco lontani, nel quartier generale dei festeggiamenti di due delle più imperdibili feste, quella dei Gigantones intorno al 20 giugno, con parata di grandi maschere (più o meno) beneauguranti e poi, naturalmente, lui, “il” santo per antonomasia, Sao Joao, per il quale l’intera città si ferma, con celebrazioni, danze, folklore, parate e fuochi d’artificio, che rivaleggiano in bellezza con il corpus di festeggiamenti che si svolgono quasi in contemporanea, fra 23 e 24 giugno, a Porto.

Deviando verso destra dalla strada principale ecco la Cattedrale, il “grande vecchio” della città. Portale romanico e interno da naso all’insù per la super star dell’edificio che è l’immenso organo doppio con il coro alto cui si accede da una scaletta dal chiostro. Non perdetelo: l’arcivescovo Diogo de Sousa, grande mecenate rinascimentale, ha dato qui il meglio di se regalando per sempre alla città questo capolavoro di mostri, tritoni e satiri, come un alveare “incrostato” di bellezza, fra le cui smorfie il nostro sguardo si perde all’infinito.

Dopo la Se’, la cattedrale, lo spirito è ripagato ed è tempo per una passeggiata tutta profana, su su, fino Baraho San Martinho e al palazzo dell’ Arcada. Quindi è ora di andare per negozi fra le vetrine di avenida de Liberdade e l’avenida Central. Intorno i profili monumentali delle numerose case, da Dos Crivos a Rolao e le molte (altre) chiese, fra cui quella dos Congregados incorniciano i grandi giardini che danno respiro a Braga regalandole l’aspetto di città. E conquistandovi per sempre il cuore.
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 Pubblicato da - 17 Agosto 2015 - © Riproduzione vietata

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