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Paxos (Paxoi o Paxi): vacanza nell'isola degli ulivi

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La mitologia greca la vuole rifugio d’amore di Poseidone e Amphitrite, scoglio romantico separato dalla vicina Corfù per volere del dio leggendario, con lo scopo di creare un nido di pace per lui e la sua sposa. In effetti la piccola Paxoi (anche Paxi o Paxos), isola ionica della Grecia, sembra un tassello di puzzle staccatosi da Corfù e andato alla deriva verso sud, come una nave in cerca di libertà: non stupisce che Poseidone l’avesse scelta come rifugio amoroso, e ancora oggi si rivela la meta perfetta per chi cerca un’intimità un po’ magica, lontana dal mondo, immune dalla folla ma allo stesso tempo splendida, dal fascino irresistibile.

Le dimensioni sono, in fondo, quelle di una grande zattera, o piuttosto di una lunga passerella su cui sfilare ammirando il mare: a una lunghezza di circa 10 km corrispondono appena 2 km di larghezza, che solo in alcuni punti diventano pochi di più. Il punto più alto dell’isola, da cui sembra di potersi librare e nuotare nel cielo insieme ai gabbiani, raggiunge i 248 metri di quota e offre un bel panorama su tutta Paxoi: i pini profumano l’aria di resina, i cipressi accarezzano il vento come lunghi pennelli, gli ulivi se ne stanno più sotto come saggi guardiani canuti. Più lontano, lungo la costa, si possono inseguire con gli occhi le sagome di spiagge e calette, baie e scogliere, a picco in un mare tanto limpido da sembrare irreale.

Gianna, Soulanena, Kloni Gouli, Kamini, Kaki Lagada, Alati, Plakes, Ballo e Porto sono le spiagge più belle e più note di Paxoi: qui la bellezza selvaggia della natura si fa toccare con mano, ma concede anche tutte le comodità adatte alle famiglie e ai bambini. Ciò non toglie che ci si possa avventurare alla scoperta di scenari sempre nuovi, seguendo il proprio istinto di esploratori: tra le rocce si nascondono piccoli angoli di paradiso, pronti ad abbracciare i visitatori col loro silenzio accogliente, raggiungibili a piedi o via mare.

A godere di tanta bellezza, aldilà dei numerosi turisti che approdano qui ogni anno, ci sono appena 2500 abitanti su tutta l’isola, la metà dei quali è concentrata a Gaios, nella zona sud-occidentale. Gaios è la località principale, un piccolo porto peschereccio che accoglie i naviganti con la sua possente fortezza in rovina, le case rosa, gialle e color crema ombreggiate dai tetti rossi, la piazzetta costeggiata da ristorantini e caffè. Qui si trova anche un interessante museo del folklore, perfetto per chi vuole conoscere meglio la storia e gli usi locali.

A proteggere il porticciolo, al largo tra le onde, si stagliano le sagome di due isolotti: a ridosso del porto c’è l’isola di San Nicola, un frangiflutti naturale, mentre il più lontano è Panagia. Qui ci sono il faro, il mulino a vento e la chiesa che il 15 agosto ospita i pellegrini in occasione della festa della Vergine, prima che tornino a riva per danzano fino all’alba nelle viuzze di Gaios.

Spostandosi all’estremità settentrionale di Paxoi si raggiunge il secondo porto dell’isola, la località turistica di Lakka: adagiata in una baia molto scenografica, a ferro di cavallo, incorniciata da uliveti e cipressi slanciati, Lakka è la meta ideale per chi ama le nuotate e gli sport acquatici. La forma del litorale, infatti, protegge la baia dal vento, e i più avventurosi possono visitare la grotta marina di Ypapanti.

... Pagina 2/2 ...Infine vale la pena di visitare Loggos, un piccolo borgo di pescatori che pare dipinto: il porticciolo è una conca in cui le casette si dispongono strette, un po’ sciupate dal sale e dal tempo ma ancora fresche e ridenti. I ristorantini invadono il molo coi tavoli e non c’è niente di meglio che sedersi al tramonto, sorseggiando qualcosa di fresco. Nelle taverne tipiche si banchetta col pesce pescato poche ore prima, con la carne tenera cucinata sapientemente, con l’insalata choriàtiki a base di feta, olive nere, pomodori, peperoni cetriolo e cipolle.

Dopo aver esplorato le meraviglie di Paxos si può salpare alla volta di Antipaxoi, un’isoletta a soli 15 minuti di percorso via nave. Collegata coi porti di Gaios, Lakka e Loggos nel periodo estivo, l’isola ha una superficie di 4 km quadrati quasi interamente ricoperti i vigne: gli acini succosi che splendono nel sole accompagnano lo sguardo fino alla costa, lambita da uno dei mari più belli del mondo e dominata da una pace sublime. Poche manciate di abitanti popolano l’isolotto, e molte case restano vuote durante l’inverno.

Benché Paxos sia perfetta per chi cerca il relax e il dolce far niente, non mancano le occasioni di festa. In particolare alla fine dell’estate si svolge sull’isola, a Loggos, un festival molto originale: è il festival internazionale della musica di Paxos, che dal 1986 porta in questo frammento di Grecia la musica classica di tutto il mondo.

Se Paxoi è riuscita a preservare il suo fascino selvaggio e pacifico, è anche per la sua indole timida e riservata: l’isola non ha un aeroporto, ed è raggiungibile soltanto via mare con il traghetto o l’aliscafo. Chi decide di trascorrere qui una vacanza, quindi, può volare a Corfù (da Atene ci sono almeno due voli giornalieri nella bella stagione) e prendere un taxi marittimo o un traghetto veloce fino a Paxoi, raggiungibile in un’ora circa. Vicino alla costa ionica c’è anche l’aeroporto di Preveza, raggiungibile da Atene e molte altre città europee: da qui si può prendere un taxi fino a Levkas, poi un taxi marittimo da Levkas a Paxos.

Prima di partire, anche in estate, bisogna ricordarsi di mettere in valigia un maglioncino per la sera: a Paxoi infatti il clima mediterraneo è caratterizzato da temperature sempre miti, estati calde ma ventilate e fresche di notte, e inverni dolci mai troppo freddi. Le temperature medie di gennaio vanno da una minima di 7°C a una massima di 14°C mentre in agosto si va dai 22°C ai 33°C. Le precipitazioni si concentrano specialmente in autunno e il mese più piovoso è novembre.


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